Questo pianeta è già morto

L’uomo è sempre meno umano, la natura sempre meno naturale e tutto ciò che oggi salveremo sarà destinato alla vita artificiale, ad un futuro arido e sterile. Per questo il nostro pianeta è già morto, perché ha perso la sua essenza, la sua purezza e naturalità. Cestinate pantomime come Greta Thunberg nell’indifferenziata; cestinate queste inutili liturgie eco-sostenibili e i loro sacerdoti. Perché il loro “fate presto”, si tradurrà, sempre e comunque, nell’imprigionamento della natura. Nella delega a manometterla per “salvaguardarla”. Per “salvare il mondo”, per “salvare l’uomo”.

di Giancarlo Cutrona

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Questo pianeta è già morto

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L'Italia profonda
di Franco Arminio e Giovanni Lindo Ferretti

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C’è un’Italia assopita che non è quella delle grandi città, né quella dei borghi patinati che vediamo sui dépliant turistici. C’è un’Italia che non è Roma o Milano, né tantomeno Civita di Bagnoregio o la costiera amalfitana. C’è un’Italia che non sta sotto i riflettori ma se ci capita è a causa di qualche catastrofe naturale. C’è un’Italia che rischia l’estinzione, che è silenziosa, disabitata: è l’Italia dell’entroterra appenninico, delle zone collinari e pedemontane, dei piccoli borghi abbandonati, ai margini del commercio, dell’industria, della cultura.

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