Caro Matteo,

la ragazza che frequento da qualche mese, l’altra sera, mi ha chiesto se fossi mai andato a puttane. Io, che non sono fesso, non ho risposto subito. Per fortuna, perché dopo circa dieci secondi, con un tono drammatico da film di Bergman, ha aggiunto: “te lo chiedo perché, per me, uno che va a puttane fa schifo e non ci potrei mai stare”. Sarò onesto con te, Matteo: qualche volta, di ritorno da una serata in compagnia di amici, ci è capitato di caricarne una. Siamo per altro riusciti, essendo una volta in tre e l’altra in cinque, a ottenere uno “sconto comitiva”. Ma questo, adesso, c’entra poco. Vorrei conoscere la tua opinione in merito. Faccio veramente schifo? E poi, perché le donne ce l’hanno tanto contro chi va a passeggiatrici? Tuo Pasquale Orminio.

 

Caro Pasquale,

permettimi, prima di tutto, di farti i miei complimenti per il tuo sesto senso da economista. Lo “sconto comitiva” è sintomatico di una mentalità da mercante che, di questi tempi, se si vuole sopravvivere alla crisi, può tornare molto utile. Del resto, quel che tu hai fatto, non è molto diverso da ciò che la grande distribuzione ha fatto con la piccola-media: avendo più potere contrattuale coi fornitori, ha potuto tirare sul prezzo della merce e diventare più competitiva. Ok, forse non c’entra granché, ma volevo comunque dirlo. Mi stava sulla punta dell’esofago da tempo. In secondo luogo, ti dico subito che hai fatto non bene, ma benissimo a non rispondere sinceramente alle domande indiscrete della tua ragazza. Quando si conversa con le donne, è sempre bene pensarci dieci volte prima di aprir bocca. Sembrano innocenti, quando ti chiedono qualcosa, ma in realtà sono più pericolose di un commissario di Polizia. Tu rispondi loro con leggerezza e quelle ne traggono – a cazzo di cane – le conclusioni che preferiscono. Per altro, ma la tua ragazza farsi un attimino i cazzi suoi? No, vero? Lo sospettavo!

Comunque, no Pasquale, non sei così schifoso come vorrebbero farti credere, stai sereno… Oh Dio, #staisereno lo disse anche Renzi a Letta… lascia perdere! Sul serio, non fai schifo. Certo, presumibilmente alimenti un mercato schifoso, basato sulla tratta delle schiave e sulla violenza contro le donne. Ma, del resto, se uno ragionasse così, non dovrebbe più far niente: i pomodori non li dovresti mangiare, perché sono raccolti da degli schiavi vittime di caporali; non dovresti avere l’abbonamento a una grande compagnia telefonica, perché fa lavorare dei ragazzi sottopagati e schiavizzati… sì, lo so che è legale quello che fanno. È proprio questo che mi spaventa! Non sentirti un verme. Ricordati Woody Allen, in quel film dove finisce in casino: «Ma io non sono abituato a pagare». «Tu credi di non averlo mai fatto», gli risponde giustamente la ragazza. Chiediti quante volte l’hai portata a cena, dissanguandoti,  sperando poi che te la mollasse più facilmente. E i regali e regalini? Attenzione, lungi da me dire che sono tutte… in effetti, ci sono dei fortunati, sempre in bolletta, per cui le donne nutrono una sincera passione. Se tu sei di quelli, sappi che ti odio!

Mi chiedi perché il più del genere femminile è contro chi va a puttane. La donna, Pasquale, è solo apparentemente progressista. Per natura, in verità, è biecamente reazionaria e odia le infinite possibilità garantite dal libero mercato. Il fatto che tu non debba andare a pietire da loro, col cappello in mano, ma possa rivolgerti a una che, in cambio di venti euro, ti chiama anche “amore”, proprio non lo digeriscono. La concorrenza spietata fa male a tutti, a quanto pare. Cosa rispondere, dunque, a queste simpatiche inquisitrici? Suggerirei: è il capitalismo post industriale, bellezza!