Il presidente egiziano Mohamed Morsi guarda sempre più a Occidente. Due settimane fa una delegazione del Fondo Monetario Internazionale (Istituto che ha sede a Washington) si era recata a Il Cairo per concretizzare con i vertici del governo egiziano un prestito da 4,8 miliardi di dollari – ordinato da Momtaz El Said, ministro dell’Economia e delle Finanze – indirizzato a rilanciare il Paese e risanare il deficit di bilancio. Un prestito che ha imposto come controparte all’Egitto, di iscrivere nel suo programma di governo per l’anno fiscale 2013-2014 alcune riforme strutturali dell’economia.

Ieri la storia si è ripetuta ma con l’Unione Europea. Il leader dei Fratelli Musulmani ha ricevuto al Cairo l’alto rappresentante Ue per la Politica estera Catherine Ashton (insieme nella foto). Durante i colloqui – ai quali ha partecipato anche il ministro degli Esteri egiziano, Kamel Amr – i due hanno discusso su come aumentare la cooperazione fra Ue ed Egitto, in particolare nel campo degli investimenti e del turismo. Sul comunicato della presidenza egiziana pubblicato al termine dell’incontro si legge che l’Unione Europea fornirà all’Egitto un pacchetto di aiuti “senza precedenti” pari a cinque miliardi di euro nei prossimi due anni. Da parte sua Mohamed Morsi si è impegnato a fare presto visita al Parlamento europeo di Bruxelles “per mantenere lo stesso slancio nelle relazioni fra Ue ed Egitto”, com’è stato annunciato dall’eurodeputato José Ignacio Salafranca (Partito Popolare Europeo), in visita nella capitale egiziana.

Si rafforzano quindi i rapporti tra Mohamed Morsi, l’Unione Europea e gli Stati Uniti d’America, come si conferma la mano tesa in chiave anti-iraniana dell’Occidente ai Fratelli Musulmani. Nonostante ci sia stata una volontà di riavvicinamento da entrambe le parti, i rapporti tra Il Cairo e Teheran rimangono fragili. I due Paesi faticano a dimenticare quell’episodio storico che segnò l’interruzione dei rapporti diplomatici. Era 1979 e la neonata Repubblica islamica ritirò i propri ambasciatori per protestare contro la firma egiziana del trattato di pace di Camp David con Israele.

Fonte: Rinascita