L’usura è peccato. Perchè? Quale maledizione colpisce la borsa che l’usuraio riempie, da cui non vuole separarsi, e che lo fa cadere nella morte eterna? Dovrà, per salvarsi, lasciare la borsa o troverà il modo di conservare la borsa e la vita, la vita eterna? Ecco la grande lotta dell’usuraio tra la ricchezza e il paradiso, il denaro e l’inferno, tematica che ha concentrato l’attenzione di scrittori e teologi dal medioevo fino ai nostri giorni.
L’usura è la riscossione di un interesse da parte di chi presta in operazione che non debbono dar luogo ad interesse;ma cosa vende, in effetti, l’usuraio, se non il tempo che intercorre tra il momento in cui presta, e quello in cui viene rimborsato con l’interesse?.L’usuraio commette un furto, poichè trae profitto dalla vendita di un bene che non è suo, il tempo, l’attesa di denaro, i giorni e le notti.
L’ usura, oggi, e’ un problema sociale. Nel momento in cui la crisi economica spinge molte famiglie verso la poverta’ , aumenta il potere ricattatorio di coloro che offrono prestiti fuori dalla legge con interessi onerosissimi. Gli usurai tendono all’ espropriazione di qualsiasi cosa: denaro, beni, oggetti personali, ma anche morale e dignita’ . Chi, come noi, vive a contatto quotidiano con questa piaga sa cosa significhi il dramma di famiglie che improvvisamente si trovano ad essere espropriate di tutto e in balia di una violenza cieca.
Ma anche nel sistema bancario, istituzione che dovrebbe tutelare i risparmi e gli investimenti dei cittadini, l’usura fa da padrona. In estrema sintesi il sistema è piuttosto chiaro: ogni tre mesi la Banca d’Italia fissa un tasso d’interesse, definito tasso soglia, oltre il quale le banche non possono andare quando concedono mutui o prestiti per non incappare in un tasso di usura. E in quel caso naturalmente i clienti possono e hanno tutto il diritto di chiedere la restituzione dei soldi .Le banche solitamente si attestano a pochi decimali sotto il tasso soglia, ma vanno poi ad aggiungere generiche spese e oneri che, se indicizzati, fanno schizzare il tasso di interesse anche attorno al 50 percento.
In italia sono milioni le persone e le aziende che avrebbero il diritto di recuperare i soldi pagati indebitamente, ma la stragrande maggioranza di loro ignorano questa possibilità, a causa del black out dell’informazione in merito: i mass media – succubi della politica – hanno innalzato una vera e propria cortina di silenzio.
Migliaia di imprenditori, più o meno “piccoli” sono stati costretti a cessare la propria attività a causa dei debiti nei confronti delle banche, molti hanno dichiarato persino fallimento, alcuni si sono persino suicidati dalla disperazione, stroncati dall’aver perso tutto, dall’esser oberati dai debiti, ignorando il fatto che se avessero fatto causa al loro istituto, avrebbero ottenuto un cospicuo rimborso, con tanto di interessi.
Il purgatorio dantesco ,indubbiamente, non è che uno dei modi in cui il cristianesimo strizza l’occhio all’usuraio; ma è il solo che gli assicura incondizionatamente il paradiso: il purgatorio è la speranza. La speranza per l’usuraio disposto al pentimento finale di essere salvato, cioè di ottenere la borsa quaggiù e la vita eterna nell’aldilà. Dal soggiorno più o meno lungo nel purgatorio, si esce diretti obbligatoriamente al paradiso…Ricchezza e paradiso:doppia speranza. Ma una rondine non fa primavera;u un usuraio in purgatorio non fa il capitalismo.La storia sono gli uomini e gli iniziatori del capitalismo sono quei mercanti di quel tempo che Leon Battista Alberti definirà denaro. E la speranza di sfuggire all’inferno grazie al purgatorio permette all’usuraio di far avanzare l’economia del medioevo verso l’odierno capitalismo.