Dal 1 luglio, il Granada ospiterà nella sua rosa un nuovo terzino sinistro, in prestito dall’Udinese, fresco di una trattativa di calciomercato con il Rizespor. Classe 1993, veloce e abile rigorista Ali Adnan ha avuto solo un grande dubbio nella sua vita. Giubbotto antiproiettile o parastinchi? È tempo di scegliere la divisa che si vuole indossare. E Ali Adnan ha scelto la sua, maglia bianconera e numero sulla schiena. Decidere non è stato semplice, Adnan è voluto passare comunque per il fronte prima di capire che il suo destino sarebbe stato il rettangolo verde e non un campo bruciato in Iraq.

Nel 2013 Adnan è l’astro nascente della Nazionale irachena Under 20. Proprio quella che ha portato alle semifinali contro ogni pronostico. Si posano su di lui parecchi occhi, il mercato del grande calcio lo reclama tra le sue fila, finché non arriva la chiamata dalla squadra del Caykur Rizespor, con la quale si contraddistingue per le sue doti sia difensive che offensive. Concluso il campionato turco, Ali decide di tornare in patria per unirsi alla resistenza contro l’ISIS che avanza in territorio iracheno. Quella del giocatore non sembra una scelta pubblicitaria, né una tecnica di mercato, semplicemente la volontà di difendere il proprio paese. La squadra lo lascia andare, nella speranza di vederlo tornare ad agosto per il ritiro. Lo stesso fa suo padre, ex calciatore, seppure preferirebbe vederlo correre dietro a un pallone. Adnan, nato a Baghdad, torna in Iraq e serve l’esercito per due settimane, sul web compaiono foto in divisa, al fianco di personaggi dei più alti ranghi militari.

Nel mondo è già notizia, Adnan sarà anche giovane ma non è l’ultimo arrivato, in Europa se lo contendono in parecchi, tra gli italiani anche la Roma, che la scorsa stagione aveva posato gli occhi sull’iracheno inscenando una debole trattativa con la squadra turca. Un eroe agli occhi degli iracheni, un punto di domanda nel mondo del pallone che nutre la speranza di vederlo riporre il fucile e l’attrezzatura mimetica, sulla scia degli eventi che travolsero il turco Burak Karan, dalle giovanili della nazionale tedesca al fronte in Siria, morto nel 2013 in un bombardamento sul confine turco. Fortunatamente Adnan si ricrederà presto, e tornerà in Turchia dopo solo due settimane. Certo, i parastinchi non sono paragonabili ad un antiproiettile, ma Ali ha scelto l’uniforme che più lo rappresenta.

Ad oggi è il primo giocatore iracheno in Italia, si porta dietro un lungo seguito tra i patrioti iracheni nonché una grande carriera in ascesa. Soprannominato “il Bale d’Asia” possiede un sinistro potente e deciso. In nazionale ha l’onere di battere tutte le punizioni e se si tratta di rigori è il primo che viene chiamato a ridosso del dischetto. Fondamentale per il suo ritorno è stato il suo agente, ma ancor di più l’amore per il gioco del calcio. La guerra del soldato è finita, ma le battaglie che il giocatore Adnan dovrà affrontare sono ancora molte, prima tra tutte quella di farsi strada in un mondo di grandi come quello della Serie A.