Negli ultimi tempi va di moda parlare di start up.  Altro non sono che imprese ancora in fase di avvio che hanno la caratteristica di utilizzare non ingenti somme di capitale per gli iniziali processi organizzativi.Una start up americana rischia di stravolgere completamente la nostra vita quotidiana, finanziaria e non solo. In meglio? Chissà.

 Il suo nome è Square Inc., nata nel 2010 da un’idea di Jack Dorsey, co-fondatore di Twitter.  L’idea di Dorsey è semplice: trasformare tutti gli smartphone in POS (Point of Sale), quegli aggeggi simpatici che ti consentono di pagare con bancomat e carta di credito direttamente nei negozi.  Attraverso un piccolo quadratino bianco da attaccare al cellulare o al tablet si riproduce un POS che funziona anche in pieno mare aperto (a patto che si abbia una connessione 3G o GPRS).  Il sistema prevede, inoltre, un’ applicazione che all’interno del proprio smartphone riproduce un vero e proprio portafogli, il suo nome è square wallet. Tramite questa app, basterà dire il proprio nome e si potrà pagare così: “Buonasera sono Mario Rossi, prendo quel maglione.”  Insomma mai più contanti, banconote, monetine, portafogli, addio.  Messa così sembra una favola, una comodità per tutti, venditori e compratori. Nome, cognome e fotografia, pagare sarà facilissimo, forse troppo? Il rischio di perdere la percezione c’è, eccome. Si rischia di comprare molto, male, ma soprattutto, ci sono i rischi legati alla sicurezza.  Chi ci assicura che il dispositivo verrà utilizzato correttamente?  I dati sugli acquisti saranno protetti?  Oppure c’è la possibilità che si venga a sapere chi compra cosa e dove?  La paura che possano comparire liste inquietanti di persone che hanno comprato una cosa, oppure, di persone che fanno qualcosa, o addirittura la paura che possano comparire veri e propri profili di ognuno di noi, con informazioni riguardanti la nostra vita, i nostri interessi, i nostri spostamenti, senza la nostra autorizzazione (altrimenti staremmo parlando di un social network), sembra sempre più la realtà e sempre meno un libro di Orwell.  A questo punto perché non mettere direttamente un microchip sotto la pelle? Potremmo essere noi stessi la carta di credito! Non sarebbe comodissimo? Ad ogni modo non si tratta solo di privacy, ma di libero arbitrio. Bisognerebbe consentire ad una persona di poter scegliere come poter effettuare i propri acquisti. Questo tipo di transazione offerto da Square a lungo andare potrebbe diventare un servizio “obbligatorio”.

 D’altra parte che motivo c’è di stampare carta moneta nel caso in cui non debba rivelarsi più necessaria?  L’idea, se usata con cautela e in modo intelligente, è indubbiamente geniale. Sarebbe certamente utile se si trattasse di migliorare servizi pubblici e sociali destinati ai cittadini o smaltire la burocrazia pesante non solo in Italia ma in numerosi Paesi del mondo. Probabilmente è troppo presto per trarre delle conclusioni certe, l’idea va innanzitutto testata sul mercato.  Intanto Square Inc. ha concluso un accordo con Starbucks, la catena internazionale di caffetterie.  Square è presente in 7000 negozi della catena presenti negli Stati Uniti. Non ci resta che aspettare di vedere come evolverà l’invenzione, nel frattempo, i commessi di Starbucks che verranno licenziati per questo, potranno comunque andarsi a prendere un caffè senza bisogno di tirare fuori il portafogli.