(dal nostro inviato in Libano, R. C.)

Percepite da sempre come un termometro degli umori elettorali, le elezioni universitarie libanesi sono  seguite e monitorate da vicino. Ogni anno infatti si vota nelle università del Libano per decidere del nuovo sindacato degli studenti, che regnerà fino all’anno successivo. Essendo il Libano un Paese estremamente politicizzato, dove qualsiasi cosa (dalle squadre di calcio alle imprese, dai sindacati ai negozi e i pub) è legata in qualche modo ad un partito politico preciso, è evidente che tutti i più grossi sindacati studenteschi sono legati a doppio filo con le grosse formazioni politiche del Paese: il blocco “8 marzo”, composto dalla Corrente Patriottica Libera e Hezbollah, e il blocco “14 marzo” formato dai falangisti libanesi e dal movimento di Hariri.

Le elezioni studentesche avvengono ogni anno dunque, ma quest’anno è più importante degli altri: con le elezioni legislative programmate per giugno 2013, è facile capire fino a che punto queste elezioni in miniatura siano state valorizzate. Si comincia con le università americane: a LAU (Lebanese American University) vince di un soffio l’alleanza del 14 marzo, l’alleanza che da sempre respinge i legami con la Siria di Bashar Al Assad, e che quindi è favorevole ai ribelli siriani. LAU, bastione del 14 marzo, è quindi riconfermata, ma per pochissimi seggi. Arriva il turno dell’AUB (American University of Beirut), la più importante e prestigiosa di tutte le università libanesi, e una delle migliori del Medio Oriente. All’AUB, l’anno scorso l’8 marzo, coalizione favorevole al regime di Bashar Al Assad con un’impostazione anti occidentale marcata, aveva vinto dappertutto con maggioranze bulgare. Quest’anno invece vince di un soffio. Qualche seggio in più degli avversari, niente di più. Per le università americane (le più importanti almeno), la questione non è risolta: 8 e 14 marzo stanno alle strette.

Arrivano poi le elezioni nelle università francesi, interessanti perché popolate in maggioranza da cristiani libanesi, e perché lo scontro è più violento che nelle università americane. Alla Notre Dame University, stravince il 14 marzo, ma alla Université Saint Joseph (il più importante degli istituti francofoni) vince l’8 marzo, e il primo partito è proprio quello del generale Aoun.

I dati elettorali fanno discutere: un sonoro pareggio, frustrante e pericoloso. L’8 marzo, coalizione di governo, è fiaccato dal potere, ma ha un consenso popolare ancora forte. Il 14 marzo invece, cavalca l’onda della crisi siriana a fa gioco facile all’opposizione, ma i libanesi non dimenticano facilmente gli anni di malgoverno degli uomini appartenenti al 14 marzo. Insomma, un nulla di fatto.  In tutte le università, si sono verificati più scontri del solito. Da notare una rissa enorme all’USJ, tra aounisti e falangisti, che ha mandato non pochi studenti all’ospedale. 

Che dire, le elezioni legislative in Libano si annunciano dure.