di Alessandra Schirò

 

Da chi è stata avanzata la proposta e quali sono le motivazioni? Come si sta movendo il Comitato di direzione della Facoltà a riguardo?

La proposta di abolire la discussione dell’elaborato triennale è stata avanzata dal Presidente del Comitato di direzione di Studi Umanistici. Le principali motivazioni portate a sostegno dell’abolizione sono: 1) La qualità degli elaborati negli ultimi anni sarebbe sensibilmente diminuita. 2) I festeggiamenti durante la sessione di laurea avrebbero raggiunto livelli non più accettabili. 3) La modalità di esecuzione delle discussione pubblica apparterrebbe a un retaggio culturale ormai vecchio, da cambiare. 4) La difficoltà strutturale della facoltà (a livello di impegno dei professori e di spazi). Alcuni problemi nella gestione e nella qualità delle discussioni pubbliche ci sono e si potrebbero pensare delle soluzioni, anche con l’apporto degli studenti; ma, a mio modo di vedere, sopprimerle è una scelta drastica, non senza conseguenze. Forse, se l’unico modo per affrontare un problema è eliminarlo, non sono state pensate tutte le vie percorribili. Quello che ci sembra mancare è una adeguata considerazione della formazione degli studenti. Il 21 dicembre il Comitato di direzione era stato riunito per approvare l’abolizione in fretta e furia, ma l’appello on-line da noi organizzato, che ha raccolto più di 3500 firme in soli tre giorni a favore di una nostra controproposta e la presenza di centinaia di studenti hanno fatto ricredere alcuni professori sull’opportunità di prendere una decisione così drastica in così poco tempo. E’ stata allora costituita una Commissione paritetica (formata da 3 studenti, 3 professori e il Presidente del Comitato di direzione), che da gennaio sta portando avanti la discussione nel tentativo, difficoltoso, di arrivare a una proposta condivisa e per il bene di tutti.

Nel 2011 il prestigioso ateneo veneziano Ca’Foscari “si riforma e discute in commissione un nuovo statuto. (…) E la prima novità riguarda infatti l’abolizione della classica discussione della tesi di laurea per i corsi di studio triennali. Come è prassi consolidata nelle università europee, (…) è sufficiente consegnare la tesi al proprio relatore”, spiega nuovavenezia.gelocal.it. Anche all’Università di Palermo la tesi per i corsi di laurea triennale è stata abolita, nel 2013. La prova finale per aggiudicarsi il titolo di dottore consiste, a scelta, “in un test scritto a risposte aperte o in un elaborato lungo al massimo 30 cartelle”, come si apprende da un articolo de Il Corriere del Mezzogiorno. Quale sarà la sorte della facoltà di Studi Umanistici alla Statale di Milano, qualora si realizzasse la proposta di abolire la discussione pubblica della tesi triennale? Oltre a questo, ci sono in vista altri cambiamenti?

Nelle principali sedi italiane (Bologna, Napoli, Roma fra le tante altre), l’elaborato triennale è stimato come una prova importante e come tale trattato, con tanto di discussione pubblica. Se passasse questa riforma, il laureando dovrebbe stendere un elaborato (di 15 pagine circa), e caricare il file PDF una volta concluso. A questo punto due/tre professori, esclusivamente via mail, dovrebbero leggere l’elaborato e stabilire quanti punti assegnare. Tutto questo, senza un confronto reale e senza nessun dialogo fra di loro. A conclusione, il laureando riceverebbe via mail il punteggio assegnato alla sua laurea, prima della proclamazione collettiva. È tutto piuttosto deprimente, a mio modo di vedere. C’è un altro significativo cambiamento proposto: la riduzione degli appelli d’esame annuale da 10 a 6. In questo caso, però, i periodi dedicati su tutto l’arco dell’anno alle sessioni d’esame rimarrebbero pressoché invariati e quindi, con una buona gestione del calendario, le possibilità di dare esami non diminuirebbero granché.

Quali sono i punti di questa nuova proposta su cui “Lista Aperta Obiettivo Studenti” si trova in disaccordo? Perché? Avete idee per ovviare ai problemi avanzati dal Presidente del Comitato di direzione di Studi Umanistici?

Tutto ciò verrebbe perseguito nella convinzione che l’elaborato triennale sia inutile e rallenti i tempi di laurea, facilitando l’uscita fuori corso. Il rimedio sarebbe, dunque, secondo una tendenza che vediamo sempre più delinearsi nella direzione della facoltà, efficientare abbassando (l’asticella della qualità della didattica e il livello della formazione). Alle considerazioni fatte occorre aggiungere che, molto spesso, gli studenti umanistici non proseguono con la magistrale. La laurea triennale costituisce l’unico titolo universitario di cui questi disporranno, per proiettarsi nel mondo del lavoro: non varrebbe a maggior ragione la pena mantenerne tutto il valore, discutendolo pubblicamente, piuttosto che ridurlo a un paper del livello paragonabile a una tesina di maturità? Anche nella proposta di riduzione degli appelli mi sembra che l’obiettivo perseguito sia una semplificazione, le cui conseguenze (nell’abolizione della discussione sicuramente in maniera più stringente che per quanto riguarda la riduzione degli appelli) andranno a coincidere con un abbassamento del livello della preparazione universitaria, almeno per la triennale: una “licealizzazione” dell’università. E questo è un peccato. Noi di Lista Aperta Obiettivo Studenti abbiamo fatto una proposta alternativa, ragionevole e realizzabile, che permetterebbe di ovviare ai problemi di spazio e di tempo che le discussioni di laurea creano, senza però eliminarli. Mantenere la discussione pubblica, abbassando il numero di professori coinvolti (3 per la triennale e 5 per la magistrale), facendo lavorare più commissioni in parallelo sfruttando gli spazi liberati da uno stop a lezioni ed esami durante le sessioni di laurea. Così tutti i professori potranno dedicarsi esclusivamente alle discussioni delle tesi. Più commissioni che lavorano su ambiti disciplinari diversi. Uno dei problemi che ad ora si danno, per esempio, è che un professore di Filosofia si trova ad assistere alla discussione di una laureanda in Lingue, che discute il suo elaborato in russo. Ecco, abbiamo anche proposto che queste commissioni siano costituite in base a un’affinità di ambito disciplinare. Abbiamo proposto 15 minuti netti di discussione per la triennale e 30 minuti netti di discussione per la magistrale: di fronte allo stesso problema, abbiamo proposto di alzare il livello, con lo scopo di essere formati come studenti in maniera più seria e profonda e anche di rendere la Statale più appetibile come università. Ma la cosa più importante è che non è una proposta utopica: con i dati forniti dalle segreterie di Studi Umanistici sono stati formulati dei calendari in cui, con qualche aggiustamento, una soluzione del genere può essere portata avanti.

I laureandi di tutti i corsi di Sudi Umanistici, come Filosofia, Lettere Moderne, Lingue e Letterature Straniere, fervono nell’attesa del verdetto finale: quale sarà il termine entro cui sarà ancora possibile discutere la propria tesi per conseguire la laurea? Quando entrerebbe in vigore in nuovo ordinamento proposto, sempre nel caso che l’iniziativa sia approvata dalla maggioranza degli orfani collegiali?

In teoria, la decisione dovrebbe essere presa una volta per tutte nel Comitato di direzione di febbraio, quindi fra pochissimo tempo e le misure prese dovrebbero entrare in vigore da settembre. Abbiamo parlato con molti professori e in alcuni Collegi didattici la maggioranza di essi si è espressa a favore del mantenimento della discussione: staremo a vedere che cosa succederà settimana prossima.