La Guardia di Finanza, che dipende direttamente dal ministro dell’Economia e della Finanza ha recentemente pubblicato qualche cifra che dovrebbe suscitare l’interesse di buona parte dell’Italia. Infatti dai 440 mila controlli effettuati è risultato che più di uno scontrino su tre (32%) non era a norma e che sono stati “rubati” o semplicemente “non pagati” 39 miliardi di euro. Il 2012 ha contato 8 617 evasori; 17,1 miliardi di ricavi non dichiarati; 16 233 lavoratori “in nero”; sequestri di beni mobili e immobili per l’ammontare di un miliardo di euro; 4,8 miliardi d’imposta evasa… Insieme all’aumento dei controlli e al rintracciamento di una maggior parte di “furbetti”, c’è un’ultima informazione che non può di certo essere trascurata, con il governo Monti la situazione è peggiorata e l’evasione fiscale è aumentata dando vita ad un ulteriore buco di 7 miliardi nelle casse dello stato, voragine dovuta all’aumento delle tante tasse, tra cui l’Iva.

Da queste cifre si può dedurre molto, tra le tante cose si riesce senza dubbio a capire che l’evasione fiscale è ancora un problema che purtroppo l’Italia non può permettersi di sottovalutare, ma non solo. L’aumento delle tasse taglia le ali a molte imprese, molti commercianti, imprenditori e cittadini italiani che hanno sempre più difficoltà a raggiungere la fine del mese. Infatti in mezzo alle cifre delle fiamme gialle, vi sono anche persone che si sono trovate ad un bivio: pagare le tasse o arrivare a fine mese? Hanno scelto la seconda opzione. Ma qualunque decisione tra le due una persona decida di prendere, è quasi certa di dover chiudere i battenti se possiede una piccola o media impresa.

Ma allora queste tasse che obbligano certe persone ad evadere il fisco, come riusciranno a salvare l’Italia e l’intera Europa?

 Semplicemente non lo faranno. È infatti stato confermato da molti premi Nobel tra cui Krugman, Sen, Stiglitz che l’aumento delle tasse come conseguenza dell’austerità, che ormai ombreggia sull’intera Europa non serva ad un gran che. 

– Stiglitz: l’austerity è un “suicide pact”-.

L’aumento delle tasse porta le imprese a diversi tagli dei costi tra cui i salari, riducendo di conseguenza il potere d’acquisto dei consumatori e facendo diminuire ulteriormente i profitti. Senza dimenticare che la diminuzione dei salari ha una seconda conseguenza altrettanto importante: il rimpicciolirsi della parte del reddito che è destinata al risparmio, diminuendo a sua volta gli investimenti. Fu proprio Keynes, uno tra gli economisti più importanti nella storia ad aver insistito sul fatto che in tempo di crisi non si deve tagliare la domanda ma bensì, lo stato dovrebbe investire per far ripartire l’economia. È senza dubbi vero che l’evasione fiscale deve essere combattuta; come è vero che non può esserci una totale ripresa se un paese ha un economia sotterranea come quella italiana. Ma si deve pure pensare che l’aumento delle tasse non sta assolutamente aiutando l’Italia, e che l’intero programma “austerity” imposto dall’Europa non sta portando a nulla, anzi: paesi dalla forte crescita come la Germania stanno rallentando, e i paesi che erano sul baratro stanno per sprofondarci.