Ventotene è un’isola dal destino disgraziato. Splendide spiagge, lontana il giusto dalla costa, offre le tipiche delizie della macchia mediterranea salvata dalle derive edonistiche del Novecento demolitore. Si sta a Ventotene godendo del mare cristallino, dell’aria tersa, del cielo azzurro: uno dei tanti paradisi d’Italia, sparsi con divina benevolenza in lungo e in largo nel Mare Nostrum. Sole, colori, natura colorano d’incanto una delle innumerevoli perle del Belpaese. Tanta bellezza, che nasconde però qualcosa. Non si vede, e però insiste e infesta quel lembo di eden tirrenico una peste terribile, infame e potente come il morbo manzoniano, difficile da estirpare e faticosa da combattere. Europeismo spinelliano patologico, secondo le più valide definizioni in letteratura: causato da untori, esso si è diffuso dapprima nell’isoletta mediterranea per poi espandersi a macchia d’olio in tutto il Vecchio Continente, trasportato da volenterosi e pericolosi carnefici. Sorto da forzata inattività, la malattia s’è manifestata in fasi successive ed inarrestabili. Covata al caldo del benessere alla maniera del verme solitario, la tenia d’Europa s’è pappata le energie e le forze politiche che tanto avevano fatto per il progresso delle masse manifestandosi in tutta la sua virulente forza distruttiva nel momento in cui il corpo statale, minato dall’interno, era in preda a manie cattive e autodistruttive. Una patologia temibile, divenuta epidemia tramite contagio valutario (si tratta del terribile €virus, diffuso in cartamoneta e spiccioli da Lisbona ad Atene, da Berlino a Roma) gestito scientemente da una piccola e virulenta setta di iniziati al Morbo, usi a riunirsi in torri buie e tenebrose.

La vis distruttiva della pandemia comporta stress insopportabili, capaci di far perdere la ragione a chi ne è purtroppo colpito. Le vittime dunque cadono in orrifici stati di malessere (in letteratura xenofobia, populismo, ignoranza, chiusura mentale, riconducibili al ceppo fascismo), sfruttati da ciarlatani specializzati ad operare “sulla pancia” dei pazienti. La cura contro i “rigurgiti nazionalisti”, consiste in soluzioni fisiologiche di tisana Severgnini-Scalfari unite a sedute specializzate di medicin* della dottoressa Boldrini. Superati questi momenti di crisi, il paziente impara a divenire “cittadino d’Europa” tramite un ciclo di intense sedute d’ipnosi. Non potendo tornare indietro, infatti, le genti colpite devono adattarsi alla nuova condizione. Il modus operandi adottato a livello continentale indica nel lavaggio continuato del cervello a mezzo mass-media un efficace palliativo, nell’attesa del salvifico tranquillante Stati Uniti d’Europa, ancora in fase di sperimentazione nei laboratori dell’Allgemeine UE a Bruxelles. Qualcosa è però andato storto. Negli ultimi tempi il dibattito medico ha evidenziato delle problematiche strutturali nella diffusione e nella vita dell’europeismo spinelliano patologico. Per colpa del DNA delle popolazioni mediterranee, incapaci di affrontare i ritmi e gli impegni della vita globalizzata, degli anticorpi hanno iniziato ad intaccare l’efficacia del virus, facendo addirittura temere ai suoi ideatori una precoce e tragica- per loro- fine dell’epidemia continentale. Ed ecco che Ventotene ritorna fatale.

I maggiori luminari si sono riuniti nei luoghi del Mito per ritrovare le energie e le forze, nell’isola dove tutto è iniziato. Il trio cabalistico Renzi-Hollande-Merkel, marionette dell’Internazionale degli Untori, ha tentato di salvare il salvabile dopo il primo caso di completa guarigione dal male, avvenuta in un’altra isola leggermente più grande (il termine esatto del fenomeno usato dalla letteratura è Brexit, nda). Da impavidi eroi contemporanei, i druidi postmoderni han scelto di riunirsi nella pancia capace d’una portaerei, consapevoli della scarsa stima dei medici diffusa tra le vittime della pandemia. Da quel che trapela, pare che al netto delle dichiarazioni di facciata le speranze di salvezza per il progetto di schiavitù continentale non goda di grande salute.

Noi non ce ne meravigliamo. L’efficacia del rito salvifico è stata inficiata dalla scelta della location. Difatti, per evitare la fine del peggior caso di idiozia collettiva d’Europa occorreva riunirsi ove si poteva avere contezza plastica dell’efficacia del sogno spinelliano. Non Ventotene, ma gli scenari apocalittici di Grecia- il più grande successo dell’euro– dove le famiglie vivono nei cartoni e si drogano con gli acidi di batteria. Lì, dove l’Europa di Junker, Schauble e Draghi ha realizzato i fini preposti dal vate Spinelli, invitiamo ad andare gli europeisti d’ogni colore e latitudine. Ci dicano, costoro, se val la pena godere dei lazzi Erasmus per poi morire di fame, miseria e squallore. Per quanto ci riguarda, ogni volta che vogliamo pensare agli stati uniti d’Europa, alla retorica europeista vuota e vile, alle menzogne imposte da decenni di propaganda, scegliamo di ritirarci nel luogo meditativo migliore per concetti così complessi e profondi, ossia il bagno. La bandiera dell’UE è un lassativo cento volte migliore della tisana Kelemata, è gratis e svolge al contempo il ruolo di succedaneo della carta igienica: ai tempi dell’austerità non si butta via nulla. Ce lo chiede l’Europa.