Uno consulta filosofi e psichiatri

Quando le cose non stanno andando bene

E le puttane quando vanno bene.

(Charles. Bukowski ne “la società dovrebbe capire…”)

Dal consiglio regionale della Lombardia, da parte leghista e forzitaliota,  parte la proposta di riaprire le cosiddette ‘case chiuse’. Messe fuorilegge nel 1958 dalla legge Merlin, periodicamente si torna a parlare di loro legando a questa questione due temi: il ripristino della sicurezza e della legalità (visto e considerato che la prostituzione non è stata affatto debellata in Italia, ma anzi tutto il contrario) e l’emersione di un enorme fatturato nero che gioverebbe non poco alle casse sempre esangui dello Stato italiano.  Da qui parte il solito giochetto della società moderna dove ognuno si sente in obbligo di dire la sua, magari strillando più forte degli altri, e quindi è tutto un dividersi tra pro e contro, cattolici e laici, conservatori e progressisti, sentimentali e razionali, amanti del pudore e trasgressivi. Innanzitutto occorre precisare che la legge in vigore in Italia non proibisce la prostituzione in quanto tale intesa come vendita del proprio corpo ma ne punisce lo sfruttamento ed il favoreggiamento, quindi colpisce sia chi vuole organizzare in qualsiasi modo e luogo gli incontri tra offerente e cliente sia il cliente stesso in quanto ritenuto responsabile di favoreggiamento.

Ora, lo scrivente trova assai meschino e triste sia chi voglia regolarizzare tutto per far emettere pure alle puttane scontrino o ricevuta, come se questo Stato-vampiro non azzannasse già in tutti i suoi gangli gli organismi che ancora respirano di questa nazione. Allo stesso tempo non capisce (o forse lo capisce fin troppo bene) chi con la scusa della sicurezza (per chi poi?) vuole abbattere la scure legalitaria perfino su quest’ambito che riguarda l’aspetto più intimo dei comportamenti umani, ovvero quello sessuale. Adesso in Italia, chi paga per fare l’amore lo fa a suo rischio e pericolo (si tratta comunque solo di un’ammenda) e lo fa per i più svariati motivi: per noia, per esigenza fisica (eh già…), per bisogno di novità e non per ultimo per quello di fare una cosa proibita. Il motivo del godimento fisico viene per ultimo, sempre se viene… Viene da citare un’anonimo a proposito del sesso a pagamento: “l’atto è lo stesso (di quello non a pagamento n.d.a.), eppure manca qualcosa”.

Appunto, l’atto amoroso va aldilà di questi gesti consumati in fretta sul ciglio della strada o comodamente in stanze di motel per chi ha il portafogli più gonfio. Queste restano voglie che vengono fruite in quanto tali, in una compromissione chiara sia all’offerente che al domandante che non sia un’adolescente di fronte alla prima volta, ed a entrambi va bene così. Chi voglia puntare il microscopio su queste faccende, o forgiare l’ennesimo anello della catena che ci stringe tutti, per favore non si ammanti di parole come civiltà o progresso ma dica chiaramente a quale modello mira. Stavolta forse non c’entra Orwell e il suo 1984 ma Huxley e il suo il Mondo Nuovo. Il risultato è altrettanto raggelante.