Ignazio Marino ha sentenziato: Roma Capitale continuerà ad affidarsi ad atti di mecenatismo per il restauro dei propri monumenti. Sulla scia di Totòtruffa ’62, l’annuncio è corredato da fotografia della Fontana di Trevi, imbavagliata – tra l’altro in piena stagione turistica – dall’impalcatura per il restauro in collaborazione con Fendi. La prole di una famiglia immiserita è in festa anche quando il capofamiglia, alla fine della giornata, invece di aver trovato un lavoro è riuscito a razzolare una qualche elemosina. Il moderno proletariato culturale esulta quando il primo cittadino della capitale d’Italia assicura: aggiusteremo tutto, ma rimettendoci al “se e quando” dell’industriale di turno.

Incoraggiare il mecenatismo istituzionalizza la supremazia del mercato su ogni legge e potere dello Stato, ed è un atto di scorrettezza nei confronti delle piccole imprese: Tod’s può permettersi di pubblicizzarsi restaurando il Colosseo, il calzolaio della porta accanto, che fatica ad arrivare alla fine del mese, no. Ultima sfaccettatura di questa idiozia a più livelli è che condurre una politica che miri a servirsi di mecenati, per il finanziamento di opere pubbliche, equivale ad ammettere ingiusti scompensi nella distribuzione dei capitali, senza però essere realmente intenzionati a regolare tali anomalie. La sudditanza dello Stato nei confronti del privato sembra ormai matura, e tutto lascia intendere che la traslazione di competenze tra i due ambiti sia inarrestabile. Fanno scuola a tal proposito gli Stati Uniti, in cui, salvo eccezioni, finanche l’assistenza sanitaria è un benefit garantito solo dall’azienda della quale si sia dipendenti.

Le multinazionali, per loro stessa natura, valicano i confini dei Paesi. Ciò, unito alla prerogativa, propria dei social network, di gestire informazioni tra utenti, può rivelarsi estremamente in contrasto con ogni principio democratico. E’ risaputo che Facebook fornisca i dati sensibili dei propri utenti a intelligence nazionali e istituti di ricerca. Anche la pubblicità online, tramite il social network, diventa mirata e coerente con il carattere e lo stato d’animo della singola persona. Lo scenario che progressivamente si realizza è quello di completo controllo della società da parte delle grosse aziende, coincidente con il totale annullamento dell’entità statale. La distruzione dei confini nazionali è oggi veicolata anzitutto dall’Unione Europea. Le risorse finanziarie necessarie a rispettare i vari trattati che essa impone, dovremo però trovarle noi. Non ci aiuteranno né Fendi né McDonald’s.