Se parlassimo del referendum istituzionale del ’46, la vulgata popolare ci insegnerebbe che si tratta di una delle più grandi manifestazioni di democrazia. Per la prima volta si applicava il suffragio universale, soprattutto finiva una dittatura durata un ventennio, nonché la guerra. Eppure non è un opinione, bensì un fatto, che la repubblica italiana non sia mai stata proclamata!

Quindi non c’è troppo da meravigliarsi delle vergogne della “prima repubblica”, di tangentopoli, dei finanziamenti ai partiti, o di Craxi a Tunisi; non c’è nemmeno da inorridire della “seconda repubblica” – piuttosto che la “terza”, si comincia a perdere il conto – che se nessuno se ne fosse accorto molti dei suoi protagonisti sono quelli di ieri.

Non c’è poi da alterarsi per i governi passati, per i Prodi o Berlusconi, ne del presunto o meno colpo di mano “tecnico”, o da ultimo di Grillo. Davvero non bisogna stupirsene, perché la nostra amata repubblica è nata sulla menzogna!
Quante volte documentari storici ci hanno riproposto il racconto della liberazione che si poteva respirare nell’aria, finita che fosse la guerra, segnata che fu la monarchia. Quante volte si è potuto ascoltare quella registrazione che, richiamando ancora nel tono un radiocronista dell’istituto luce, trionfalmente gridasse “ha vinto la Repubblica”! Non si vuole star qui a parlare di brogli, non verrà speso tempo a immergersi in diatribe fra storici ( faziosi per definizione ), ne a dilungarsi sulle fughe piuttosto che atti nobili dell’ultimo Re.

Si vuole però, questo si, smentire quanto testi scolastici ed insegnanti ci hanno sempre tramandato; infatti uno dei padri della Patria, oltretutto venerato dalla chiesa cattolica come “servo di Dio”, il buon Alcide De Gasperi, non fu mai ufficialmente nominato capo dello Stato!
Accadde che solo tre giorni dopo la comunicazione dei risultati provvisori (!) del referendum istituzionale, ossia il 13 giugno del ’46, in barba alla legge istitutiva del referendum, il governo conferì in maniera del tutto arbitraria al suo presidente ( Il De Garperi appunto ) “l’esercizio delle funzioni” di capo dello stato.

Lo stesso giorno Umberto II lasciò l’Italia, che pertanto ebbe due “sovrani”: il Re e un facente funzione di capo dello stato. Giustamente molti avranno da ridire, anche perchè andando banalmente sulla pagina di Wikipedia ( ma andrebbe benissimo qualsiasi altro sito Web), alla voce del fondatore della DC, si può tranquillamente leggere: ” Nel 1945 fu nominato presidente del consiglio dei ministri, l’ultimo del Regno di Italia. Durante tale governo fu proclamata la Repubblica, e perciò fu anche il primo capo di governo dell’Italia repubblicana, e guidò un governo di unità nazionale, che durò fino alle elezioni del 1948″. Peccato chela notizia non risulti corretta. Questo perchè il 18 giugno la Corte Suprema di Cassazione comunicò l’esito del referendum, ma -appunto- senza proclamare la Repubblica! La legge istitutiva del referendum infatti non lo prevedeva, non essendo il quorum necessario mai stato raggiunto (!); in realtà su 28.000.000 aventi diritto al voto la Repubblica ebbe 12.700.000 suffragi, che si traduce nel 42 per cento, un tantino meno rispetto alla metà… Certo poi sarebbe anche curioso parlare del fatto che l’allora ministro della Giustizia Palmiro Togliatti negò la verifica delle schede, asserendo che “forse” erano già state distrutte ( ma si sa, un attimo di distrazione nel buttare la posta inutile, la pubblicità, come volere che non capiti per sbaglio di gettare anche qualche milione di schede…). Interessante anche la dichiarazione di Massimo Caprara, che di Togliatti fu segretario, e che, testimone diretto dei fatti, scriveva di “parto difficile che va aiutato”.

Tutto questo dovrebbe far riflettere; ci si potrebbe perfino chiedere cosa sarebbe accaduto se avesse “vinto” la monarchia, ma la storia – è risaputo – non si fa con i se.