Carlo Conti (“un due tre, un due tre” cit. Virginia Raffaele nei panni di Carla Fracci) chiude la 66esima edizione del Festival della Canzone Italiana con numeri da record, non solo in termini di share e audience. Infatti, L’ad della concessionaria di pubblicità RAI, Fabrizio Piscopo, ha dichiarato a Today Pubblicità Italia : “Fino al 13 febbraio ne abbiamo solo 120 di spazi pubblicitari da vendere […]  Per la prima serata è stato raggiunto l’oversold… Fino al 13 febbraio abbiamo qua e là un po’ di spazio pubblicitario, circa 120 secondi totali da vendere durante le altre quattro serate. Quindi chiuderemo vicinissimi ai 35 milioni di euro previsti per la raccolta”. RAI Pubblicità ha infatti steso un piano offerta davvero allettante per i suoi inserzionisti, offrendo loro la possibilità di iscriversi all’interno di progetti di comunicazione multicanale che, stimano, potrebbero raggiungere fino a 500 milioni di contatti, diventando così “testimonial”, “official sponsor” non solo dell’evento canoro, ma precisamente del “brand Sanremo”.

Dall’altra parte dell’antenna Mediaset non sta a guardare e Pier Silvio Berlusconi, vice presidente e ad dell’azienda di famiglia, dichiara: “Pensiamo a costruire il polo radiofonico italiano e il nuovo modello di pay tv. Grazie alla raccolta di Yahoo siamo a ridosso di Google e Facebook”. La Tv di Berlusconi sarà infatti la concessionaria di Yahoo in Italia. D’altronde: “La raccolta pubblicitaria di gennaio ha chiuso con il segno più davanti e ci sono buone sensazioni anche per febbraio. Non c’è, però, la ripresa forte che auspicavamo” – lo ha dichiarato recentemente sempre Pier Silvio Berlusconi, durante presentazione dei progetti 2016 della Fabbrica del Sorriso – “Una bella operazione che ci permette di allargare lo spettro della nostra presenza sui media, in modo da riuscire a fare più contatti possibili con gli ascolti tv, radio e web. L’incarico di Yahoo allarga l’offerta di Mediamond e siamo in grado di offrire una crossmedialità unica, da Canale 5 alle reti tematiche, dalla radio al web”.

Tanta offerta, tanti canali e, quindi, tanta pubblicità. Perché alla fine la sensazione è che dietro a ogni evento, mediatico e non, non ci sia tanto lo sforzo creativo di ragionamento intorno al contenuto dell’offerta stessa, quanto la strategica, ed esclusiva s’intende, pianificazione strategica degli spazi pubblicitari. Insomma, se è vero che “Sanremo è (non solo) Sanremo”, allora la Pubblicità è (anzitutto) grana, tanta grana…