Bagarre, liti, diatribe, scontri. In politica i termini sono tanti per definire una dicotomia ideologica. Ma c’è un espressione siciliana ancora più azzeccata che fa da strascico alle precedenti elencate, con enfasi teatrale: “schifiu”. Senza bisogno di traduzioni o rimandi, è l’epilogo della vicenda legata alla lotta al Muos. Ricordate le manifestazioni del Movimento No Muos a Palermo e a Niscemi? Quelle dove c’erano più bandiere rosse che partecipanti? Tanto che molti a Niscemi denunciarono l’accaduto, altri semplicemente, storsero il naso. Il Muos è l’antenna gigante che è puntata su alcuni satelliti militari ed è un’arma elettromagnetica a disposizione degli Stati Uniti per il controllo della strategia di difesa mondiale. Difesa che come sempre maschera la parola attacco, ossia guerra. E sì perché questa faccenda, in Sicilia, sta diventando questione di “parole” e “bandiere”. O di “cangia-bandiere” come chi usò l’argomento per farsi eleggere e farsi appoggiare dai 5Stelle, salvò poi cambiare idea e firmare le autorizzazioni. E le mamme e le donne di Niscemi?Sempre più spaesate. Fece scandalo tempo fa l’ennesima lite, l’ennesimo “schifiu” tra le dimostranti di Niscemi e il governatore Crocetta che aveva addirittura paventato i pericoli dell’infiltrazione mafiosa dentro i protestanti. Ancora una volta bandiere che cambiano, bandiere che sventolano. Ma come? La mafia non era infiltrata nei cantieri di costruzione del Muos? Adesso sta dall’altra parte della barricata?

C’è poi una bandiera che dice no alle bandiere. Il comitato “Rete no muos” alter ego del “movimento no muos” e decisamente meno “sinistrorso” nel modus operandi, ha organizzato una manifestazione sabato a Palermo, per dire no al Muos ponendo gli accenti sulla sovranità e la difesa del territorio, piuttosto che sul pacifismo e la multietnicità. E allora quelli rossi, quelli del Movimento No Muos ecco che annunciano una contromanifestazione in tutte le piazze siciliane per dire no al fascismo. Non tutti sanno che da qualche tempo, neanche tanto a dire il vero, c’è il copyright intellettuale sulla lotta all’eco muostro. Dopo la casa, il lavoro, l’università, ecco un altro marchio ideologico abusivo. In altre parole se non hai la barba, i rasta, gli spinelli in tasca e qualche stella anarchica qua e là sugli indumenti, non puoi dire no al Muos. Non puoi essere siciliano fieramente incazzato. Pasolini aveva predetto questa cementificazione ideologica. Ma c’è chi promuove un modello diverso di lotta, privato da bandiere e striscioni politici, partitici, ideologici. Che poi dietro la Rete No Muos vi siano movimenti della destra giovanile sicula tra cui Spazio Cervantes, Casapound Palermo, Spazio Atreju, è altra roba. Ma il diritto di manifestare non era di tutti?

“Dietro la decisione di porre un muro tra le diverse sensibilità di chi si oppone all’installazione delle mega antenne militari sul territorio di Niscemi, c’è la volontà, assolutamente non celata da parte del “Movimento No Muos” di capitalizzare le voci di una protesta che dovrebbe avere per la sua natura territoriale “un valore assolutamente trasversale e unitario”. Così gli organizzatori della “Rete No Muos” rispondono a chi invita ad opporsi alla manifestazione organizzata per sabato a Palermo. Un tentativo monopolizzante confermato nel testo dell’invito a contro-manifestare lanciato su Facebook dal Movimento pseudo-comunista. Si legge infatti: «Nel rispetto della nostra storia e del nostro percorso politico, pretendiamo quindi che nel corteo non siano utilizzati i nostri simboli e le nostre bandiere. Invitiamo la stampa – viene puntualizzato – a non utilizzare immagini di repertorio delle manifestazioni NO MUOS per pubblicizzare l’evento del 30».

Ai quali Stefano Di Domenico, portavoce della Rete No Muos, risponde: «Quello di sabato sarà un corteo pacifico e gioioso, senza l’esposizione di bandiere politiche, partitiche o sindacali. Questo sarà proprio il tratto distintivo rispetto ad altre manifestazioni contro il Muos, degli scorsi mesi, che hanno portato alla strumentalizzazione politica del movimento ed al progressivo allontanamento di tanti cittadini».

Ma chi manifesterà contro la manifestazione della Rete No Muos è consapevole che, per la proprietà transitiva, fa un favore proprio a chi sostiene la costruzione del Muos?

La vera amarezza di siffatto “schifiu” pirandelliano è semmai il ridurre una lotta del popolo siciliano a una mera battaglia ideologica tra opposte fazioni. Mai in Sicilia si era avvertita così tanto la tensione degli anni di piombo. Ma qui tutto arriva sempre in ritardo, persino “gli schifii” ideologici…