Che cos’è la verità? O da che parte sta la verità? Come rispondereste a tali domande? Essenzialmente la risposta sembra scontata. La verità o sta da una parte o dall’altra; pretese costruzioniste sembrano del tutto fuori luogo in un’epoca che lentamente tende verso un’ottica di puro realismo. Per lo meno questo è quanto riguarda la cultura. Se poi voltiamo gli occhi verso la realtà concreta la domanda si fa ancora più difficile. L’unica verità certa è che il costruzionismo non ha di fatto abbandonato la pretesa di farci apparire l’interpretazione della realtà come la realtà stessa. Se andiamo cercando gli esempi, la televisione e la stampa non fanno altro che offrire la propria visione del mondo non nella speranza di agganciarsi alla realtà, quanto piuttosto nella volontà di porsi in distacco da essa.

E l’Italia del resto non sfugge a questo gioco. L’azione della stampa tende a concentrarsi su posizioni dai tratti ilarotragici. Anziché favorire un approfondimento obiettivo le testate storiche preferiscono concentrarsi su posizioni di parte, spesso staccate dalla veridicità pura. È questo il caso di “L’espresso”. Dietro le grandi firme che rendono onore al settimanale, leggendo approfonditamente si capisce come l’informazione tende a riproporre posizioni del tutto conformi ad un certo tipo di stampa e di parte schierata. Mentre da una parte c’è chi cerca di gettare luce su quanto avviene in Siria e sull’azione antidemocratica americana, d’altra parte sul settimanale il 19 settembre 2013 esce un articolo firmato da Gigi Riva intitolato “Bashar il Chimico” che tra le altre cose riporta in grassetto “Vita, opere e misfatti di Assad. Diventato leader per caso”. Ciò che ne emerge dalla lettura dell’articolo è un quadro spaventoso del Presidente della Siria, presentato come un “mollaccione” causa altezza, un “cocco di mamma”, un semplice oculista che si è trovato a governare il paese per grazia divina. La Siria lo odia in poche parole. Cosicché, nella sostanza, degli Usa nessuno ne parla e, ammesso che Assad sia veramente quello che la stampa filo occidentale intende farci credere, i paladini della giustizia d’oltreoceano appaiono comunque sommamente ligi ai propri ideali di democrazia. La verità qual è? Gli arsenali siriani mettono paura ai figli di Washington? Ma in questo caso la verità è relativa.

Trasferiamoci sul bordo opposto. La situazione non cambia affatto. Ma anziché perderci in chiacchiere dell’ultima ora, occupiamoci di un caso particolare. Il Giornale o Libero in questo sono molto coerenti: crollasse il mondo, le testate di Sallusti e Belpietro in prima pagina avranno Berlusconi. Si sa, la vecchiaia per Silvio è già arrivata, avrà bisogno di due bastoni in grado di reggerlo. Le interferenze nei “piani programmatici” non sono affatto tollerate dalle colonne di sostegno del berlusconismo, come dimostrano i fatti dei giorni scorsi, quando il direttore de Il Giornale aveva paragonato Angelino e i ministri dimissionari a Gianfranco Fini. Ma Alfano e i ministri non hanno case a Montecarlo. Insomma, piccoli fraintendimenti. Del resto Il Giornale continuerà a raccontare – come sottolinea Sallusti – in piena libertà [vigilata] ( ndr). Anche in questo caso la verità è relativa, a maggior ragione se prendiamo a caso una pagina di Repubblica dove, nero su bianco, a Berlusconi sono dedicati interi articoli. Al massimo la vicenda si sposterà sui commenti del giudice Esposito, ma in linea generale l’impostazione di fondo contemplerà le disavventure del cavaliere. Caso a parte rappresenta l’Unità che, per quanto un tempo fosse l’organo del defunto PCI, ora è l’organo del PD – povero Gramsci che non si aspettava questa fine-. La cosa strana è che l’Unità è un copia e incolla di Repubblica. Di solito vanno in coppia, ma noi vi consigliamo di risparmiare qualche moneta.

Ci sarebbe da caratterizzare nello specifico ogni singola testata, ma il fatto è che tutto un certo tipo di stampa, tendenzialmente di destra o di sinistra, parla di ciò che gli è più comodo. Così se da una parte l’obiettivo è difendere Berlusconi dalle accuse mosse, dall’altro è prospettare un quadro lodevole dell’andamento politico del governo Letta. Ma nessuno mai parlerà di chi è veramente Letta, dei suoi rapporti col Gruppo Bilderberg, nessuno mai parlerà che la nostra economia è difatti stata messa in mano a dei bambocci e che trasversalmente è retta da una classe ristretta di plutocrati, che esprimono i loro vertici nei vari governi nazionali, sotto stretta influenza della Banca Centrale Europea, l’unico vero organo di governo dell’Unione Europea. Il Parlamento non decide nulla, non può decidere nulla, cosicché la politica economica è difatti imposta dalla Banca Centrale Europea a tutela esclusiva dei propri interessi.

Ecco perché i cittadini italiani non avranno mai una risposta sui disagi economici e non a caso Luciano Gallino parlava di una lotta di classe condotta dalla classe ricca contro la classe dei lavoratori piccoli e medi. I cittadini non vedranno mai attualizzarsi una riforma della legge elettorale, perché la legge fa comodo non solo ai partiti, ma prima di tutto a chi davvero comanda: alle banche. E quando si parla di banche cala il silenzio, come dimostra lo scandalo Monte dei Paschi di Siena su cui. E la stampa si piega a questo gioco, forse per paura di non percepire finanziamenti, forse per paura di andare incontro a procedimenti penali e a bavagli su bavagli. Ma la verità chi ce la racconta? È relativa oppure vogliono farci credere che sia tale?

Vogliono costruirci e ritagliarci la realtà e vogliono farci credere che questa sia l’unica realtà possibile, una realtà in cui conta solo chi possiede un capitale, mentre i cittadini qualsiasi con uno stipendio da mille euro e una famiglia da mantenere sono costretti a caricarsi come somari sulle proprie spalle il peso di un sistema marcio e fallimentare. Mettetevi l’anima in pace, siate berlusconiani, pidiellini, di sinistra o grillini, non sperate di trovare la verità su pezzi di carta, quella che vi rifilano è in realtà preconfezionata. Ai posteri l’ardua sentenza.