Il Commissario Montalbano ci ha lasciato la sua agenda personale sul tavolo questa mattina, giusto il tempo di dare una sbirciata ai suoi ultimi appunti. Perciò abbiamo un sospettato, accusato sino a 5 mesi fa di essere l’assassino della destra siciliana: Gianfranco Miccichè. A far storcere il naso a molti del Pd, come l’On. Ginefra, è il fatto che il leader e fondatore di Grande Sud sia approdato nel Governo Letta come sottosegretario con delega alla Pubblica Amministrazione con “baci e abbracci” calorosi direttamente da Berlusconi e Dell’Utri. Ma durante le elezioni regionali, il tutor universitario del Pdl, Angelino Alfano, altro siciliano del Governo Letta, si era opposto con decisione all’incartamento che avrebbe consentito di candidare leader di coalizione Miccichè, piuttosto che l’amico/nemico Nello Musumeci.
Così Musumeci (La Destra) restò il candidato della coalizione che di fatto ha consegnato la Sicilia nelle mani a Crocetta, Miccichè oggi ottiene il pareggio dei conti, forse, con quell’Angelino che tanto diavolo era stato con lui. Ma andando avanti negli appunti del Commissario di Vigata scopriamo un altro compagno “di merende” siciliano: il senatore Gianpiero D’Alia, quota Udc. Entrato nella squadra di Governo Letta come Ministro per la Pubblica Amministrazione, è un altro che della guerriglia col Pdl ha fatto scorta: quando ancora parlare di inciucio sembrava parlare della neve ad agosto, D’Alia correva al fianco del Pd siculo a sostegno del “compagno” o quasi “compagno” Rosario Crocetta. La storia si fa curiosa. Tra i ripescati del bel mare isolano ci sono perciò tonni, cozze e pesci spada. Ora che in Sicilia la maggioranza si poggia necessariamente sulle spalle del Pdl, in stile “rimpasto nel rimpasto”, quelli che erano nemici ora sono amici e quelli che erano amici molto semplicemente sono ancora più amici, per convenienza.
L’Udc entra nel Governo Letta insieme ad un altro che aveva avuto le colpe del golpe crocettiano: Giuseppe Castiglione, anche lui Pdl e coordinatore siciliano, già presidente della Provincia di Catania, sottosegretario alle Politiche agricole oggi e ritenuto, fino a qualche mese fa, uno dei colpevoli della disfatta pidiellina alle Regionali. Ripescato e inscatolato nel Governo pure lui. Completa il quadro Simona Vicari, Pdl, ex sindaco di Cefalù, che diventa sottosegretario allo Sviluppo economico e l’esponente catanese del Pd Giuseppe Berretta, fatto fuori dalla corsa per la poltrona a sindaco di Catania, è stato invece nominato sottosegretario alla Giustizia. Per questo Ginefra e altri come lui del Pd facenti capo alla cerchia dei “giovani turchi” lamentano questa sceneggiatura poco “originale”. Al Pd siciliano perciò serviva rinfoltire le maglie politiche con lo schieramento avversario, proprio per tenere insieme il debole Governo Crocetta, situazione del tutto simile a quella del Governo Letta. Tonni e pesci spada. Adesso il calderone si è allargato, la “tonnara” è piena di pesci e questo potrebbe andare avanti, almeno fino alla prossima sentenza Mediaset.
I primi scricchiolii si avvertono già ma il Pdl si è ricompattato soprattutto in Sicilia. Intanto l’inchiesta del Commissario Montalbano va avanti, qualcuno direbbe che è morta la coerenza, lui se ne uscirebbe con una delle sue solite frasi rivolta ai suoi colleghi: “accominzamu con nova promissa, sta gran sulenne pigliata ‘pi fissa!”