di R. C.

Marine Le Pen, figlia di Jean-Marie e attuale presidente del Fronte Nazionale, esulta dopo i recenti avvenimenti politici che hanno scosso il panorama politico d’oltralpe. Nelle ultime elezioni cantonali, il Fronte Nazionale (FN) “sbanca” a Brignolles, cantone del Sud. I “comunisti” del PCF (appoggiati naturalmente dai “socialisti” del presidente Hollande), com’era facilmente prevedibile, sono sbaragliati: al primo turno, raccolgono solo 19% dei voti, venendo de facto esclusi dalle elezioni. Alla seconda tornata elettorale quindi, arrivano un UMP (partito della destra liberale di Sarkozy) sfiancato, attestato ad un misero 20% dei voti, e un FN solido di ben 40% dei voti. La vittoria a Brignolles sembra certa… Ma per Marine Le Pen e il suo partito, le buone notizie non sono finite.

Secondo l’ultimo sondaggio IFOP, il FN sarebbe in testa anche per quanto riguarda le prossime elezioni europee del 2014. Gli ultimi dati danno in testa Marine Le Pen, unica vera voce critica riguardo all’Unione Europea nell’intero panorama politico francese, che si attesterebbe intorno al 26%. Sensibilmente dietro, UMP e Partito Socialista fermi a quota 20%.

Questa crescita esponenziale è dovuta a più fattori. Da una parte, lo status quo politico francese, che vede un Presidente della repubblica fischiato mai come prima, fa riflettere i francesi: Hollande non doveva essere il presidente del cambiamento? Da Sarkozy cos’è cambiato? Il Fronte Nazionale è effettivamente l’unico partito in Francia in grado di porre le domande giuste: cosa fare di questa Unione Europea? Come comportarsi in politica estera? E si sa, alle giuste domande il popolo risponde compatto.

D’altra parte, sotto la guida di Marine Le Pen, il partito ha attuato una serie di riforme ideologiche e attitudinali vitali per favorire una sua eventuale vittoria. La Le Pen ha per esempio minacciato di denunciare chiunque parli del Front National come di un partito di “estrema destra”, dato che il programma non è estremista, e sopratutto difende tutta una serie di punti che dovrebbero appartenere all’universo ideologico della “sinistra” (del lavoro e del sociale, non dei diritti gay) come le misure anti-delocalizzazione.

Il Fronte Nazionale francese non sembra però l’unico partito destinato a fare grandi risultati alle prossime europee. Come suggeriva il noto europarlamentare inglese Nigel Farage (presidente del gruppo euroscettico al parlamento europeo), “una vasta bufera elettorale” sta per travolgere le aule sorde e grigie di Bruxelles.