“Per porre rimedio all’esperimento fallimentare della moneta unica – scrive il Wall Street Journal – il Fondo Monetario Internazionale ha aperto alla possibilità che le autorità europee impongano un prelievo forzoso del 10% sui conti correnti di 15 paesi dell’area euro. Tanto ci vorrebbe, secondo i calcoli degli economisti, per riportare il debito sovrano del blocco ai livelli pre crisi”.

Già successo nell’Italia ‘92 con Amato, e lo stesso pochi mesi fa a Cipro. Adesso l’FMI, organizzazione internazionale (dove siedono rappresentanti di 188 stati), di invenzione americana e controllata da altre banche ed alti finanzieri, viene ancora una volta ad imporre i suoi dettami in gestioni che non le competono.

Pochi giorni fa sempre rappresentanti del Fondo Monetario Internazionale hanno sottolineato come “In Italia l’eventuale abolizione dell’IMU dovrà essere compensata da altre entrate, o tagli alla spesa”. E ancora, a proposito dell’IVA : “non basta aumentare, è importante allargare la base di imposizione dell’imposta ed assicurarne il rispetto”. Tanto per confermare le lamentele ed i commenti  che pochi giorni prima aveva espresso  Olli Rehn, commissario europeo per gli affari economici monetari, nonché orgogliosamente ex calciatore finlandese (probabilmente ad oggi il suo mestiere più riuscito).

Ma ovviamente non basta, perché il nostro come l’altrui debito è diventato eccessivo, e la soluzione del prelievo forzoso -a detta degli “esperti”- è l’unica via ( e son tutti leoni quando non si rischia nulla di proprio).

Sarebbe d’uopo ricordare ai tecnici in questione come ad essere smisurato non è il nostro debito sovrano, ma il debito privato. E se siamo arrivati a questo punto è perché banche straniere (tutte rigorosamente private) continuano a prestare indefessamente a paesi che sanno perfettamente che non riusciranno ad adempiere ai loro oneri. Queste stesse banche (dalla banca nazionale della Germania, della Danimarca, della Finlandia, di Francia, ma anche di Italia, Spagna…) che si diceva private e non centrali, sono azioniste a loro volta di un’altra banca, poco centrale e molto privata, che è la BCE.

“ma perché tutte queste banche continuano a prestare a paesi, e quindi a individui, imprese, famiglie delle quali le risultanze economiche fanno capire che alla fine non ce la faranno? Perché se complessivamente un paese – e non uno Stato – e quindi famiglie e imprese, assorbono capitali dall’estero al ritmo di un sesto, di un quarto del PIL all’anno, è chiaro che alla fine non ci sarà modo di restituire queste somme. [le banche allora] lo fanno per due motivi. Sicuramente per lucrare su interessi maggiori,  potendo sperare che quando risulti difficoltoso recuperare il loro credito, i rischi ricadano su altri. Secondo poi lo fanno perché c’è un problema di moral hazard, cioè le istituzioni finanziarie che ricevono i risparmi dai risparmiatori dovrebbero usarle diligentemente, però non sempre lo fanno e prestano dissennatamente. Perché? Perché sanno che in ogni caso lo stato interviene e le salva” (A.Bagnai)

Le salva, quindi, le banche. Ma lo stato siamo noi, pertanto questo prelievo forzoso sarebbe l’ennesima rapina a mano armata nei confronti dei cittadini, pagatori di ultima istanza, ancora una volta beffati e sfruttati da un sistema internazionale criminoso, del quale banche e governi sono servizievoli complici.

Tuttavia la questione andrebbe comunque presa con le pinze. L’edizione italiana del “International business times” avverte che si tratta di una “bufala”, di una esagerazione, in quanto “il prelievo forzoso” altro non sarebbe che una pura e semplice analisi, piuttosto sterile, e quindi nulla di imposto dal FMI (il quale, effettivamente, non ne avrebbe il potere). Di contro si risponderà che pur trattandosi di una analisi “pour parler”, e per quanto l’eventuale decisione spetterebbe ai singoli governi, la preoccupazione di fondo è giustificata, perché comunque è nota l’influenza di queste organizzazioni internazionali ed evidenti sono stati i nefasti effetti che ne sono seguiti.

Però questa volta i segugi americani, oltre a promuovere operazioni banditesche come le proposte dell’FMI, hanno anche dato la soluzione. Se si torna ad inizio pagina si noterà subito come il wall street journal parli di “esperimento fallimentare della moneta unica”. Ecco l’unica vera via: fuori dall’euro!