Chi non ha mai posseduto nella propria casa almeno una console Nintendo? Un Gamecube, una Wii o un qualsiasi modello di Gameboy? Probabilmente nessuno. Ogni singolo videogiocatore, bambino o adulto che fosse, dagli anni ’80 in poi non ha potuto fare a meno di gettarsi a capofitto e condividere con i propri amici i mondi fantastici creati dalla rinomata azienda giapponese. Provare a contare uno ad uno tutti gli individui che hanno giocato negli anni a Super Mario Bros o a Zelda , le saghe più longeve e fortunate di Nintendo, risulterebbe impossibile tanto è grande il bacino di utenza di questi titoli videoludici.

Ci sentiamo tutti in debito, noi della generazione Nintendo, verso chi ha reso ancora più “colorata” e divertente la nostra infanzia e adolescenza, in primis gli sviluppatori e i dirigenti. Perciò nessuno è riuscito a trattenere un moto di estremo dispiacere nel venire a conoscenza, pochi giorni fa, della morte di Satoru Iwata, personaggio di spicco dell’azienda giapponese da almeno tre decenni. Per chi non lo sapesse, Satoru Iwata è stato il quarto presidente della Nintendo, dal 2002 fino al giorno della sua morte. Ma, ancora prima di arrivare alla carica di presidente, egli era già divenuto famoso, all’interno del panorama videoludico, non solo per la sua rinomata simpatia, ma soprattutto per essere uno sviluppatore visionario e, più tardi, un eccellente amministratore delegato. Ma andiamo per ordine: Iwata approda giovanissimo (nato nel ’59) alla”Hal Laboratory”, una azienda sussidiaria della Nintendo, nel 1982. In questo periodo contribuì alla creazione di giochi estremamente rilevanti come Balloon fight e HearthBound. La svolta però arriva nei primi anni ’90, quando, in seguito ad una geniale intuizione di Iwata, Nintendo mette sul mercato la serie di videogiochi di Kirby che, da sola, riuscirà a salvare il bilancio dell’azienda in un periodo non proprio positivo. Da quel momento in poi le porte del successo si spalancano: nel 2000 Iwata entra a far parte di Nintendo e lavora al progetto Gamecube come responsabile della strategia per il rilascio della console stessa – strategia che farà guadagnare alla Nintendo un aumento delle vendite pari al 41% fino alla fine del 2002. Così, al termine di questa cavalcata trionfale, sul finire del 2002, il terzo presidente Nintendo, Hiroshi Yamauchi, decide di andare in pensione e di lasciare il proprio incarico a Iwata, che diviene così il quarto presidente della Nintendo. La sua ascesa però non finisce qui: nei primi anni 2000 una nuova crisi colpì l’azienda giapponese, la quale ormai dipendeva quasi interamente dalle vendite dei gameboy, ultima console che poteva ancora competere con i nuovi colossi Sony e Microsoft arrivati da poco sul mercato, rispettivamente, con Playstation e Xbox. Iwata ebbe l’ennesimo colpo di genio e creò la Nintendo Wii, console che deluse gli storici fans del marchio Nintendo ma che aprì le porte dell’universo videoludico a moltissime fasce di età che, prima di quel momento, non avevano mai preso un “pad” in mano. La Nintendo Wii fece delle vendite incredibili e surclassò nettamente le altre consoles avversarie. Purtroppo però, l’11 luglio di quest’anno, l’uomo che ci aveva fatto sognare con le sue fantastiche creazioni, si è spento all’età di 55 anni, a causa di un tumore al sistema biliare. Sebbene le sue condizioni di salute non fossero eccelse già da un anno, Iwata ha continuato incessantemente a lavorare alla sua creatura, alla sua azienda, per garantire ancora, a videogiocatori di tutte le età, divertimento e spensieratezza. Questa era la causa della sua vita, causa che egli provò a spiegare durante una convention con una frase che, ora come ora, è divenuta un vero e proprio cult:” Sul mio biglietto da visita sono un amministratore delegato, nella mia testa sono uno sviluppatore di videogiochi, ma nel mio cuore sono un giocatore.

La notizia della morte non è stata data subito, è stata ufficializzata la mattina del 13 luglio, ma non appena è stata resa nota tutti gli affezionati al marchio Nintendo hanno sentito più di una semplice stretta al cuore. Se ne è andato non un semplice uomo, ma un creatore di sogni. Ma è risaputo che chi crea sogni non può far altro che vivere in essi. Da oggi in poi, chiunque prenderà in mano una console Nintendo, non potrà far altro che rivolgere un pensiero ad un grande amministratore delegato, sviluppatore e giocatore

Buon viaggio Satoru,

Grazie di tutto