di Maria Paola Frajese

Ѐ stata una madre ad accorgersi che qualcosa non andava: una figlia aggressiva, sfuggente, assente, che godeva di una disponibilità economica che non poteva appartenerle. Dopo i primi sospetti, confermati da borsette, occhiali firmati, da 200 euro in contanti, trovati nel portafoglio della ragazza, di soli quindici anni, la madre ha deciso di rivolgersi a un investigatore privato, per capire che vita stava vivendo sua figlia. Così, si è trovata di fronte a una realtà sconcertante: dai controlli sui movimenti della ragazzina è venuto fuori un universo parallelo, che coinvolgeva anche la sua amica del cuore, poco più piccola di lei. Le ragazze andavano a scuola, come tutte le ragazze della loro età, ma, finita la scuola, la loro giornata si trasformava, così come si è trasformata, in un attimo, la loro vita. La giovane aveva iniziato a mettere delle sue foto provocanti su un sito internet, noto come “bakecaincontri”, da lì, aveva adescato alcuni uomini, tra cui due che sono diventati i suoi “papponi”, la sua guida, coloro che l’hanno presa per mano e trascinata nel tunnel. Così, le ragazzine, dopo la scuola, andavano a incontrare i loro clienti, accordi telefonici,  cifre esorbitanti per le loro prestazioni, una quota andava a loro, l’altra agli uomini che gestivano questo giro di prostituzione. Le due ragazze sono entrate così in un mondo fatto di sesso, soldi, minacce, incontri diventati doveri, degrado.

Perché? Forse la smania di soldi facili, che permettavano, oltre tutto, di comprarsi la droga, forse la voglia di sfuggire da una realtà complicata, difficile, non desiderata,  una ribellione definita dalla mamma che ha denunciato, “ingiustificata”, una voglia di libertà e indipendenza arrivata oltre ogni limite.

Storie di due ragazze diverse. Una, figlia di una professionista romana, di famiglia benestante, l’altra, figlia di una famiglia in gravi difficoltà economiche: un bar fallito nel quartiere Prenestino. Dalle intercettazioni, sembrerebbe che la madre della seconda ragazza avesse scoperto l’attività della figlia ma, invece di fermarla, l’avrebbe incoraggiata, incassando una parte dei guadagni. Questa mamma, in una telefonata alla figlia che le dice di sentirsi male e di voler tornare a casa, la incita a non mancare il suo appuntamento, le intima anche di non trascurare la scuola. Scuola? Le giovani erano spesso impegnate per tutto il giorno, pomeriggio, sera, per interi fine settimana. Se mancavano o ritardavano a un appuntamento venivano sgridate, richiamate, minacciate.

Dalle indagini sta emergendo una lunga lista di uomini che avrebbero avuto rapporti sessuali con le giovani e che dovranno rispondere di varie accuse a loro carico. Molti di loro, perquisiti dalle forze dell’ordine, hanno affermato di non essere stati a conoscenza del fatto che le ragazze fossero minorenni. Se le foto trovate su internet affermavano che le giovani avevano compiuto i 18 anni, PM e procuratore aggiunto, che stanno svolgendo le indagini, affermano che è impossibile che gli uomini, al momento dell’incontro con le ragazzine non si siano accorti che erano minorenni.

Una storia che può essere definita “strana” ma che purtroppo è una tremenda realtà: le due ragazze non sono le prime né le uniche, gli approffitatori tantomeno. Una depravazione, una vicenda che colpisce come un boomerang, che fa riflettere su un’assenza di valori, di punti di riferimento, di valvole di sfogo, di comprensione sempre più forte nella nostra società. Ѐ la storia dell’assenza di genitori capaci di sorpassare i muri delle camere delle loro figlie, di cercare comunicazione, una storia che racconta la difficoltà di essere genitori, la necessità che spinge oltre ogni limite, la debolezza che si maschera in strafottenza, con i tatuaggi, l’aria di chi sta fregando il mondo, l’atteggiamento da donna. Ѐ proprio questa la debolezza che è stata sfruttata da i loro aguzzini e dagli uomini che, approfittandosene, hanno cancellato quel pizzico di infanzia che rimaneva loro. Una debolezza che si rivela in tutta la sua disastrosa dimensione, nell’annientamento di sé stesse.