Hegelianamente, anche se parafrasato, il termine ‘fenomenologia’ indica la storia dell’apparizione di uno spirito, che il filosofo tedesco preferiva chiamare “Spirito Assoluto”. Tuttavia, assoluti che siano, tutti i fenomeni caratterizzanti la nostra realtà hanno una loro fenomenologia, che si identifica nel loro formarsi, inventarsi, e riscontrarsi nella realtà, in maniera più o meno dialettica.Non sfugge alla questione fenomenologica neanche la realtà politica e in questo caso particolare il ‘Grillismo’, corrente di pensiero, movimento, linea politica e chi più ne ha più ne metta (ma guai a dire “partito” n.d.r.) fondata dall’attore e, da un po’ di tempo a questa parte, politico Beppe Grillo.Procedendo per sommi capi, il Movimento Cinque Stelle nasce formalmente il 4 Ottobre del 2009, tuttavia il suo concepimento ideologico si fa risalire alle Liste Civiche a Cinque Stelle, presentate nelle comunali del 2008, e al blog/movimento “Amici di Beppe Grillo” sul blog beppegrillo.it, se non addirittura agli spettacoli di satira politica del comico dal ’93. Il riferimento alle cinque stelle deriva, poi, dai punti cardine del programma, di quello che da ora verrà chiamato “fenomeno grillino”, ovvero acqua pubblica, trasporti, sviluppo, e-democracy e ambiente.

Dopo questa breve elencazione delle “generalità” del fenomeno grillino, è bene svolgere un’indagine un poco più approfondita sul significato e su ciò che rappresenta realmente nel panorama politico e sociale italiano.  In particolare, è risultato innovativo, il sistema di democrazia informatica negli anni promosso dal movimento come una nuova forma di democrazia diretta, un tavolo ove poter promuovere un confronto immediato e partecipare attivamente al dibattito sulla cosa pubblica. Scelta ideologica nobile, impeccabile, inattaccabile o forse no. Come è noto a tutti, il web “a portata di mano” è di natura recente, esso risulta piuttosto dispersivo e proibitivo a quelle fasce di elettori per le quali l’era dei computer non è mai stata qualcosa di accessibile, il mondo del web, dei blog, di youtube, un territorio di frontiera dal cui limite meglio tenersi distanti. Insomma quella dell’e-democracy risulta una scelta che taglia fuori gran parte della popolazione.Molte altre sono le prerogative di tale fenomeno, facenti capo specialmente alla trasparenza dei bilanci dei partiti e delle fedine penali dei politici, il rifiuto dei contributi elettorali nonché le lotte a favore dei diritti civili.

Sembrerebbe, così, una risposta vera e forte al sistema politico italiano, una “scossa” se non un vero e proprio terremoto; se non fosse che le zone d’ombra all’interno del fenomeno grillino non sono certamente poche, specialmente riguardo la proprietà del movimento che è in capo al suo fondatore, con la conseguente “piena possibilità” di disporne a suo piacimento.Va a finire insomma, che l’M5S diventi una sorta di corte disposta attorno al trono del suo inventore, con l’effetto di mostrarsi al pubblico come un semplice prodotto della politica italiana, come una conseguenza dell’essere e non come qualcosa che nasce per contraddizione all’andazzo attuale.Insomma un partito politico o (dato che questa terminologia non è così ben accetta dai grillini) un fenomeno politico aspirante ad un’incidenza vera, non può identificarsi nell’immagine, nel modus vivendi, di un singolo seppur di notevole caratura, deve poter prescindere dai pensieri (e volendo anche dagli atti dispotici) di un solo individuo. Il rischio è che altrimenti dalla politica e dalla democrazia, si finisca per fare anti-politica e anti-democrazia, restando marginali a tutte le dinamiche sociali ed economiche, mostrando un anticonformismo solo di facciata.