Non solo le Regioni italiane sono gli enti più inutili, costosi e dannosi, ma i loro governatori sono anche i più arroganti. Ultima, Renata Polverini. Con lo scandalo nella regione che presiede, la cara ex segretario generale dell’Unione Generale del Lavoro (UGL), meritava non solo di essere cacciata a calci, ma anche il sequestro di parte del suo patrimonio, gonfiatosi da quando è appunto il vertice massimo della Regione Lazio. Nel resto d’Europa si dimettono Presidenti della Repubblica, governatori per scandali di ben meno conto. Qui in Italia più lo scandalo è grande, più è piccola la pena. O addirittura nulla, come in questo caso, ma anche per quanto riguarda la Lombardia, l’Emilia e Romagna, la Puglia e chi più ne ha più ne metta.

Piano, piano vengono a galla tutti i pesci morti d’Italia, tutto il marcio di questo sistema-Italia. Il sistema creato apposta da lor signori politicanti per favorire i magna magna e il caos amministrativo. Sì sa, con il caos si sottomette meglio. Difatti, noi italiani, altro non siamo: sottomessi. Consapevolmente, tuttavia. Ed è mostruoso: sappiamo di essere schiavi di un sistema economico mafioso e di un sistema politico colluso. Sappiamo anche che le uniche garanzie democratiche, Costituzione e sindacati, si sono rivoltatici contro. La Costituzione perché è stata stuprata dai criminali del parlamento e i sindacati perché si sono venduti alle elité con la speranza (ben riuscita) di diventare governanti. E molti di loro ci sono riusciti, basti pensare a Cofferati. E noi sappiamo; Sappiamo tutto! E tacciamo, accettiamo e, ben peggio, continuiamo a votare i responsabili del disastro che ci affligge. Guardate l’Islanda! Tutto il popolo è sceso per dire STOP, e stop è stato. Banchieri condannati, governatori umiliati e cacciati. Guardate l’Argentina del dopo 2001. Quel paese distrutto, ma grazie alla coesione popolare ha ripreso in mano il suo destino. Noi invece? Scioperiamo! Sì, ma al massimo 8 ore, poi tutti a nanna, non sia mai che il giorno dopo siamo stanchi, affaticati….Lo dico a malincuore, ma lo devo dire: dobbiamo vergognarci. Sì, vergognarci della nostra classe dirigente e di noi stessi, che accettiamo passivamente. Che critichiamo Monti quando appare sugli schermi, ma che non abbiamo il coraggio di urlargli <<Criminale!>>. Noi, che ci scandalizziamo quando ci vengono chiesti maggiori sacrifici, ma che poi paghiamo l’ultima rata dell’Imu, seppur sappiamo che è un affronto, una truffa! Le 20 Regioni italiane spendono una media di 2197 euro l’anno a cittadino residente. Roba da pazzi, no? Se pensiamo che le Regioni debbano gestire i fondi per il welfare, cosa che potrebbe benissimo (anzi meglio) fare lo Stato centralmente, allora possiamo anche dire: bene, iniziamo a trattenere quei 2200 euro, circa, dalle tasse che DOBBIAMO pagare. Inizieremmo così a far capire che facciamo sul serio. Che le Regioni non le vogliamo, che è ora di finirla con tutti questi sprechi pubblici. Questa è l’unica maniera: il boicottaggio.                                    

Il boicottaggio è l’unica arma in grado di togliere da sotto i piedi al Sistema il terreno su cui si regge, e un sistema senza le fondamenta non può risorgere solo cambiando nome o aspetto, deve cambiare nettamente. Il cambiamento verrà solo dopo il boicottaggio, però! Per boicottare, poi, è necessario organizzarsi: creare comunità coese in cui, ad esempio, si riconosca un altro tipo di strumento di scambio (moneta) alternativo alla valuta vigente, con il quale si possono effettuare pagamenti per acquistare beni di primaria necessità, o anche beni di consumo. Con il benestare dei commercianti che decidono di accettare la valuta alternativa, e degli operai che decidono di essere retribuiti con quella valuta. Poi le tasse col cavolo che le pago! Altro che evasori parassiti… I parassiti sono loro: esattori da quattro soldi, criminali da Parlamento o da consiglio d’amministrazione della Banca Centrale!                                    

Monete locali o baratto per combattere la crisi e per combattere il sistema, sono l’unico modo. Innanzitutto sono un metodo assolutamente radicale, al tempo stesso non-violento ed è praticato in prima persona (per cui è necessaria la collaborazione di tutti). Si potrebbe anche, a valor di logica, non escludere definitivamente l’euro, perché come mezzo di scambio tra i popoli europei, l’idea è funzionale. E dato che parte delle nostre aziende vive di scambi e di esportazioni, l’idea corretta, a mio parere, momentaneamente è quella di affiancare l’euro da monete regionali e locali. Così le economie locali potrebbero tornare ad avere una moneta adeguata e una reale autonomia politica, senza rinunciare all’apertura verso l’esterno. Dopo, e solo dopo, aver boicottato questo vizioso sistema per cui si vuole salvare la struttura monetaria (Euro), amministrativa (Regioni) e sovrannazionale (Unione Europea) solo per far i comodi dei parassiti, si deve pensare a un sistema più funzionale, in cui il bene comune sia l’unico dogma da porre. Nel frattempo, con le misure momentanee proposte, si ha un doppio vantaggio: 1) dal punto di vista economico, vengono salvate le comunità locali e quindi imprenditori e operai. 2) dal punto di vista simbolico, si fa capire ai politicanti di mestiere e ai guru della finanza che la sovranità popolare è ben più forte di qualche seduta in Parlamento, di qualche ddl, o dello Spread. Anche negli Stati Uniti si sta diffondendo sempre di più questo metodo di monete locali, così da creare, appunto, un mezzo di scambio alternativo al dollaro, per favorire l’accesso al credito a tutti coloro a quali gli era stato negato dal mercato. Dato che la moneta è una merce, e che è scambiabile nei mercati valutari, rappresenta tutte le altre merci, essendo usata per acquistare altri beni e può essere conservata all’infinito e senza costi, cioè senza perdere la sua capacità di scambio nel tempo. Poi la moneta emessa da ogni Banca centrale(moneta che ha corso legale) ha tre funzioni: unità di conto ( cioè il prezzo), riserva di valore (appunto perché se accantonata-risparmiata, accresce il valore di risorse del suo possessore) e mezzo di scambio*. Ecco perché si sta diffondendo quest’uso di monete locali.

Perché è nella natura della moneta! Perché è la sua funzione, perché è la moneta, la nostra gallina dalle uova d’oro! E solo riappropriandoci di questa possibilità che possiamo liberarci dal dominio delle elité e dei governanti, che hanno fatto di tutto per destabilizzarci e illuderci. E’ necessario organizzarci, creare comunità locali autonome che boicottino le autorità legittimate e che stampino monete locali. E’ necessario l’appoggio degli imprenditori, degli operai, degli artigiani. E’ necessario l’appoggio di tutti. Ma soprattutto, è necessario coraggio. Coraggio da vendere.