di Federico Franzin

Da sempre le grandi epopee familiari affascinano e attraggono come un nodo gravitazionale la vita pubblica di ciò che ruota attorno.  Per quanto riguarda l’Italia una famiglia che ha goduto grande stima e posseduto enorme potere sono stati di sicuro gli Agnelli. Una famiglia di lunga tradizione imprenditoriale la cui ascesa si perde lungo l’albero genealogico ben prima l’unità d’Italia. Come in un romanzo di Thomas Mann la famiglia Agnelli conoscerà fama e onore, ma anche drammi e tragedie.

Il nome Agnelli è indissolubilmente legato alla FIAT, caposaldo dell’industria italiana. Nel 1966 la presidenza viene affidata a Giovanni Agnelli detto Gianni il quale traghetterà l’azienda attraverso i successi industriali che tutti conosciamo e le bufere sindacali. Figura carismatica , colto ed elegante è stato un modello tutto italiano di successo e raffinatezza ed anche un prototipo esportabile.
Tutti conosciamo la figura iconica di Agnelli, la ricchezza, lo stile, la Juventus, la politica, i fasti e i successi. Quello che si conosce poco è il ruolo che in questo quadro ha avuto il figlio Edoardo.
Figlio dell’avvocato Gianni Agnelli e di Marella Caracciolo dei Principi di Castagneto nato nel 1954 è di fatto l’erede designato alla guida della dinastia Agnelli e agli enormi interessi correlati. Formatosi all’Università di Princeton entrerà presto in azienda sviluppando altrettanto presto interessi differenti dal destino previsto per lui. A differenza del padre viveur Edoardo Agnelli sembra avere una vena introversa e soprattutto interessi lontani dall’universo capitalista del quale il padre è uno dei paladini di miglior prestigio.

Da giovanissimo rivolge il suo più impegnato interesse al mondo interiore, in particolar modo a quell’universo spirituale lontano da quello occidentale. Molteplici sono i viaggi in India dove incontrerà anche  Sathya Sai Baba. Ma è un altro l’approdo definitivo che porterà il giovane Agnelli a lidi distantissimi e forse anche scomodi. È durante un viaggio a Teheran che conosce il carisma dell’Ayatollah Khomeini. Sarò solo il primo di una lunga serie di incontri e viaggi in Iran a seguito dell’inizio di un percorso di avvicinamento all’Islam sciita che lo porterà ad una conversione definitiva.
Edoardo rimane un alto dirigente della FIAT nonostante la sua mente viaggi sopra le megalopoli industriali come lui stesso ebbe a scrivere alla sorella e anzi incontra la necessità di enormi cambiamenti nel mondo occidentale. Da qui probabilmente un avvicinamento alla filosofia marxista di stampo mistico tipico di un certo universo sovietico.

Luci e ombre nella vita dell’erede Agnelli. Dal misticismo e l’impegno civile all’arresto per possesso di eroina a Malindi in Kenya. Luci e ombre che conducono Edoardo Agnelli ad una vita sempre più privata e lontana da ogni tentazione mondana. Le apparizioni pubbliche cessano quasi completamente così come gli impegni aziendali. Il suo nome ritorna tragicamente nel momento della sua misteriosa morte. Il 15 novembre del 2000 il suo corpo senza vita giace a terra dopo un volo di ottanta metri dal viadotto Franco Romano nella Torino–Savona. Edoardo muore poco prima che il mondo cambi radicalmente, blindando definitivamente l’Universo Islamico aldilà di un confine invisibile rilegandolo indissolubilmente al terrore e ad una immarcescibile aura nemica. Un episodio drammatico nell’epopea della famiglia che rimane in qualche modo un mistero, nonostante il suicidio sia stato ufficializzato.
Nel 2009, con un libro di Giuseppe Puppo, Ottanta metri di mistero – La tragica morte di Edoardo Agnelli, viene evocata la pista dell’omicidio. Troppe mancanze e incongruenze delineano uno spazio di mistero attorno alla fine di Edoardo Agnelli. L’assenza di autopsia come di testimoni nonostante l’alto traffico del settore autostradale. Bretelle allacciate e mocassini ai piedi nonostante un volo di ottanta metri. Nel libro di Puppo si fa riferimento ad un tentativo respinto da Edoardo Agnelli di farlo rinunciare ai diritti sulla proprietà in cambio di denaro e immobili. La proprietà di una enorme capacità economica e industriale occidentale in mano ad una figura legata al mondo islamico sarebbe lo scenario complottista della pista sionista che lo vede stridere addirittura con quella parte di famiglia legata al mondo ebraico, smentita dagli ottimi rapporti con la sorella Margherita moglie di Elkann. Nel 2011 l’Associazione degli Studenti Iraniani ha prodotto un documentario su Edoardo Agnelli facilmente recuperabile su YouTube dove si avvallano con forza le ipotesi di omicidio.

Aldilà del complottiamo, resta ad ogni modo il dubbio che qualcosa nella sua morte non torni. Rimane di sicuro il  dramma di un uomo che sognava un mondo diverso, prigioniero forse di prospettive e orizzonti ai quali sentiva di non appartenere e rimane una strada dedicata a Teheran dove Agnelli è considerato un martire sciita.