Probabilmente tra qualche decina di anni, in attesa che la moda venga lanciata negli Stati Uniti d’America, ci ritroveremo a parlare con i nostri vecchi maschiacci di classe e, guardandoli, li scopriremo col labbro rifatto e lucidato, sgrassato con un bel L’Oréal rosso porpora, un perizoma tra le chiappe, un piercing da toro, un altro alle sopracciglia – rigorosamente depilate – ed infine il viso intinto di fard per dare un tocco ad una bellezza sensuale, patetica, femminea.
Sembrano scene di un futuro lontano, eppure, siamo quasi giunti al punto di non ritorno. Avere torso e braccia villosi è un’offesa alla mascolinità (perché anche quella sarebbe culturale); alzare la voce è sintomo di animalità ferina; parlare normalmente, senza ficcare dentro il discorso “zio, bella, figa” e senza effeminare la pronuncia della “e” muovendo le labbra come le mucche ruminanti al pascolo, è vista come una “terronata” bella e buona, una grettezza tipica da uomini imbarbariti e incivili. Una cultura della femminizzazione.
Eterosessuali e omosessuali: i primi quasi fanno a gara nell’annichilire la propria mascolinità, i secondi si impegnano a trasformarsi in donne. Bisogna accentuarlo nei gesti, nelle pose, nelle borse da donna da portare in giro col manico rigorosamente poggiato sul polso teso, nelle camminate da dame reali, nel movimento del bacino sensuale, pardon, saenssuale.

Appuntamento dall’estetista: c’è da farsi fare uno sbiancamento anale. Facendo un giro sulla rete abbiamo scoperto che si tratta di un pratica pateticamente estetica che “consiste nello schiarimento del colore della pelle nella zona attorno all’orifizio anale”. Avremmo voluto chiedere al Signor Crocetta, ma abbiamo saputo della sua autosospensione da Governatore della Regione Sicilia. Congratulazioni, gliene siamo grati!
I peli no, ma la barba sì. Simbolo di saggezza, di mascolinità pura, di fierezza, è divenuta corredo accessorio per ragazzi dalla mente trash-americana. Dicono che si tratti della nuova, balzana moda degli ultimi anni. Stetson stravagante alla Clint Eastwood delle Trilogie, sguardo saenssuale,  labbra morse dai denti, camicia da cacciatore o canottiera lunga fino alle ginocchia che copre il bacino stretto da jeans strappati o impoveriti da macchie chiare il cui effetto è sorprendentemente simile alla candeggina versata erroneamente su un abito.
A ciò si aggiunge il risvolto sui pantaloni. Ci sono video illustrativi su Youtube. Hanno l’acqua in casa e d’inverno dicono di tremare dal freddo. Ma il pantalone va tirato su, altrimenti non si è alla moda. Converse, mocassini o polacchine, infine, sono la ciliegina sulla torta.

Papillon, doppio taglio e si credono sicuri, sicurissimi di sé. Credono di essere virili, al massimo, invece, sono ridicoli. C’è da credere che verosimilmente soffrano di seri complessi psicologici, dal momento che si percepiscono sempre più insicuri dinanzi all’autorevolezza sessuale e caratteriale delle donne, attenti come sono a farsi manicure e pedicure, ad eliminare i puntini neri sul viso, a farsi strappare i peli di dosso per lussureggiare dinanzi agli occhi di fanciulle inebetite. Dove sono i veri maschi? Piangono, si dimenano a letto e chiedono informazioni su come conquistare una donna. Li terrorizzano lo sguardo intenso, le situazioni magicamente senza parole, i giochi della seduzione animale. Servi della gleba a testa alta, pronti a rinunciare alla propria dignità, a fare i piagnoni dinanzi alla durezza di carattere delle donne.

Si può immaginare un conversazione simile tra “uomini” e donne:
“Ciao, senti, hai 5 minuti? Perché volevo chiederti due cose… Senti, guarda, sinceramente vado al dunque subito, ci sono rimasto molto male perché ho saputo che sei uscita con Tafano ieri sera, e… perché? Scusa, ti ho telefonato a cena, ti ho detto: ci vediamo?, tu hai detto: no, devo studiare. E va beh , se poi esci con lui… cioè‘ , perché’ non me lo devi dire? Pensi che sia un problema per me accettare che tu hai una storia? Un uomo? Vedi qualcuno? No, non è un problema per me perché io ti voglio bene veramente e non ti chiedo nulla, anzi, magari sono qui a dirti: se hai bisogno di qualcuno io ci sono. E allora? Che cosa devo fare? Mi vuoi mettere una scopa in culo così ti ramazzo la stanza?”. Naturalmente, si tratta di un testo degli Elio e le storie tese.

C’è da chiedersi chi è che a letto faccia l’uomo. Magari, sempre fra qualche decina d’anni, sarà la donna a chiedere all’ometto un bell’incontro a lume di candela, a portarlo in un posto romantico e a calargli le brache. Al di là del sesso virtuale, al di là di Facebook, Tinder, e Badoo.