La società contemporanea ha progettato la distruzione di quella famiglia che, utilizzando un termine in realtà non adatto, siamo soliti definire, per comodità, tradizionale. Più che una tradizione, la famiglia è insieme il luogo ed il momento in cui l’essere umano rinuncia al proprio egoismo e al proprio individualismo per donarsi interamente all’altro. Il risultato di questo atto d’amore, di questa donazione di sé, è la vita. La famiglia così formatasi rappresenta il perno della società, l’elemento puro da cui prende forma l’intera struttura sociale e il sistema dei rapporti all’interno della società, che sopravvive grazie ad essa. Perché, allora, si cerca di neutralizzare la famiglia? Qual è lo scopo di questa battaglia che mina alle fondamenta dei tradizionali nuclei familiari? Da diversi anni è in atto un processo di isolamento totale dell’individuo. Un individuo solo ed isolato risulta più facile da controllare, da plasmare, da educare ad un nuovo sistema di “valori”. Per fare tutto questo è necessario sradicare la persona umana dai tre grandi pilastri su cui si basa l’esistenza sociale e spirituale di ogni uomo, e cioè dal suo legame con il Sacro, con la propria terra, ed infine con la propria famiglia. Ma concentriamoci sul terzo elemento tra quelli sopra elencati. La famiglia rappresenta il luogo fisico e sociale nel quale l’individuo viene educato e tutelato, addestrato a discernere ciò che è giusto e ciò che è sbagliato mentre è immerso tra le molteplici sirene del mondo. Il processo di instaurazione della dittatura del relativo, per cui tutto è vero e nulla è verità, in base ai nostri desideri momentanei, trova nell’istituzione familiare un ultimo degno avversario da eliminare. Se non altro perché la famiglia rappresenta da sempre il principale veicolo di trasmissione dei valori, del sacro, della fede, dell’educazione, delle priorità, delle tradizioni. In altre parole, essa costituisce una delle ultime istituzioni medievali rimaste e come tale deve essere superata; se non del tutto, quanto meno nella sua forma arcaica.

I sostenitori delle teorie di genere stanno monopolizzando la scuola, eterno secondo in materia di educazione e formazione delle nuove generazioni, inserendo all’interno dei programmi scolastici alcune attività speciali, ufficialmente riservate a promuovere “l’educazione al rispetto delle diversità”. Le televisioni pubbliche e private modificano il linguaggio utilizzato, rendendolo più adatto al nuovo pubblico, più funzionale alla lezione che si vuole impartire. Ci vengono proposti, in prima serata, quadretti familiari allargati in cui vivono figli provenienti da matrimoni diversi, che spesso si innamorano. Il terreno culturale è pronto: le istituzioni politiche terminano il lavoro trasformando le nuove istanze, permeate nelle società ed incastonate nell’immaginario collettivo, in diritti universali. Come resistere a tutto questo? Rafforzando in tutti i modi ciò che altri hanno intenzione di distruggere. Far sì che genitori e parenti non deleghino l’educazione e la formazione delle nuove generazioni a programmi televisivi, siti web e, visti e considerati gli ultimi avvenimenti, all’istituzione scolastica. I genitori devono riappropriarsi ora più che mai e senza paura del compito che è stato loro affidato, e cioè crescere uomini e donne saldi nello spirito. Dimostrare che la famiglia fondata sull’amore è sufficiente a vincere la battaglia. Il pensiero dominante troverà sempre un cavaliere lungo la via, a difesa della verità.