Le Farc (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia) sono un movimento rivoluzionario fra i più i longevi in attività nel mondo. Nascono, infatti, nel 1964 in seguito ad un’operazione del governo colombiano attuata contro alcune autorganizzazioni contadine, le quali deciso di organizzarsi per la lotta armata. Dichiarano di rappresentare i poveri contadini e si oppongono alla presenza degli Stati Uniti all’interno degli affari interni colombiani. Stati Uniti ed Europa considerano le Farc un gruppo terroristico, mentre invece in Sudamerica sono considerati dei guerriglieri (tranne ovviamente in Colombia dove, anche lì, hanno lo status di gruppo terroristico).  Le Farc operano attraverso sequestri, attentati e attacchi atti a destabilizzare politicamente la Colombia.  Il movimento è accusato, oltretutto, di autofinanziarsi attraverso il narcotraffico, accusa, tuttavia, più volte smentita dalle stesse FARC.   L’organizzazione è finita su tutti i giornali durante il sequestro, e poi durante il rilascio di Ingrid Betancourt, tuttavia, normalmente, non è un argomento di punta della stampa ‘allineata’.  Riguardo le Farc ci sono delle considerazioni che vanno fatte.  Prima di tutto il governo colombiano, qualunque siano state le parti in questi anni, si è spesso macchiato di avere a che fare con il narcotraffico e inoltre molti dei presidenti susseguitisi sono stati accusati di essere fantocci degli Stati Uniti.  Le Farc, tuttavia sono un gruppo che opera da quasi cinquanta anni. Questo lo ha reso suscettibile di numerose trasformazioni politiche ideologiche e pratiche. Molti sostengono che il gruppo si sia ormai ridotto a macchinazioni di tipo mafioso e legate al profitto più che all’ideologia marxista – leninista alla quale si ispiravano inizialmente.

Nonostante questo, sembra quanto meno ingiusto classificare le Farc come un gruppo terroristico, questo perché gli manca l’elemento essenziale che contraddistingue il terrorismo: la volontà di colpire i civili al fine di incutere, appunto, terrore.  Le Farc non colpiscono supermercati, stazioni dei mezzi pubblici e così via, o almeno non lo fanno con cognizione di causa. La questione dello status da attribuire al gruppo è importante perché nel 2008 Hugo Chavez, il quale collaborò alle trattative per liberare la Betancourt, chiese alla Colombia e a tutta la comunità internazionale di riconoscere le Farc come “forza belligerante”, se questo dovesse avvenire il governo potrebbe intraprendere i negoziati per lo scambio di prigionieri e rintavolare le trattative per la pace.  Le notizie delle ultime settimane sono un annuncio (per ora unilaterale) da parte delle Farc di ‘cessate il fuoco’ e le dichiarazioni del Presidente colombiano Juan Manuel Santos: “Non può essere un processo che duri anni, ma mesi. Non può prolungarsi oltre il prossimo anno. Novembre prossimo al più tardi. E direi anche prima”. L’Avana dovrebbe essere la città che ospiterà il prossimo incontro.

Intanto le sofferenze in Colombia continuano, da quasi cinquant’anni, purtroppo però non va di moda parlarne, a meno che non si tratti di raccontare il sequestro di qualche personaggio. Da quando Igrid Betancourt è stata liberata, le parole ‘Farc’ e ‘Colombia’, sono sparite da tutti i mezzi di stampa.