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Il Tutto non è la semplice somma delle parti

L’Enciclica di Papa Francesco è un invito a concepire la Totalità come una rete di relazioni continue e interdipendenti tra i singoli elementi che la compongono. Così facendo, la riflessione cattolica si pone in continuità con alcune teorie denigrate dal paradigma dominante della nostra società, dall’Ecologia profonda alla fisica quantistica, dimostrandosi aperta al dialogo con altre religioni e filosofie, senza per questo rinnegare se stessa.
di - 3 luglio 2015

“L’ecologia studia le relazioni tra gli organismi viventi e l’ambiente in cui si sviluppano. Essa esige anche di fermarsi a pensare e a discutere sulle condizioni di vita e di sopravvivenza di una società, con l’onestà di mettere in dubbio modelli di sviluppo, produzione e consumo. Non è superfluo insistere ulteriormente sul fatto che tutto è connesso. Il tempo e lo spazio non sono tra loro indipendenti, e neppure gli atomi o le particelle subatomiche si possono considerare separatamente. Come i diversi componenti del pianeta – fisici, chimici e biologici – sono relazionati tra loro, così anche le specie viventi formano una rete che non finiamo mai di riconoscere e comprendere. Buona parte della nostra informazione genetica è condivisa con molti esseri viventi. Per tale ragione, le conoscenze frammentarie e isolate possono diventare una forma d’ignoranza se fanno resistenza ad integrarsi in una visione più ampia della realtà”. - Papa Francesco, Enciclica Laudato Si’, paragrafo 138

Dal Cantico all’Enciclica, da Francesco a Francesco, dal Santo al Papa: Laudato Si’ conferma di essere la formula con la quale il cattolicesimo si rapporta con la Natura nel corso dei secoli. Le aspettative per un testo organico a difesa della Terra da parte della Chiesa cattolica, in un periodo di crisi ecologica e sociale, erano molto alte, così come le possibili perplessità. Ma Papa Francesco non ha tradito le speranze, anzi le ha superate, come dimostrano i pareri positivi di Carlo Petrini (fondatore di Slow Food) e Maurizio Pallante (fondatore del Movimento per la decrescita felice in Italia), il quale ha definito la posizione pontificia più alternativa di quella di molti altri sedicenti ambientalisti. Infatti, i duecentoquarantasei paragrafi dell’Enciclica, non si limitano a ribadire il ruolo dell’uomo dinnanzi al Creato, secondo la tipica formulazione biblica di “custode”, ma si aprono a concetti molto più radicali, in continuità con diverse teorie perlopiù ignorate dalla società, in quanto spesso pericolose per il paradigma dominante. Secondo Leonardo Boff, ex frate francescano, autore del libro il Tao della liberazione e collaboratore diretto del Papa durante l’elaborazione dello scritto: «I concetti centrali, che articolano tutto il testo, sono la concezione che tutto sta in relazione con tutto. Tutto è relazione e niente esiste fuori dalla relazione. Questa è la convinzione della fisica quantistica e della nuova cosmologia».

La Totalità espressa dal Pontefice non trascura nessun aspetto della vita, umana e non, ma viene articolata sapientemente e sistematicamente nel corso del testo. La connessione tra ogni creatura è ripresa direttamente dal Catechismo, nel quale si afferma che: «L’interdipendenza delle creature è voluta da Dio. Il sole e la luna, il cedro e il piccolo fiore, l’aquila e il passero: le innumerevoli diversità e disuguaglianze stanno a significare che nessuna creatura basta a se stessa, che esse esistono solo in dipendenza le une dalle altre, per completarsi vicendevolmente, al servizio le une delle altre». Così come ogni essere vivente è in relazione agli altri, anche le diverse sfere della società sono intrinsecamente connesse. La visione ecologica diventa un modo per comprendere la realtà, non solamente naturale, ma anche sociale. Proprio per questo, Papa Francesco definisce la sua ecologia “integrale”: «Oggi l’analisi dei problemi ambientali è inseparabile dall’analisi dei contesti umani, familiari, lavorativi, urbani, e dalla relazione di ciascuna persona con sé stessa, che genera un determinato modo di relazionarsi con gli altri e con l’ambiente. C’è una interazione tra gli ecosistemi e tra i diversi mondi di riferimento sociale, e così si dimostra ancora una volta che “il tutto è superiore alla parte”». Da qui, la condanna esplicita del paradigma tecno-scientifico, che con l’egoistica pretesa di risolvere da solo i problemi sociali ed ecologici, non tenendo conto delle relazioni che esistono tra le cose, non fa che crearne altri. L’appello in questo caso è soprattutto culturale, teso al sano confronto tra le diverse teorie e discipline in vista di un bene comune: «È necessario ricorrere anche alle diverse ricchezze culturali dei popoli, all’arte e alla poesia, alla vita interiore e alla spiritualità. Se si vuole veramente costruire un’ecologia che ci permetta di riparare tutto ciò che abbiamo distrutto, allora nessun ramo delle scienze e nessuna forma di saggezza può essere trascurata, nemmeno quella religiosa con il suo linguaggio proprio».

Attraverso quest’organica articolazione, la teoria esposta nell’Enciclica si pone in antitesi al modello odierno, consumista e riduzionista, e in continuità con religioni e filosofie che hanno sempre sottolineato l’onnipresente connessione tra tutto ciò che è vita, dal Buddhismo all’Ecologia profonda. Nel farlo, Papa Francesco attinge alle Sacre Scritture e ai fondamenti della religione cattolica: «Le Persone divine sono relazioni sussistenti, e il mondo, creato secondo il modello divino, è una trama di relazioni. Le creature tendono verso Dio, e a sua volta è proprio di ogni essere vivente tendere verso un’altra cosa, in modo tale che in seno all’universo possiamo incontrare innumerevoli relazioni costanti che si intrecciano segretamente. Questo non solo ci invita ad ammirare i molteplici legami che esistono tra le creature, ma ci porta anche a scoprire una chiave della nostra propria realizzazione. Infatti la persona umana tanto più cresce, matura e si santifica quanto più entra in relazione, quando esce da sé stessa per vivere in comunione con Dio, con gli altri e con tutte le creature. Così assume nella propria esistenza quel dinamismo trinitario che Dio ha impresso in lei fin dalla sua creazione. Tutto è collegato, e questo ci invita a maturare una spiritualità della solidarietà globale che sgorga dal mistero della Trinità». La Trinità diviene, allora, non soltanto l’esempio perfetto per dimostrare la dinamicità e la relazione costante tra tutte le creature viventi, ma anche espressione di quel mistero, caratteristico sia della Fede che della Natura.

Per approfondire con il Circolo Proudhon

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