Se stai a sentire in giro, nessuno li ha mai visti. È un po’ come per i governi in carica: nessuno li ha mai votati. Se poi chiedi a una donna, rischi pure di prenderti un sonoro manrovescio e sentirti dare del maniaco. Eppure, più di un’indagine confermerebbe che i siti pornografici sono tra i più visitati, insieme a quelli religiosi – chissà perché l’accostamento non mi suona strano! Qualche maligno ipotizza anche che la rete posi le sue fondamenta sul porno. Beh, non si stenta a credere che un tale sistema si basi sulla morchia di uno dei bisogni primari dell’uomo, piuttosto che sulla circolazione dei film di Godard destinati a una critica feroce della società dei consumi. Direi anzi – e qui perdonatemi se sono io a fare il maligno! – che, se è improbabile che un amante del porno abbia visto un film di Godard, è praticamente certo che un amante di Godard abbia visto almeno un film porno. Ironia a parte, l’hard è, ci piaccia o meno, una questione con la quale sarebbe il caso di fare i conti in modo serio. Per quanto lo si possa ignorare, o considerare un settore segnato dalla peggiore bassezza umana, la pornografia è intorno a noi e forse anche “dentro” di noi. È un fenomeno sociale. Per alcuni una piaga, per altri una benedizione. Fare finta che non esista non aiuta comunque nessuno. L’intellighenzia che rifiuta una seria riflessione sul fenomeno è ridicola tanto quanto il marito che nega a se stesso l’essere fedifraga della moglie, o il padre che scansa dagli occhi il malessere di suo figlio. Meglio sarebbe prendere atto che, se anche noi possiamo non curarci del porno, questo circola veloce e indisturbato intorno a noi.

In ultimo, sia detto chiaro e tondo, non esiste un argomento che non abbia la dignità per essere approfondito a livello sociologico e filosofico. Come al solito, quando si tratta di parlare di qualcosa che esiste là fuori, meglio sarebbe alzare ogni tanto gli occhi dai libri e proiettare lo sguardo altrove, interrogare ciò che ci circonda. Inutile, per comprendere, limitarsi ai testi scritti da chi ha analizzato il fenomeno senza avere alcuna consuetudine con esso. Pertanto, è stato deciso di rivolgersi a un professionista del settore e intervistarlo sulla sua vita professionale. Incontriamo Alex Magni, un attore con decenni di esperienza, che recita per la CentoXCento, una casa di produzione italiana. Non è famoso come Siffredi (con cui, per altro, ha lavorato), ma si è comunque guadagnato un suo spazio nel panorama nazionale. Preciso fin da subito che non esprimerò alcun giudizio morale sulle risposte fornite dall’intervistato. Anzi, ringrazio Alex Magni per la disponibilità e il garbo da vero gentleman con cui si è prestato a questo lavoro. Ho cercato, come approccio di massima trascrivendo quest’intervista, di riprodurre in modo quanto più mimetico possibile l’andamento del parlato, evitando di tagliare certe ridondanze che sembrano far emergere meglio il pensiero del soggetto. Lascio all’intelligenza e all’autonomia intellettuale di voi lettori trarre, da quanto letto, le conclusioni che preferirete.

In primo piano Alex Magni

In primo piano Alex Magni

Alex, un po’ per morbosità, o forse solo per naturale curiosità, credo che tutte le persone “normali” si pongano questo interrogativo rispetto a un pornodivo: quando e come mai una persona decide di entrare nel mondo a luci rosse? Nel tuo caso, per esempio, cosa ti ha spinto?

Nel mio caso è stato un motivo molto semplice: la libidine. Ho un desiderio di sesso costante e volevo poterlo soddisfare con regolarità. Si trattava, insomma, di trovare un modo per dare libera espressione ai propri ormoni, nel mio caso (ride). È per questo che non mi riconosco nel ruolo del pornoattore, perché il mio non è un lavoro – o non è solo quello –, io lo faccio per passione. Non sono un industriale del sesso, sono un amante del sesso che vive la libidine ventiquattr’ore su ventiquattro.

Qual è la peculiarità della CentoXCento, la tua casa di produzione? Su cosa si fonda il vostro successo? C’è alla base una sorta di “poetica”, una visione particolare di come si dovrebbe fare pornografia?

L’esclusiva della CentoXCento è da sempre quella di selezionare persone vere. È per questo che, nell’organizzare la scena, dico sempre alla partecipante: “Nulla è obbligato, fai quello che ti piace”, perché questa è la mia poetica! Perciò vengono fuori scene genuine, perché non ci sono costrizioni. Questo non avviene nel porno classico, dove esiste una scaletta rigida, per cui, se una non si sente di fare quella cosa in quel particolare momento, la deve comunque mettere in scena. Chiaramente, in quei contesti è più difficile lasciarsi andare, diversamente dalle scene costruite da me che seguono una disciplina di libertà assoluta dei partecipanti. E poi io non chiedo mai a chi appare nei mie film di aderire a un certo canone. Non mi importa di sapere, quando mi chiamano la prima volta, se sono magre, grasse, ecc. L’unica cosa che domando è che siano realmente animate dalla volontà di farlo. Questa è la mia politica alla CentoXCento. Per ciò, non te lo nascondo, siamo amati e odiati, senza vie di mezzo. C’è chi ama vedere persone qualunque di fronte alla telecamera e chi ama il professionismo. Noi amiamo mettere in campo donne realmente libidinose, questa è la nostra cifra distintiva. Il sesso deve essere vero e quello vero non si fa a bordo piscina, o sull’aereo come nei porno delle grandi produzioni. Lo fai nella stanza da letto di tutti i giorni. Per dirla sotto metafora, invece che andare nel ristorante con cuochi professionisti, noi siamo per la spaghettata a casa.

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Se non ho capito male, alla CentoXCento, vi capita di ricevere chiamate da donne che chiedono di poter girare per il puro gusto di farlo. Secondo te che cosa spinge una donna a mettersi in mostra fino ad apparire in un film porno e senza ricevere in cambio una retribuzione? Si tratta di esibizionismo, di perversione? Dicci tu.

Volersi mettere alla prova per una donna, specialmente dopo una certa età, magari poi se ha avuto dei figli, se ha la cellulite, e non si sente più bella, è una tendenza più diffusa di quanto si possa pensare, credimi! La sfida sta nel dimostrare che “anche io posso recitare in una scena porno”. Malgrado i difetti e le imperfezioni, la libidine resta e c’è voglia di darne prova a se stesse e agli altri. Quindi, sì, direi che c’è esibizionismo, tanto, e libidine. È importante poi sottolineare che i ragazzi che lavorano sul set con me sono tutti selezionati, quindi queste donne sono anche sicure di trovare dei maschi (tutti con certificazione sanitaria, sia chiaro!) capaci di garantire loro un certo tipo di prestazioni. Roba che spesso non trovano con i mariti, o gli amanti di turno. Io garantisco che con me, qualunque donna possa trovare soddisfazione. Tanto che, ad un certo punto, il soggetto ripreso neanche si rende più conto di avere davanti una telecamera. Poi, certo, come chiedevi tu, c’è una misura di perversione… E ti faccio una confidenza: nel sud Italia è maggiore. Lì stanno le vere femmine. Al sud, anche se potrebbe non sembrare, c’è una mentalità più disinibita.

Credo che molti abbiano la fantasia di “esporsi” in una pellicola pornografica, ma sono anche persuaso del fatto che, se si ritrovassero realmente nella condizione di poterlo fare, verosimilmente l’ottanta percento alla fine declinerebbe. Sai, un po’ come quelle fantasie che vanno bene, ma solo fin tanto che restano tali. Probabilmente tutto deriva da una sorta di pudore inconscio. Mostrarsi ed “eseguire una prestazione” di fronte alla telecamera suppongo richieda di vincere tutta una serie di pudori e paure. Tu provi mai o hai provato pudore e, se sì, come fai a superarlo?

Condivido la tua riflessione, molti declinerebbero. Il problema non sussiste con la CentoXCento però. Chi chiama da noi per recitare ci conosce ed è fortemente motivato. Sanno anche che non devono farsi dei complessi. Puoi essere pingue, magro, normodotato, ma sai anche che noi portiamo in scena chiunque, purché lo desideri realmente. Probabilmente, la donna in carne ne ha già vista un’altra altrettanto pingue come lei, in un nostro video, e ci si è identificata. Non è come entrare sul set con maschi tutti ipertrofici e donne perfette che fanno tre ore di sport al giorno. Per altro noi, quando arriviamo nelle case delle persone, prima di tutto cerchiamo di creare l’atmosfera, ridiamo, scherziamo, beviamo qualcosa insieme. È tutto molto umano e quasi tra amici. Per rispondere alla parte finale della tua domanda, ti direi che no, io non ho mai provato pudore. C’è un’unica cosa che, più che inibirmi, mi infastidisce… Io ho recitato tanto coi professionisti, a suo tempo, prima di creare questa realtà così diversa della CentoXCento. Allora c’era molta gente che chiedeva di entrare a curiosare. Non mi piace sentirmi osservato da estranei e non mi piace chi sta seduto in un angolo a contemplare la scena: o partecipi, o te ne vai in un’altra stanza, dico io! Poi guarda, io riuscirei anche a girare sulla spiaggia in mezzo alla gente, però allora subentrerebbe l’aspetto attoriale, il semplice fare una performance e non mi interessa. Nella CentoXCento vedi quello che sono davvero, l’uomo libidinoso.

FRANCE/HUNGARY. Shooting of a pornographic movie. 1995.

Tutti segretamente immaginano che l’attore porno sia una sorta di privilegiato: il suo lavoro, dal punto di vista della massa, consiste nel “godere”. Quello che vorrei chiederti è: ma è poi vero che la tua vita è solo e soltanto estasi carnale? Riesci sul serio a provare piacere, quando devi mettere in scena una performance con una donna appena conosciuta e con cui non hai alcuna intimità? Facendo tutte quelle acrobazie sul letto, che solo a vederle viene più da pensare a un atto ginnico che a una sincera scopata tra amici, davvero si prova del godimento?

Per me sì, si tratta solo di estasi carnale, almeno adesso. Rimasi talmente disgustato dalla freddezza del professionismo!il sesso non c’è, è tutta una questione meccanica, condizionata. La mia definizione degli orgasmi avuti sui set professionistici è di  orgasmi strappati, perché non sono spontanei, rilassati, veri. Per cui quando uscii da quel settore giurai a me stesso che mi sarei impegnato in ogni modo per creare un prodotto il più lontano possibile, con persone vere. Quindi, giusto per ribadire il concetto, io provo piacere, sì, e lo provo perché ho la certezza che, nel momento in cui le donne mi chiamano, lo fanno perché sono vogliose di fare.

Quindi a te basta che ci sia la loro partecipazione per provare piacere? Non importa che la donna in questione sia alta, bassa, grassa, o skinny?

Sì, assolutamente! È come andare con una escort, o trovare una persona che abbia realmente voglia di fare sesso. Fai sesso in entrambi i casi, questo è ovvio, ma sussiste comunque una profonda differenza. Ovviamente, poi, la donna mi deve dare un segnale. Per mia fortuna, raramente ho trovato donne a cui non sia piaciuto, o a cui non siano piaciuti i ragazzi che lavorano con me. Ti spiego, non è che una donna mi chiama e il giorno dopo io organizzo la scena. C’è almeno una settimana di gestazione, tra discussioni e scambi di foto. Al momento in cui arriviamo a girare, la persona è iperconvinta e molto partecipativa. Anche perché questo è un ambiente molto delicato. Negli anni hanno imparato a conoscermi, a capire che sono una persona molto seria. Nel settore trovi le persone per bene e poco per bene. Io tengo sempre un certo tipo di comportamento, quando vado nelle case di queste signore, o di queste coppie. Poi, ovviamente, debbo adattare la mia scarpa al piede. Prima di girare si discute. Io li chiamo gli ultimi dieci minuti e sono fondamentali. Con la donna di turno parliamo di quello che si sente di fare e di quello che le potrebbe dare fastidio. Per es., ci sono delle donne che mi dicono, che so, “Alex, quello dei tuoi ragazzi, quello con la barba, non mi piace”. Nel caso, io non faccio girare quel ragazzo lì. Quindi, nella mia totale ignoranza sono anche un po’ psicologo, perché è fondamentale anche capire la psiche della persona con cui devi andare a girare. Anche perché, perdonami se suona come una battuta, io la donna la metto a nudo non solo fisicamente, ma anche a livello psicologico, entrando nella sua intimità che non è quella distorta e confezionata della porno attrice, ma è quella di una persona normale di tutti i giorni.

FRANCE/HUNGARY. Shooting of a pornographic movie. 1995.

Da lungo tempo è in corso un dibattito tra gli intellettuali – ovvero tra le persone che probabilmente meno ne sanno di erotismo – se il porno sia una reale possibilità di libertà, o meno. Alcuni ne parlano come dell’atto estremo del capitalismo, cioè la vendita del proprio corpo, come nella prostituzione. Alex, tu ti senti libero?

Totalmente! Anche se sono un animale notturno: da scansare durante il giorno, ma da avvicinare la notte. Comunque, niente mi ha condizionato nelle mia scelta di fare porno. Io ci sono entrato, io sono uscito dal professionismo più asettico, io ho deciso di creare questa realtà della CentoXCento e mi piace continuare a fare quello in cui credo.

Vedendo un tuo film, chiunque noterebbe che tu e gli altri attori non usate propriamente un linguaggio dolce e gentile con le attrici. I vari “ciucciamelo, puttana”, “ti sfondo il culo”, eccetera eccetera, fioccano come coriandoli a carnevale. Le femministe direbbero che questa è brutalizzazione della donna e volontà di dominio tipico dei maschi insicuri e rozzi, che non conoscono il principio di reciprocità. Tu cosa risponderesti loro? Pensi che le attrici che recitano con te si sentano offese dal tuo linguaggio spinto?

Assolutamente no, anche perché, se non la dici tu la parolaccia, la dicono loro! Sono loro spesso a dirti “mettimelo nel…”, “fammelo sentire”, “fammi questo, fammi quello”. Un po’ perché siamo toscanacci e quindi per la parolaccia c’abbiamo un certa predilezione, ma anche perché facciamo un sesso vero e quindi spinto anche a livello lessicale. Bisogna capire che non esiste solo il modello della trombatina tra il babbo e la mamma il sabato sera, anche perché la gente vuole vedere qualcosa che vada oltre. Altrimenti sembrerebbe come con le ragazze dell’est. Sai quando c’era stata l’invasione? Erano chiamate “le mute”, perché ci scopavi ed erano mute come delle bambole. Se invece ti prendi la casalinga qualsiasi siciliana, o napoletana, quella nell’intimità grida, dice le parolacce. Si eccita anche così una donna normale. Quindi io risponderei alle femministe che le donne vogliono questo linguaggio. Chi dice il contrario spara solo un sacco di balle! Le femministe poi, che vuoi che ti dica, ci sono i documentari di Quark per loro, che si guardino quelli! E, comunque, da parte mia quel linguaggio è semplicemente eloquente e autentico rispetto alla situazione, ma non vuole assolutamente essere offensivo. È il naturale condimento sonoro del film.

Cosa differenzia una donna che fa porno da una che ha semplicemente una comune vita sessuale? Un’attrice è poi tanto diversa?

Sì, in maniera abissale. L’attrice porno, lo dice la denominazione stessa, recita una parte. Ci sono delle attrici porno che in questo senso sono fantastiche e abilissime nel simulare la passione sessuale. Da noi, invece, hai la certezza che la donna c’è, è vera.  Non mi è mai capitato che una che abbia recitato con me mi abbia chiesto, come invece avviene sui set professionali all’inizio, “quanto durerà?”. Da noi addirittura ci dicono “come, abbiamo già finito? Aspettate, ancora un altro po’…”

JAPAN. Tokyo. Filming or a pornographic movie. 1980.

Alex ritieni che il tuo lavoro abbia una sua dimensione artistica, oppure è soltanto lavoro, mera esecuzione muscolare? Voglio dire: dietro quello che fai, le scopate e tutto il resto, c’è un’estetica, un motivo che ti faccia pensare rivedendo i tuoi filmati, “ok, qui c’è qualcosa di veramente bello”?

Sì! Al di là del piacere di conoscere persone nuove e farci sesso, c’è una dimensione di sano compiacimento. Spesso penso che quello che ho fatto mi piace, che quella donna è stata particolarmente passionale, che i miei ragazzi sono stati bravi. Per questo non vedo il mio lavoro come un lavoro, ma come una passione. Non voglio dire che mi sento propriamente un artista, per carità. Sono uno qualunque che ci mette passione in quello che fa.

Ho visto un tuo film, preparando quest’intervista, dalla trama, come dire, vagamente estrema. Orinavi in bocca alla ragazza e poi seguivano diverse altre situazioni, similmente, se non ancora più forti. Vorrei chiederti, senza alcun pregiudizio davvero, cosa ci sarebbe di stimolante in quel film, dal tuo punto di vista? Te lo domando perché persino io, che pure non sono esattamente un ragazzino di primo pelo, ho avuto qualche difficoltà nel prendere visione delle scene succitate. Diciamo pure che mi si rivoltava lo stomaco. Potresti spiegarci quale sarebbe l’aspetto eccitante in questo tuo film?

Capisco a cosa ti stai riferendo, si tratta di una serie intitolata Extreme Alex Magni. Io mi muovo anche al di là dell’orizzonte del filmato etero classico, adeguandomi alle richieste delle ragazze. Come ti dicevo poc’anzi, io adatto sempre la scarpa al piede. Se sono arrivato a fare determinate cose con questa ragazza, è perché lei era una slave, una a cui piace fare la schiava e me ne aveva fatto esplicita richiesta. Prima di mettere in scena quello che hai visto, io avevo discusso una sorta di canovaccio con lei. Non c’è stato né obbligo, né forzatura, da parte di nessuno. Lei mi ha chiesto una situazione estrema e di sottomissione, voleva essere la mia schiava. Non hai idea di quante mi chiamino chiedendomi di fare di loro quello che voglio. Siccome le scene sono girate secondo piani sequenza senza interruzione, se la ragazza chiede il famoso stop, per andare al bagno, per un bicchiere d’acqua, o perché semplicemente non le va di continuare, noi blocchiamo tutto. Io sono andato avanti, seguendo l’ispirazione, proprio perché quella ragazza che tu hai visto non ha mai chiesto stop. Perché? Perché lei c’era, perché voleva queste cose qui, era soddisfatta del suo essere schiava. Quindi, sia chiaro, io non ho costretto nessuno, anche perché avrei altrimenti violato una legge. La gente deve capire che queste persone fanno quel che si vede nel video perché gli piace farlo. Quindi, per rispondere alla parte finale della tua domanda, il filmato in questione è eccitante perché ci sono delle persone che si eccitano a farlo e a vederlo, quelli che amano il sadomaso e il PSDM. In Italia va poco questo genere, però ci sono delle persone a cui non interessa il classico filmato. Anche a me poi è capitato di recitare nel ruolo di schiavo, con una donna che faceva da padrona, ma si deve presentare una situazione direi magica, una sintonia particolare…

Onestamente, Alex, ma secondo te l’attività di attore porno è solo un lavoro per persone rozze, esibizioniste, e volgari? Oppure c’è qualcuno tra voi che sia diverso da questi canoni, qualcuno per es. che abbia studiato, ami leggere, e che fuori dall’orbita della telecamera sia un rispettabilissimo cittadino con una vita segnata da interessi di alto livello?

Con noi recitano persone che svolgono i mestieri più disparati e gente coi titoli più vari. Ci sono molti professionisti (medici, avvocati) e gente plurilaureata. Abbiamo pure un paio di sacerdoti. Ti posso dire che i più perversi e sottili, quelli che io chiamo i dannunziani, sono proprio quelli plurilaureati. Durante il set chiedono cose che non potresti neanche immaginare. Diciamo che all’aumentare del livello culturale, per quel che ho avuto modo di constatare, corrisponde un aumento del grado di perversione. Tra un avvocato e un muratore, insomma, non c’è proprio competizione.

Alex, tu riesci a portare avanti normalmente una relazione amorosa con una donna, senza che il lavoro te lo precluda?

Io ho risolto questo problema in modo semplicissimo: sto con gente del mio ambiente. Nove su dieci, tra noi del settore, stanno con persone che fanno il loro stesso mestiere. E riesco così tranquillamente ad avere una comunissima relazione, più o meno breve o lunga, come avviene tra persone qualsiasi. Una persona tra virgolette normale, ovviamente, a relazionarsi con me andrebbe un po’ in paranoia, tipo “ma cosa fai domani?”, “con chi giri?”, “ma quella è più bella di me, cosa ti dà che io non ti do?”. Comunque, io riesco ad avere una vita affettiva pur essendo un attore porno

Qual è la tua visione della prostituzione? Tu ti senti, per dir così, un prostituto?

No, assolutamente. Oltre a fare ciò che mi piace, come tu ben sai, noi maschietti non possiamo fingere. E le donne che vengono con me sono amatrici estemporanee. Le prostitute invece, credi a uno che ne ha conosciute, lo fanno anche in privato, per così dire, loro malgrado. Ti dico che, anche in quel contesto, loro agiscono senza provare alcunché. Credo non riescano a conciliare il sesso col godimento, proprio lo vivono come una semplice attività slegata.

Come ti senti al pensiero che gli stessi che si toccano guardando un tuo film, poi pubblicamente rifiuterebbero di stringere la mano “a uno come te”?

Ti debbo contraddire su questo punto. Sarà che io sono uno talmente alla mano e semplice, alla portata di tutti, ma quando vado in certe fiere, o in qualche locale notturno a presenziare, vedo che le persone mi vengono incontro, mi abbracciano, mi stringono la mano, perché mi vedono come uno di loro.

https://www.youtube.com/watch?v=BJcAbTp5AlU&t=129s

Sarà perché io non comunico quell’immagine di distanza, l’idea di vivere su un altro pianeta. Mica sono come gli altri, per parlare con me non devi passare da una segretaria. E sono alla portata di tutti, anche perché lascio partecipare tutti… Il punto della CentoXCento, come avrai capito, è proprio questo, noi siamo una grande famiglia: se ti va, domani potresti recitare anche tu con noi, proprio tu che mi stai intervistando… (Ridiamo)