Quando di politica se ne parlava nei bar, le gaffe dei politici erano oro per il volgo alcolico. Se la politica fosse ancora bar, qualche anzianotto, di Gasparri, probabilmente ne direbbe peste e corna. Perché come diceva Gianfranco Funari: “se uno è str[…], non je posso dì stupidino – si crea delle illusioni – je devi dì str[…]”. Peccato, però, che ormai la politica abbia abbandonato quel locus impregnato di convivialità caffeica, trasferendosi, in via definitiva, nelle finestre ultraglobalizzate dei social network. E che, forse, alle espressioni colorite, si preferiscano gli inglesismi, altrettanto volgari ma che inorridiscono sicuramente meno. Sembrerebbe paradossale ma proprio in quel non-lieu, divenuto ormai l’unica agorà del dibattito politico italiano, si è consumata l’ennesima figuraccia – si fa per dire – dell’onorevole Gasparri. Il senatore, infatti, il 10 gennaio del nuovo anno, è caduto in un colpo gobbo tesogli da un avventore della rete. L’ex militante missino ha confuso Jim Morrison –  frontman del gruppo rock The Doors – con un impunito ladro di origini albanesi. Insomma, una sciocchezza di poco conto. Del resto, lo stesso Gasparri ha sottolineato quanto egli non sia avvezzo alla cultura pop, e che, di fatto, non sia assolutamente tenuto a conoscere vita, morte e miracoli delle rockstar. Niente di più legittimo.

Infatti il problema è di ben altra caratura. Che Gasparri conosca o meno il Re Lucertola – soprannome con cui i fan dei Doors amavano fregiare il proprio beniamino – poco importa. Ciò su cui sarebbe opportuno soffermarsi è quell’attitudine, quel talento con cui il senatore continua imperterrito a collezionare scivoloni. Così, senza alcuna remora. Come se le sue magre figure non inquinino in qualche modo la serietà delle istituzioni. Perché un conto è non conoscere una rockstar, ma è ben altra faccenda quando a quella “mancanza” seguono dichiarazioni oltraggiose: “i fan dei Doors mi sembrano tutti dei drogati” – ha ribattuto il senatore dal tweet facile. Insomma, ciò che rende un politico un bravo oratore è anche la capacità di incassare uno scivolone, senza sembrare un perfetto idiota. Come un bravo pugile si vede quando è alle strette; un bravo politico, quando incalzato dai suoi detrattori, mostra compostezza. Un’attitudine che lo sventurato onorevole sembra aver dimenticato. Del resto, il senatore non è nuovo alle cantonate virtuali. Qualcuno ricorderà, infatti, che non troppo tempo addietro, si era scagliato contro una giovane adolescente, canzonandola per la sua silhouette sin troppo tondeggiante per l’occhio raffinato del politico romano. Arrivando addirittura a scrivere: “Meno droga e più dieta. Sei messa male…“.

Forse, dovremmo indignarci. Forse dovremmo, ma non di certo per delle lacune musicali di poco conto, piuttosto per quella riecheggiante retorica, secondo la quale ogni interlocutore si imbatta nell’onorevole, sarebbe un tossicodipendente. Nella speranza che il senatore ritrovi quella compostezza politica che meglio si addirebbe ad una carica istituzionale.