Questo articolo prende spunto da un’analisi recentemente pubblicata da Maurizio Ricci

Esattamente il giorno dopo la Fiducia data al nuovo governo, il premier Enrico Letta è andato a “chiedere l’approvazione” dal cancelliere tedesco Angela Merkel. Questa tradizione, che declassa la figura dell’Italia rispetto alla Germania, va avanti da molto, soprattutto con Monti che sembrava chiedere consigli al premier di Berlino per ogni decisione in ambito economico. Tutto questo è dovuto alla leggenda che la Germania è la salvatrice dell’Europa e che i PIIGS (Portogallo,Italia e Irlanda, Grecia, Spagna) stanno portando nel baratro il vecchio continente facendo perdere miliardi di euro a tutti i paesi più stabili. Tutte Balle.

Qualcuno, magari la stessa Merkel ma anche il nostro premier, dovrebbe spiegare agli italiani e anche a tutta l’Europa che prestare soldi non è come regalarli, le banche ci campano da sempre con gli interessi. Infatti la Germania definita dalla stampa anglosassone paymaster(ufficiale pagatore della crisi), ha sborsato poco rispetto alla sua forza economica, meno dell’Italia, della Spagna e della Slovenia(si parla in rapporto al Pil, essendo lo stato più forte, a livello assoluto ha prestato di più). Comunque la Germania insieme agli altri paesi del Nord( Finlandia, Austria e Olanda) non ha perso neanche un centesimo dei soldi prestati, anzi da tutta questa vicenda ci ha guadagnato: risparmiando sugli interessi dei loro titoli di Stato, ad esempio Berlino mediante i Bund paga pochissimo interesse (due punti percentuale in meno di 3 anni fa), secondo Allianz in questo modo la Germania ha preservato 10 miliardi di euro all’anno, se poi contiamo i titoli a 10 anni questo risparmio-guadagno si protrarrà ancora per molto tempo (Allianz prevede che il beneficio complessivo tedesco sarà di 67 miliardi di euro). Questo vantaggio viene sfruttato non solo dalla Germania, infatti la Finladia tramite Martti Salmi, capo degli affari internazionali, ha dichiarato che “come conseguenza imprevista della crisi, la Finlandia ha avuto benefici enormi”, di fatto la piccola economia finlandese ha registrato grazie ai profitti sui titoli in portafoglio dei paesi in forte difficoltà(Grecia, Spagna e Portogallo) entrate per 227 milioni nel 2012, 180 nel 2011 e per quest’anno sono  previsti 360 milioni.

Questa è ancora poca roba se si pensa al vero guadagno: il mantenimento della moneta unica. La Germania è ancora una volta quella che ha più vantaggi economici dall’ EURO, infatti la Fondazione Bertelsmann studiando gli effetti di un ritorno al marco ha constatato che avrebbe un effetto catastrofico nelle esportazione e di conseguenza per tutta l’economia tedesca. Una moneta molto forte come il marco, porterebbe i prezzi dei beni prodotti in Germania troppo alti e non competitivi negli altri paesi, riducendo fortemente l’esportazione con una perdita ogni anno di circa lo 0,5% del Pil: si parla di 110 miliardi di euro l’anno.

Guardando questo quadro di informazioni ci si dovrebbe chiedere perché continuiamo ad essere trattati come un peso da Bruxelles e da Berlino, quando invece dovrebbero ringraziare o per lo meno smettere di prendere in giro noi italiani e gli altri paesi mediterranei che compongono l’Europa. Di certo se continueremo ad avere la classe politica che crede o finge di credere al mito descritto a inizio articolo non verremo mai trattati come ci spetta.