Altrimenti come avrei potuto avervi qui tutti insieme?”: a chiederlo ai suoi cari è un nonno che si finge morto per radunare figli e nipoti in occasione del Natale.

Lo spot della catena di supermercati tedeschi Edeka, il cui video ha raggiunto subito milioni di visitatori, parla dritto alla pancia e al cuore dei lettori-consumatori.
Indaffarati, oberati di lavoro e impegni improrogabili persino davanti all’incombenza della festività natalizia, i figli dell’anziano protagonista di questa pubblicità lo avvertono del relativo impedimento a festeggiare il Natale in famiglia. Manager e professionisti di successo, sembrano dimenticarsi, questi figli, del loro papà già solo (verosimilmente vedovo) e lontano.
Quindi, cosa e come fare per farli ritrovare insieme, di nuovo, se persino il Natale, appuntamento-simbolo dell’occidente che per antonomasia corrisponde alla “riunione di famiglia”, non ci riesce? Chiaro: fingersi morto e annunciare il proprio trapasso. Solo allora, vestiti di tristezza e senso di colpa, i familiari si riuniscono veloci, di nuovo insieme, per salutare un’ultima volta il loro caro. Il tutto, ovviamente, con una sorpresa a lieto fine…

Pare caduta apposta, questa adv, proprio in un periodo anche mediaticamente vituperato dal veleno dei tagliagole mediatici, quelli che vorrebbero mettere a tacere o “quelli che Noi il Natale lo abbiamo dentro” – e non si immagina il dolore… – o quegli altri, “quelli che: il Natale, questo sconosciuto bigotto!”. Pare davvero arrivata al momento giusto, quello del Natale non a tutti i costi, ma per tutti, di tutti. Il Natale che qualcuno, a Rozzano, come si sa, vorrebbe proteggere (o distruggere?) in nome di chissà quale tolleranza.
A questo proposito sembrano particolarmente pertinenti le parole di Alberto Cristofori:
A proposito delle polemiche sulla scuola di Rozzano in cui non si festeggerà il Natale, dichiaro sommessamente (cioè senza voler giudicare nessuno) che, pur non essendo cristiano, a casa mia il presepio si fa da sempre e si farà anche quest’anno, perché la storia della nascita di Gesù (la stella, i magi, i pastori, la stalla col bue e l’asinello ecc.), oltre a essere bellissima, è uno dei grandi miti fondativi della mia civiltà. Non è questione di culto, ma di cultura. Parere del tutto personale”.

Per una volta non spiace affatto che almeno la Pubblicità faccia da promemoria collettivo a un valore che troppo spesso è volgarizzato dalle ideologie politiche e sociali più disparate tra loro: la famiglia (con o senza bue e/o asinello).
Buon Santo Natale 2015 a tutti, ma proprio tutti.