I vasi comunicanti presenti tra politica e spettacolo talvolta tendono ad influenzarsi più del dovuto: la politica diventa spettacolo e lo spettacolo si trasforma in messaggio politico. Così anche nel segmento moda e tendenze si registra una inarrestabile scalata dei fenomeni più pop e ruspanti dopo anni di copertine patinate e supremazia radical-chic. Il caso più emblematico è senza dubbio rappresentato dalla influencer Giulia De Lellis, ventiquattrenne di Pomezia, un passato da corteggiatrice di Uomini e Donne e vincitrice morale del Grande Fratello Vip. Una mora verace ed esplosiva agli antipodi rispetto alla nordica e filiforme Chiara Ferragni. 

Cosa accade quando questo vulcano mass-mediatico e interattivo incontra i bisogni di una importante casa editrice come la Mondadori? Nasce il caso editoriale Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo meglio senza, scritto a quattro mani dalla stessa Giulia De Lellis e dalla blogger Stella Pulpo: un memoriale vendicativo della giovane influencer ai danni dell’ex fidanzato, tronista e deejay Andrea Damante, presunto colpevole di frequenti scappatelle e tradimenti. Un esordio letterario liquidato dallo stesso Damante come «trash». Una categoria decodificata dal compianto Tommaso Labranca.

All’interno del suo pregevole articolo, Alessio Trabucco ha già magistralmente evidenziato la carenze di lettori dinanzi alla crisi identitaria dell’editoria italiana e del genere romanzo. Gli amori di Madame Bovary restano impolverati sugli scaffali delle librerie mentre le corna di Giulia De Lellis occupano i comodini degli italiani. Sarebbe opportuno però aggiungere una ulteriore riflessione: il libro firmato De Lellis non rientra nel genere romanzo ma nel genere dell’intrattenimento. Così come un colto programma giornalistico di approfondimento televisivo risulta essere profondamente diverso rispetto all’Infotainment. Il pubblico lettore che desidera possedere quanto prima la fatica letteraria della giovane Giulia De Lellis, prenotando su Amazon il volume prima ancora della sua stessa pubblicazione, decide di entrare in libreria esclusivamente ed appositamente per acquistare Le corna stanno bene su tutto, ma io stavo bene senza. Far sì che il lettore alzi il proprio sguardo attirato da altri autori (Nietzsche, Dante, Leopardi, Calvino, Sciascia, Bassani e Roth) è un compito che spetta proprio agli intellettuali organici e il primo passo risulta essere quello di comprendere questo nuovo mondo per deliberare, gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Degustare pregiati risotti al ristorante Il Foyer dinanzi alla Scala di Milano, sorto sulle ceneri de Il Marchesino fondato dallo chef Gualtiero Marchesi, non esclude la possibilità o la necessità di trasgredire qualche sera alimentandosi con gustosi cheeseburger McDonald’s, promossi dal ben noto Joe Bastianich (il fascino degli spot televisivi). Sarebbe opportuno  quindi diversificare le proprie scelte e i propri gusti, anche nel panorama letterario italiano, senza rischiare una rigida categorizzazione. 

 «We don’t talk anymore, like We used to do» recita una celebre canzone di Charlie Puth e Selena Gomez. Televisione, spettacolo, cinema e letteratura devono tornare a parlarsi come un tempo, mescolando alto e basso. Intellettuali e critici d’arte, in particolar modo Carmelo Bene e Vittorio Sgarbi, hanno forgiato il proprio personaggio televisivo sul palco del Teatro Parioli di Roma durante il Maurizio Costanzo Show.

Vero e proprio cacciatore di talenti, fu proprio Maurizio Costanzo a proporre alla moglie, Maria De Filippi, la conduzione del talk show Amici, in sostituzione di Lella Costa. Nel 1996 l’originario format di Amici prevedeva un dibattito riguardo le principali problematiche giovanili. La versione adulta del programma di Canale 5 assunse invece il nome di Uomini e Donne con vicende famigliari, coniugali e separazioni all’ordine del giorno. 

In seguito a un calo di ascolti, nel 2001 Uomini e Donne cambia radicalmente pelle e si trasforma in un dating show di successo. Formare all’interno dello studio televisivo e durante incontri in ambientazioni esterne, rigorosamente sotto l’occhio vigile della telecamera, una coppia capace di costruire una relazione sentimentale nella vita reale e quotidiana. Questo gioco della seduzione si basa sugli archetipi del corteggiato (il tronista o la tronista) e del corteggiatore. In amore vince chi fugge ma il pubblico di certo non scappa, anzi resta incollato ai teleschermi. 

Il capolavoro mediatico di Uomini e Donne ruota attorno alla figura stessa della ideatrice e presentatrice: Maria De Filippi. «Bloody Mary», come viene apostrofata dai suoi principali detrattori per la capacità di cannibalizzare gli ascolti, conduce il programma accomodandosi sugli scalini centrali dello studio e osservando il tutto con un distaccato interesse.

Maria De Filippi ha il merito di saper toccare le corde giuste e divulgare le giuste emozioni parlando direttamente alla «pancia» di un pubblico trasversale, eterogeneo ma popolare: ingredienti politicamente utilizzati dai principali partiti italiani anti-establishment. Maria De Filippi possiede inoltre la capacità di anticipare o indirizzare il dibattito socio-culturale del nostro Stivale, aprendo la trasmissione di Uomini e Donne all’amore durante la Terza Età (Il celebre Trono Over) e all’omosessualità. Come affermato dallo scrittore Fulvio Abbate:

Poche cose al mondo della nostra televisione credo sappiano raccontare l’Italia, i suoi balconi umani affacciati sulle umane attese, allo stesso modo di “Uomini e Donne”.

Non a caso, nel fenomeno della politica-spettacolo un ex concorrente della prima edizione del Grande Fratello, Rocco Casalino, riesce brillantemente ad attraversare i due vasi comunicanti e ad affermarsi come Portavoce del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.  

Nella odierna società post-ideologica, i telespettatori continuano arcaicamente a muoversi lungo il duopolio Destra e Sinistra: l’area progressista predilige l’offerta della terza rete Rai e di La7 mentre una fetta di pubblico conservatore sceglie l’accomodante intrattenimento dei canali Mediaset. Forse sarà proprio la giovane influencer Giulia De Lellis a scardinare questa rigidità mediatica. Dinanzi al suo successo, anche diversi marchi di intimo e di lusso hanno abolito la puzza sotto al naso e cominciato a considerare il fenomeno De Lellis. Come evidenziato da Selvaggia Lucarelli: 

Mentre fino a qualche anno fa una ragazza che arrivava da “Uomini e Donne” aveva come prospettiva più ambiziosa qualche serata in discoteca o un falò a “Temptation Island”, ora l’ex corteggiatrice De Lellis è in prima fila alle sfilate della fashion week. 

Il fenomeno De Lellis giunge quindi anche sugli scaffali delle librerie Mondadori e Feltrinelli, pronto a scalare la classifica dei libri più venduti. Niente male per una ragazza che al Grande Fratello è passata alla storia per frasi come: La capitale dell’Africa è l’Egitto.

Cerchiamo quindi di non giudicare o pregiudicare una componente importante del paese reale. Fu proprio il giornalista e intellettuale anglofilo, Beniamino Placido, a intuire per primo il riflesso del piccolo schermo tra la società curando, attraverso le colonne di Repubblica, la rubrica di critica televisiva A parer mio. È necessario comprendere quindi il frastuono delle nuove fasce popolari culturalmente in subbuglio per poi guardarci allo specchio. Osservare la televisione significa anche compiere un lavoro introspettivo. Perché in ognuno di noi c’è una parte (piccola o grande) di Giulia De Lellis.