Andrebbe ricordato più che altro,come ci insegna il nostro passato, prossimo e remoto, che storicamente il popolo italiano non è  un popolo da “rivoluzione”.

A quanto pare il vero trionfatore di questa “tornata” elettorale, sembrerebbe essere il M5S, guidato dall’ ex(?) comico Beppe Grillo. Già, un comico, capace con i suoi Tour elettorali, in giro per la penisola, di  aizzare le folle venute ad assistere allo spettacolo urlante del genovese. I molti esperti, di politica italiana, sostengono che l’ascesa di Grillo sia dovuta alla pesante pressione fiscale, imposta dai vari governi precedenti, e dalla voglia di far abolire ogni spreco, favoritismo, che lede quotidianamente il popolo italiano. “Grillo ha vinto, perché è entrato in politica dal basso, è partito dal popolo” sostengono i piu’.“La Rivoluzioneè cominciata!” continua ad urlare il comico tra ali di folle festanti che riempiono i suoi spettacoli.

Andrebbe ricordato più che altro,(come ci insegna il nostro passato, prossimo e remoto) che storicamente il popolo italiano non è  un popolo da “rivoluzione”. Da noi la rivoluzione dura una decina di giorni più o meno, o al massimo, molto più comodo, si fa blaterando seduti ai tavoli nei caffè che affollano tutti i paesi italiani. C’è però un predecessore,che tentò di eliminare, come la storia ci insegna, i soprusi del popolo, incitando alla rivolta e alla rivoluzione come fa il comico nostrano.

Tommaso Aniello di Amalfi, meglio noto come Masaniello, pescivendolo, protagonista della rivolta napoletana che vide, dal 7 al 16 Luglio 1647 (poco meno dei famosi 10 giorni di italica indole), la popolazione civile della città insorgere contro la pressione fiscale imposta dal governo vicereale spagnolo. La rivolta fu scatenata dall’esasperazione delle classi più umili verso le tasse imposte dai governanti sugli alimenti di necessario consumo. Cosi Masaniello ed i suoi alarbi sollevarono la popolazione, ed al grido di: “Viva o’re e’Spagna, mora o’malgoverno” la guidarono fino alla reggia dove, sbaragliati i soldati spagnoli ed i mercenari tedeschi di guardia, giunsero fino alle stanze della viceregina. Dopo qualche giorno pero’ attratto dal potere, Masaniello iniziò a frequentare la corte spagnola e fu coperto di onori dai nobili e dallo stesso duca d’Arcos, suo principale nemico.

I suoi abiti non erano più quelli di un pescivendolo ma quelli di un nobiluomo. Fu più volte ricevuto a Palazzo Reale con la moglie Bernardina, che si presentò come “viceregina delle popolane”. Iniziò anche ad ordinare diverse esecuzioni sommarie contro i suoi principali oppositori, fino a quando il popolo, accortosi del cambiamento del suo eroe, lo accusa di pazzia e tradimento. La fine è nota ai più: Masaniello muore sotto i colpi di archibugi, sparati da alcuni suoi ex sostenitori il 16 Luglio dello stesso anno. Naturalmente auguriamo a Grillo una strada e una storia completamente diversa con un finale decisamente più roseo.

Per finire pero’ giova sempre ricordare l’epiteto di Cicerone… Historia Magistra vitae!