Sebastiano Caputo intervista Carlo Sibilia (27 anni), eletto nel maggio del 2013 deputato del Movimento 5 Stelle, divenuto segretario della III Commissione Affari Esteri e Comunitari. 

 

S.C: Come giudichi i risultati che ha ottenuto Marine Le Pen in Francia?

C.S: Penso che Marine Le Pen abbia avuto un bel risultato in Francia, ha colto o quantomeno ha saputo convincere una gran parte dei francesi, quindi onore al merito. In questo momento loro più degli altri rispondono alle necessità del popolo francese. In bocca al lupo. 

S.C: Marine Le Pen ha teso la mano a Beppe Grillo, quest’ultimo non ha accettato. Cosa ne pensi?

C.S: Beppe ha interpretato ancora una volta perfettamente quello che è lo spirito del Movimento. Quello che va fatto comprendere a tutti è che noi siamo una grande novità, siamo diversi da questi partiti, noi non siamo né euroscettici, né euro-critici, noi siamo un organismo diverso, non abbiamo il capo o il presidente del partito, siamo tanti cittadini che partecipano. Ho fatto un convegno internazionale a Grenoble e ho la percezione che noi stiamo facendo una cosa che ha un peso planetario. Noi stiamo inserendo un virus: il cittadino che non fa politica di professione va all’interno delle istituzioni, ed è una cosa che noi banalizziamo perché la vediamo tutti i giorni. Questo è il Movimento 5 Stelle. Quando lo spieghi all’estero, sgranano gli occhi perché è una cosa che non hanno mai visto prima. Il pianeta dovrà farne i conti prima o poi.

S.C: Non fare alleanze in Italia è stato sinonimo di coerenza e sembrerebbe essere andato a vostro vantaggio. Non pensi che non fare alleanze al livello europeo possa rivelarsi contro producente?

C.S: Guarda, il punto è questo e lo abbiamo sempre detto, le alleanze si fanno sui punti. Quando uno vota come noi, noi non abbiamo nessuna difficoltà. Testimonianza è la settimana scorsa il sottoscritto insieme a tutto il Movimento 5 Stelle firma in aula pubblicamente un emendamento del Pd a favore di un finanziamento degli alluvionati in Sardegna, e il Pd che lo aveva proposto alla fine non lo ha votato. Quindi questo per far capire che gli altri devono essere coerenti e se presentano un emendamento devono portarlo avanti fino in fondo. E questo secondo me paga sempre. Al livello europeo andremo a parlare con chi ha i nostri stessi obiettivi. Noi abbiamo sette punti di base, naturalmente nei sette punti non c’è l’abolizione del Mes, ma per buon senso ci sarà anche quello, e quindi andremo a parlare con le altre forze politiche di altre nazioni. Mai detto di no al dialogo. 

S.C: Non si capisce bene la vostra posizione sull’euro. Grillo ha detto da Mentana: “andremo a Bruxelles, presenteremo le nostre condizioni, se non saranno accettate proporremo un referendum in Italia. Fuori o dentro”. Questa è la vostra posizione ufficiale? 

C.S: Non siamo più abituati ad avere in mano le nostre decisioni. I cittadini hanno paura quando la decisione viene data a loro. Questo ovviamente disorienta l’opinione pubblica, che fino adesso è sempre stata teleguidata. Il politico ha sempre fatto il professore, il pedagogo, ha insegnato ai cittadini quello che doveva o non doveva essere fatto. Abbiamo visto i risultati: disastro internazionale. Noi crediamo invece di ridare il potere al cittadino: ridare l’informazione e la possibilità di scegliere. In questo modo saremo tutti responsabili delle nostre azioni. Uscire da un trattato oggi si può fare, ci sono le convenzioni come quella di Vienna lavoriamo all’interno dei regolamenti, non si tratta di nulla di sovversivo, e se dovremo prendere una strada che è quella diversa dalla moneta unica prenderemo quella e basta.

S.C: Si legge nei vostri regolamenti che per essere candidabili nel Movimento 5 Stelle per le europee è vietato essere iscritti alla massoneria. Da cosa deriva questa scelta?

C.S: Io la do per scontata, noi dobbiamo essere cittadini liberi. Se tu fai parte della massoneria quantomeno hai contatti con altri massoni italiano. C’è un conflitto d’interessi palese. E poi la massoneria è un organismo che non ha nulla a che vedere con la trasparenza, la partecipazione e la democrazia.  

S.C: Ti ringrazio per l’incontro.