L’egemonia politica e culturale, fin dall’antichità, ha sempre necessitato d’un progressivo appiattimento dei costumi e delle tradizioni locali su canoni idealtipici propri della potenza dominante. Un comune telespettatore di oggi, annoiato e annichilito dalla calura estiva, può tranquillamente rendersene conto facendo una veloce panoramica sui canali televisivi: la gran parte dei palinsesti nostrani, oramai, è dominata da emittenti e programmi importati sic et simpliciter dal mondo anglosassone, l’Iperuranio del culturame nostrano. Si assiste dunque a un continuo diluvio demenzial-patetico, vuoto, privo di contenuti, becero e insensato. Il successo di Real Time, MTV, DMAX, esemplifica, meglio di mille considerazioni, il triste tempo in cui viviamo. Tra obesi patologici, meccanici tuttofare, amish mafia e matrimoni gipsy, modaioli pacchiani e paternalismi ridicoli, Sua Maestà Intrattenimento made in USA si palesa e si gloria, anche nel Belpaese. Da popolo amante e produttore di capolavori artistici,  siamo divenuti una massa di consumatori inerti di prodotti pensati e confezionati nella patria dello show business e dello star system. Succubi e vittime di una devastante distruzione identitaria, non siamo più capaci di creare, specie nel campo dell’intrattenimento televisivo e cinematografico. Vogliamo paragonare la commedia all’italiana degli anni Sessanta ai Soliti Idioti o a Cervelli in fuga? Il genio di Renzo Arbore, il salotto allucinato e metafisico di Quelli della Notte, con l’attuale squallore televisivo? Ci si è appoggiati sull’import mediatico senza evolversi, senza modificare nulla, senza capire che il modello americano, il cosiddetto “american way of life devasta e insulta trenta secoli di Storia e di Arte, di Genio e di Sapere. Il consumismo sfrenato, la volontà maniacale di inseguire il guadagno, la mercificazionedella vita e dell’uomo sono fattori comuni in ogni singolo frame proveniente dai 50 stati d’America. Il fatto che vengano poi recepiti e fatti propri in Italia costituisce un vero crimine culturale, un tradimento della nostra essenza. La vera guerra di civiltà non è contro il millenario mondo dell’Islam, ma contro il becero e vile utilitarismo borghese. Se saremo disposti a vivere in tal guisa, dipenderà esclusivamente da quanta volontà avremo di essere liberi e di rispettare ognuno la propria Storia. La decisione sarà lunga e sofferta? Tanto meglio. Nel frattempo, potremo rivederci la seconda stagione di Jersey Shore