Non sarà facile per il franco-tedesco Daniel Cohn Bendit insabbiare tutto. Gli scheletri nell’armadio del leader dei Verdi al Parlamento europeo, sono tanti ma soprattutto stanno uscendo ora tanto da portarlo persino in tribunale. Tutta questa vicenda è iniziata poco tempo fa, quando il 20 aprile la fondazione di sinistra liberale Theodor-Heuss (dal nome di un ex Presidente della Germania) aveva deciso di assegnargli un premio per la carriera politica. Tuttavia il presidente della Corte Costituzionale tedesca Andreas Vosskuhle aveva rifiutato l’invito a recitare un discorso in onore dell’europarlamentare Daniel Cohn-Bendit per via dei suoi scritti sulla sessualità dei bambini.

Pochi giorni dopo, il 25 aprile, la storia si è ripetuta. Il leader dei Verdi era stato accolto a Berlino dall’organizzazione “Medici Senza Frontiere” per parlare del suo partito all’interno del contesto europeo e durante lo spazio dedicato alle domande del pubblico, uno spettatore si è alzato rivolgendosi al responsabile dell’incontro recitando queste parole: “come è possibile che Medici Senza Frontiere invita un uomo che si è definito un molestatore di bambini e come possiamo immaginare che Medici Senza Frontiere sostiene i bambini che hanno subito crimini umanitari?”. Ma le accuse non finisco qui. Il giorno successivo, il 26 aprile, Daniel Cohn Bendit era atterrato in Polonia per assistere ad una conferenza organizzata dall’Università di Wroclaw. Dati gli incontri precedenti negli altri Paesi, l’euro-parlamentare aveva ritirato la sua partecipazione con il pretesto di un presunto infortunio fisico, rimanendo tutto il giorno nel suo albergo. Ma nonostante tutto, il leader dei Verdi ha dovuto fare i conti con il regista polacco Grzegors Braun, celebre per aver girato un film sui rapporti tra Lech Walesa e la Stasi, il quale ha formalizzato una denuncia penale per pedofilia ai danni del franco-tedesco.

Daniel Cohn-Bendit, anti-gollista della prima ora, era stato nei primi anni Settanta persona non gradita in Francia ed era stato rimandato in Germania – a seguito del suo coinvolgimento in atti di teppismo e di disordine pubblico – dove lavorò come educatore in un centro per bambini istituito per sperimentare una formazione “anti-autoritaria”. A seguito della sua esperienza lavorativa l’euro-parlamentare scriveva nel suo libro: “è successo più volte che alcuni bambini aprivano la cerniera e iniziavano ad accarezzarmi. Secondo le circostanze del caso, ho reagito in modo diverso, ma i desideri dei bambini mi hanno posto problemi. Quando insistevano, allora anche io li accarezzavo. Sono stato accusato di essere un pervertito, e c’erano lettere al Consiglio comunale che mi chiedevano se fossi pagato con fondi pubblici. Fortunatamente, avevo concluso il mio contratto, altrimenti sarei stato licenziato”.

Fonte: Rinascita