Dietro il mondo degli enti di formazione a partecipazione pubblica si cela un panta rei di corruzione, escort e veline..

Ricordate il volto del buon “Mister Magoo” Franzantonio Genovese? Quello delle scatole sicule-cinesi di cui parla Gian Antonio Stella nel suo “Avanti Popolo” in riferimento all’inchiesta sugli enti di formazione regionali? Facciamo un breve vademecum. Il Deputato e segretario regionale del Pd, è consigliere in alcune società del gruppo Franza, che, tra le altre cose, gestisce i traghetti che collegano Messina a Villa San Giovanni. (Per questo i maligni concittadini l’hanno rinominato «Franzantonio».)

La formazione, invece, è un affare che Genovese divide solo con i congiunti. Lui stesso, indirettamente, controlla un ente: è proprietario e amministratore delegato della Gefin, che a sua volta detiene il 47 per cento della Training service di Barcellona Pozzo di Gotto, sempre nel Messinese. Il 46 per cento è invece, tramite l’immobiliare di famiglia Geimm, in mano a Franco Rinaldi: cognato di Genovese e deputato regionale del Pd. Il quadretto è completato dal nipote di «Mister Magoo»: Marco Lampuri, pure lui, come Rinaldi, socio di minoranza della Geimm, e dunque della Training service. Che, nell’ultimo anno, per i suoi corsi ha incassato oltre 604 mila euro di contributi.

Non si penserà però che Genovese sia un rude maschilista: uno di quelli contrari all’emancipazione femminile. La moglie, Chiara Schirò, siede nel consiglio direttivo dell’Esofop.

Un’altra cognata di Genovese, Elena Schirò, guida invece la Libera università mediterranea di naturopatia (Lumen): quest’anno ha avuto più di 1 milione di euro. Infine c’è la Nt Soft. È dell’ennesimo nipote: Salvatore Davì. Nel 2012 ha avuto quasi 300 mila euro. Vista la selva di enti e parenti, occorre sintetizzare: sette esponenti dei Genovese, a partire dall’onorevole capofamiglia, gestiscono quattro enti che hanno preso quasi 2 milioni di soldi pubblici nell’ultimo anno.

Questo per dire che nella “Grecia Italiana”, come l’ha ribattezzata il New York Times, quando si parla di corruzione e di enti di formazione nello specifico, i siciliani non si fanno mancare proprio nulla, sequel e prequel compresi!

Come la nuova inchiesta sui viaggi ed escort che venivano elargiti ai politici invece di investire i finanziamenti emessi dalla Regione per la Formazione, ma anche fatture inesistenti e appalti pilotati. C’è tutto questo nell’operazione della Guardia di Finanza di Palermo che, giorni fa, ha portato all’arresto di 17 persone, tra cui il manager Faustino Giacchetto ex capo della comunicazione del Ciapi. Le indagini hanno messo fine a un vero e proprio ‘Comitato d’affari’ che per anni, anche corrompendo politici e dirigenti pubblici e ricorrendo a fatture per operazioni inesistenti, ha pilotato gli appalti dei grandi eventi in Sicilia e si è appropriato di rilevanti fondi comunitari destinati ai principali progetti per la formazione professionale. Delle 17 persone arrestate dodici sono in carcere e 5 agli arresti domiciliari.

Contestualmente le Fiamme Gialle stanno eseguendo il provvedimento, emesso dal gip di Palermo su richiesta della locale Procura della Repubblica, di sequestro del capitale sociale e dei beni aziendali di 5 società, nonché delle disponibilità patrimoniali e finanziarie riconducibili agli indagati, per un valore complessivo di oltre 28 milioni di euro. In corso inoltre circa 50 perquisizioni locali, fra abitazioni ed uffici. Le accuse vanno, a vario titolo da associazione a delinquere, corruzione, truffa e false fatturazioni. In manette sono finiti pure due ex assessori e alcuni burocrati regionali. Sono una quarantina gli indagati, tra cui molti politici, manco a dirlo.

Spunta il nome anche di un big che non la politica ha sempre avuto un rapporto “morboso”, la showgirl Sara Tommasi. Secondo l’inchiesta riportata sul Fatto Quotidiano, il guru della comunicazione su citato, Faustino Giacchetto, fece destinare 3 mila euro il 30 luglio del 2010 dal conto corrente della Media Center, una delle società del suo network. Ad Angelo Vitale, legale rappresentante della Media Center ma in realtà uno dei suoi assistenti, Giacchetto disse che si trattava del pagamento per un servizio fotografico. “Poi – racconta Vitale agli inquirenti – chiesi notizie al Giacchetto che mi fece intendere che non si trattava di un servizio fotografico, ma di un pagamento per delle prestazioni di altra natura”. Rimane solo da capire chi ne usufruì.

Intato c’è chi, come l’amico Luca Telese, provocatoriamente chiede alla Giunta Crocetta di scusarsi con il suo ex centro di gravità permanente al turismo, il Maestro Franco Battiato. Ma Telese che in Sicilia non viene neanche in vacanza, farebbe meglio a risparmiare certe velature di buonismo, poiché il buon Battiato che ieri ha parlato sarcasticamente di “escort-Imu”, più che per le sue dichiarazioni “anti istituzionali” che fecero inorridire un po’ tutti, da Grasso alla Boldrini (ce ne siamo occupati tempo fa), è stato cacciato perchè ritenuto alleato scomodo. Infatti l’ex Assessore al Turismo deve aver interpretato alla lettera il suo ruolo governativo, essendo sempre in “vacanza” e dunque assente da Palazzo dei Normanni. Pertanto l’Assessore “turista” e vacanziere non ha avuto nessuna vendetta, anzi, gli unici ad essere stati vendicati, sono quei fondi che avrebbero dovuto alimentare la formazione professionale regionale, e che invece sono serviti ad altri politici-turisti e vacanzieri-faccendieri che da sempre provano a restare nel sistema.. Pardon, “arrestare” il sistema.