Giovedì 26 maggio in Statale si parla di Tolkien. L’evento è organizzato dalla rivista «Antarès – prospettive antimoderne» e dalla casa editrice Circolo Proudhon, con il patrocinio della Società Tolkieniana Italiana. Non è che la prima di una serie di collaborazioni che vedranno impegnate le due giovani realtà in iniziative dedicate ad autori controcorrente e approfondimenti tematici. A inaugurare questa rassegna è J. R. R. Tolkien, creatore di un mondo che ha fatto e continua a far sognare generazioni di lettori, giovani come adulti. Il titolo del simposio, che si terrà a partire dalle 15 presso l’Aula Crociera Alta di Studi Umanistici di via Festa del Perdono 7, è In difesa della Terra di Mezzo, che riprende a sua volta quello di un libro (che non sarebbe male tradurre in italiano…) tutto dedicato al Legendarium tolkieniano e firmato da Patrick Curry: Defending Middle-Earth: Tolkien, Myth and Modernity.

Mito e modernità: ecco le chiavi di lettura che orienteranno i lavori del 26 maggio, cui parteciperanno studiosi del pensiero tolkieniano appartenenti a tre generazioni diverse, segno della vivacità del dibattito che si è sviluppato attorno alla figura del professore di Oxford. Ad aprire la discussione sarà Gianfranco de Turris, nome che non ha bisogno di presentazioni per chi conosce il mondo di Tolkien, che si soffermerà sull’importanza del simbolismo di Tolkien nei domini della letteratura fantastica. Paolo Gulisano, invece, parlerà della dimensione utopica dell’opera tolkieniana. Sarà poi il turno di Chiara Nejrotti, che si concentrerà sul rapporto tra tempo e nostalgia che permea Il Signore degli Anelli. Davide Bigalli, invece, parlerà dell’archetipo del ritorno del Re, presente in diverse culture e tradizioni, un simbolo che transita da Artù a Sebastiano di Portogallo, da Ras Tafari… ad Aragorn. Luca Siniscalco, infine, approfondirà i rapporti tra Tolkien e Lewis. A introdurre e moderare saranno Andrea Scarabelli, direttore di «Antarès», rivista che anni fa ha dedicato un fascicolo a Tolkien, e Ippolito Emanuele Pingitore, di Circolo Proudhon, giovane realtà editoriale il cui catalogo ospiterà gli atti del convegno.

Percorsi diversi ed eterogenei, modalità differenti di approcciare un autore che ha ancora molto da dire all’umanità del XXI secolo. E il successo delle sue opere, autentici evergreen che sfidano il trascorrere del tempo, non fa che confermarlo. Giovedì 26 maggio si tornerà a riflettere su quello che lo storico Franco Cardini chiamò un compendio di mitologie, un’opera corale nella quale entrano e si coniugano i temi di tutte le componenti archetipiche dell’Occidente. Ma sarà anche l’occasione per ripensare il messaggio di un autore da sempre impegnato nella denuncia delle ideologie e dei totalitarismi, dell’industrializzazione selvaggia e della tecnica omicida. Un appuntamento imperdibile, per tornare risolutamente a difendere la Terra di Mezzo dai Signori dell’Oro e della Guerra.