– Ciao cara, come va?
– Cara? Io non sono cara, sono Kiara. Cara è un nomignolo sessista.
– Ma è un modo affettuoso di…
– Sei un maschilista.
– Ma veramente io…
– È inutile che trovi scuse. È tutta colpa della tua educazione.
– Vuoi dire che i miei genitori hanno sbagliato qualcosa?
– No. È a scuola che ti dovevano insegnare qualcosa. Hai mai sentito parlare di Educazione Civica?
– Certo. Nei programmi scolastici esiste, ma molti professori non la fanno.
– Perché molti professori fingono di essere di sinistra, ma in realtà sono dei fascisti.

– Fascisti? E perché mai?
Perché non consentono agli studenti di partecipare alle lezioni, in uno spirito di condivisione. E poi trascurano l’Educazione Civica.
– Questo non è vero. Basta alzare la mano, senza interrompere, e ti fanno partecipare.
Ma non ti fanno collaborare alla stesura del programma. Non ti lasciano gestire lo studio come desideri. Alla fine sei sempre costretto a imparare le loro nozioni. 
– Questo è normale. Sono loro i professori, e noi siamo gli studenti.
– Normale? Per me la democrazia è normale. Per me l’uguaglianza è normale. Mentre la divisione rigida dei ruoli, il mondo diviso in steccati è fascismo.

– Da che mondo è mondo, i professori insegnano agli studenti, e gli studenti obbediscono ai professori.
Queste sono idee retrograde. La società cambia, il progresso avanza, non puoi sapere come saremo da qui a cinquant’anni. 
– Già. Ma uno studente da qui a cinquant’anni sarà sempre uno studente, e un professore da qui a cinquant’anni sarà sempre un professore.
Tu che ne sai? Hai la sfera di cristallo?
– No. Può darsi cambieranno i metodi di insegnamento. Può darsi si stabilirà una priorità diversa da attribuire alle materie. Ma mi sembra che a tutto ci sia un limite. Se un professore cessa di insegnare ai suoi alunni, non è più un loro professore. E se un alunno cessa di obbedire ai suoi professori, non è più un loro alunno.

Non esiste un limite. La libertà ha un solo limite: la libertà altrui.
– Chi lo ha detto?
– Che la libertà ha un solo limite?
– Sì.
– Voltaire.
– Anche Voltaire avrà avuto i suoi maestri, anche Voltaire ne avrà ascoltato qualcuno controvoglia. Se la libertà ha quel solo limite, Voltaire non era un uomo libero.
– Stai strumentalizzando le mie parole.
– Ma… cosa?
L’unico maestro legittimo che una persona possa avere è l’esperienza. Basta l’esperienza per imparare tutto. Il maestro di Voltaire è l’esperienza.
– Ma il tuo è Voltaire.
No. Il mio è l’esperienza. L’esperienza che ho fatto facendo uso della mia Libertà.
– Quindi non hai bisogno di qualcuno che ti insegni a fare qualche cosa, che so, a eseguire un esercizio o a risolvere un problema?
Certo che ho bisogno. Ma decido io quando averne bisogno, nessuno può impormi niente. In una democrazia si ha sempre il diritto di scegliere come portare avanti la propria vita.
– Quindi anche il diritto di portare avanti una vita sbagliata. Anche il diritto di farsi del male.

L’unico che può stabilire se la sua vita è una vita sbagliata, o se si sta facendo del male, è l’individuo. In una democrazia sei libero fino a che sono liberi gli altri, ma non si deve assolutamente imparare dagli altri. Spesso gli altri sono ottusi. Spesso gli altri ti impongono dei limiti, ti giudicano, ti dicono quello che devi fare.
– Posso chiamarti cara?
– No, accidenti.
– Ma hai appena detto…
– No.
– Va bene.