Il premier uscente apparirebbe in netto svantaggio sugli avversari. Si teme il ritorno al potere del conservatore Shinzo Abe

I riflettori internazionali puntano sull’Estremo Oriente, di recente teatro del Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese terminato questo giovedì con l’elezione di Xi Jinping al vertice del Politburo. Si è conclusa invece venerdì l’era del premier nipponico Yoshihiko Noda eletto a capo della Dieta Nazionale del Giappone solo un anno fa. Il segretario del Partito Democratico (DpJ) ha sciolto la Camera bassa e ha fissato le elezioni anticipate per il 16 dicembre di quest’anno. La decisione del premier uscente deriverebbe proprio dall’accordo trovato con l’opposizione nipponica diretta dai conservatori del Partito Liberaldemocratico (Ldp), i quali hanno dato il via libera alle riforme proposte dalla maggioranza (legge sul debito pubblico per evitare che il Paese andasse in default e riforma elettorale) in cambio dello scioglimento del Parlamento. E così è stato, tuttavia le nuove elezioni non sembrano favorire il democratico che secondo gli ultimi sondaggi apparirebbe in netto svantaggio sugli avversari. Le votazioni potrebbero quindi segnare il ritorno al potere del conservatore Shinzo Abe, premier tra il 2006 e il 2007. Anche se in realtà stando alle ultime proiezioni non ci dovrebbe essere un partito in grado di ottenere la maggioranza, quindi si prevede che un governo di coalizione rimpiazzerà la maggioranza uscente.

Le nuove elezioni sono state indette in un momento in cui il Giappone, la terza economia del mondo, viene considerato in recessione dopo che questa si è contratta del 3,5 per cento nel trimestre tra luglio e settembre. Seppur sovrano sulla moneta, lo Stato nipponico possiede il debito pubblico più alto del mondo a causa delle importanti spese per stimolare una crescita che non c’è stata, dato che negli ultimi decenni ha viaggiato a livelli minimi. Una ripresa economica che poteva arrivare ma che non è arrivata, perché ad impedirlo è stato il devastante sisma seguito dallo tsunami dello scorso anno che ha provocato l’incidente nucleare di Fukushima. Per il futuro governo di Tokyo ci sono poi tutte le questioni diplomatiche da risolvere, a partire dal contenzioso con Pechino sulle isole Diaoyu/Senkaku fino a giungere a quello con Seoul sulle isole Dokdo/Takeshima.

Per il candidato democratico Yoshihiko Noda il clima non risulterebbe favorevole, mentre si registra l’avanzata elettorale del conservatore Shinzo Abe. Venerdì, appena dopo lo scioglimento della Camera Bassa, il premier uscente ha immediatamente esposto il programma di governo che presenterà in questa campagna elettorale. Noda difenderà la partecipazione del Giappone alla Trans-Pacific Partnership (Tpp), un’organizzazione voluta dagli Stati Uniti per bilanciare l’influenza cinese ma alla quale l’opposizione nipponica è fortemente contraria. Ha promesso di adottare tutte le misure per rilanciare l’economia a partire dalla legge sul debito approvata prima delle dimissioni alla Camera, assicurando anche che il partito accelererà sui negoziati di libero scambio, tra cui quello a guida Usa e quello con Cina e Corea del Sud. Infine il democratico giapponese ha annunciato di voler eliminare le centrali nucleari entro il 2040 per evitare un’altra Fukushima. I conservatori nipponici dal canto loro temporeggiano ad esporre definitivamente il loro manifesto politico in vista delle elezioni del 16 dicembre. L’operato “catastrofico” di Yoshihiko Noda sembra infatti spianragli una strada in discesa da qui a fine anno.

Brevi dall’Estremo Oriente
Le due Coree lodano Xi Jinping, nuovo leader della Cina
Entrambi gli Stati hanno espresso le proprie congratulazioni al nuovo leader cinese eletto questa settimana durante il Congresso Nazionale del Partito Comunista Cinese. Pyongyang ha inviato un messaggio formale e di grande rispetto mentre Seul ha mandato un messaggio di congratulazioni, ma la Corea del Sud aspetta in realtà le proprie elezioni presidenziali per capire chi salirà al potere e quindi quale atteggiamento tenere con Pechino.

fonte: Rinascita