Nell’era digitale 2.0 ci si combatte spesso rovinosamente a colpi di tweet, e tra singoli individui e, miseria dei tempi, tra aziende e addirittura figure istituzionali di alto valore. Tra le tante, ha fatto notizia il caso del discusso tweet di Fiat rivolto all’avversaria Renault a proposito della (effettivamente palese) somiglianza tra la 500 nostrana e la Twingo della casa francese:

Complimenti Twingo, hai davvero una bella linea, non sembri nemmeno tu”.

A “parlare” è proprio una pungente 500 che evidenzia una somiglianza “sospetta”, mentre ad offrire la scusa per l’ironico messaggio è una ricorrenza speciale:

“Domani è il worldcomplimentday, stavolta facciamo i complimenti prima di riceverli. Complimenti!”, spiega Fiat nel testo del suo tweet.

Dalla Renault non sono arrivate risposte e quindi scatta legittima la domanda:

“Forse non ti piacciono i complimenti?”.

Ma quello che ora conta, al di là del caso specifico, è notare quanto e come questo tipo di comunicazione social (della serie: “ti stendo a suon di tweet”) continui da una parte ad accelerare ogni comunicazione istituzionale e/o formale (si pensi davvero a quelle del passato, per cui intercorrevano giorni se non settimane prima della risposta ad una semplice lettera o comunicato d’azienda), e dall’altra ad esasperarne il tono, o tone of voice come si dice in advertising , o l’ethos come si sarebbe detto in tempi di retorica aristotelica.

Instant marketing” è stato definito da alcuni, ossia la capacità di “essere sul pezzo” anche e anzi soprattutto da un punto di vista di “brand identity” e “brand awareness”. Come spesso accade, tante locuzioni anglosassoni vengono adoperate per mascherare e imbellire logiche semplici e scontate, e, soprattutto, per far apparire smart e young un banale e quotidiano lavorìo di pubblicità (o réclame, per fare i passatisti)

La coperta global nasconde quindi un tifo da stadio, partorito non da gagliardi ultras curvaioli ma dal triste e disumano rumore silenzioso dei tasti che compongono un banalissimo tweet: rimanendo nel caro e vecchio mondo pallonaro, l’augurio è quello di non assistere a una vera e propria guerra “inter-social-oriented”, ché la misura (e la pazienza) son già al limite