L’euro è ormai nelle tasche dei cittadini di ben diciassette paesi europei, e dopo l’entrata dell’Estonia nel 2011, il primo gennaio 2014 sarà il turno della Lettonia. Ma oltre ad accumulare sempre più paesi, l’eurozona deve vedersela anche con innumerevoli critiche, infatti con lo scoppiare della crisi in Grecia, quelle che erano solo un mormorio dei più scettici si sono trasformate in urla di protesta.

Ma l’evidente fallimento della moneta unica non era certo imprevedibile.

 Dopo la seconda Guerra Mondiale, il sistema monetario regnante era quello suggerito da Harry Dexter White nel 1944 ovvero il famoso Bretton Woods System. Il sistema metteva al centro delle economie monetarie il dollaro, che doveva seguire le fluttuazioni dell’oro per poter essergli equivalente “a money as good as gold”. Ma a causa delle enormi spese che gli Stati-Uniti hanno dovuto affrontare per via della concorrenza con l’Unione Sovietica e della guerra in Viet Nam, sotto il mandato di Richard Nixon, eletto nel 1968, il sistema di Bretton Woods crollò. Il fallimento del sistema di White, ebbe un terribile impatto sull’Europa, che aveva da poco superato i primi albori. La mancanza di una moneta forte sulla quale fare affidamento fece aumentare l’inflazione in una Germania che negli anni 70′ si stava affermando come cuore europeo, invece paesi come la Francia e il Regno Unito si trovarono nell’obbligo di svalutare il franco e la sterlina.

L’antenato di quello che divenne trenta anni dopo l’euro, fu l’ “European Snake in the Tunnel” creato per limitare le incontrollabili fluttuazioni che stavano facendo impazzire le valute europee. Il sistema consisteva nel cercare di limitare gli sbalzi dei tassi di cambio tra le monete all’interno di un metaforico “tunnel” (entro -2.25% e +2.25%). Il sistema funzionò per poco, visto che nel 1973 il mondo si trovò ad affrontare la più profonda crisi petrolifera del XX secolo. Poco dopo la crisi i paesi dell’adesso UE tentarono di far diventare quel “tunnel” un “lake” allargando i limiti di variazione, ma il sistema fu un fallimento. Una delle cause principali dell’implosione dei sistemi monetari degli anni 70′ è stata la maniera in cui ogni paese ha affrontato i molteplici shock. Ogni paese ha dovuto reagire in modo diverso, anche perché se avessero seguito tutti la stessa linea molti avrebbero soltanto peggiorato la propria situazione. Per quest’ultimo motivo, l’eurozona oggi sta vivendo una profonda decrescita. I paesi sono schiavi di un’entità sovranazionale, che blocca i loro movimenti impedendogli di liberarsi da una crisi sempre più grave.