Come valuta gli eventi in Ucraina ?

È ancora difficile valutarli perché siamo in un certo qual modo al centro del caos, qualche giorno fa c’erano scontri armati a Kiev tra i manifestanti e le forze di polizia, oggi si annuncia che sono stati trovati accordi con elezioni anticipate ecc… Non abbiamo ancora sufficiente distacco per sapere se ci andiamo verso una crisi e sopratutto chi ne sarà beneficiario. Sono sorpreso di vedere in questo affare che le potenze occidentali ed in particolare l’Unione Europea abbiano messo molta benzina sul fuoco sostenendo i manifestanti di opposizione che avevano, in realtà, solo l’ostilità al presidente Janukovyc in comune mentre molte altre cose li dividevano.

Che cosa pensa della reazione immediata russa che ha evocato un tentativo di colpo di Stato ?

Capisco molto bene la posizione di Lavrov poiché ha capito che queste manifestazioni sono state teleguidate dall’estero, c’è stata un’ingerenza da parte degli Stati Uniti e dell’Europa, di cui alcuni importanti rappresentanti sono venuti in Ucraina per incoraggiare i manifestanti a fare atti che non avrebbero ammesso nel loro paese. Credo anche che l’opposizione sia varia, come in Siria qualche mese fa dove gli oppositori corrispondono a frazioni d’opinione totalmente opposte. Lo schema è lo stesso in Ucraina con persone favorevoli all’Unione Europea, favorevoli alla NATO, agli Stati Uniti, altre sono nazionalisti ucraini anti-russi quindi presentare l’opposizione come un movimento unito mi sembra molto contestabile.

Possiamo dire che esiste un rischio di smembramento del paese ? 

È un’ipotesi che dobbiamo considerare, l’Ucraina è separata da molti anni, una parte Est solidale con la parte Eurasiatica, Russa, e una parte Ovest che per ragioni politiche, religiose, culturali, si sente più vicina all’Europa occidentale. Questa vecchia separazione combinata con gli eventi attuali può farci pensare che ci sia un rischio se non di guerra civile, di separazione.

Molti dirigenti europei sono venuti in Ucraina ma non solo, infatti, alcuni dirigenti americani si sono recati in Ucraina, come può spiegare l’attitudine americana ?

Da molto tempo gli Stati Uniti cercano di accerchiare la Russia per quanto riguarda i suoi movimenti, margini di manovra, vi ricordate delle revoluzioni colorate in Georgia, l’obiettivo è sempre lo stesso, cioè estendere la NATO fino al confine della Russia, ciò che la Russia percepisce come una provocazione o addirittura come un’agressione. La situazione geografica e geopolitica dell’Ucraina ne fanno una posizione chiave poiché si trova tra la Russia ed i paesi dell’Europa occidentale e centrale. Gli americani cercano di accentuare, con tutti i metodi, la loro influenza nei paesi dell’ ex-URSS al fine di accerchiare sempre di più la Russia. Non è un caso che le visite dei dirigenti americani a Kiev vengano subito dopo una campagna d’opinione contro la Russia e Vladimir Putin come ai più bei tempi della Guerra Fredda. Gli americani cercano di massimizzare i  propri interessi tramite eventi nazionali che non sono rari in quei paesi.

Intervista a cura della radio francofona iraniana (french.irib.ir)