“Cappuccetto rosso e Cenerentola sono fiabe “sessiste”. È quanto sostiene la ministra dell’Istruzione francese, Najat Vallaud-Belkacem, che ha lanciato una campagna per migliorare i libri utilizzati nei programmi delle elementari “prevenendo stereotipi discriminazionali che alimentano l’ineguaglianza tra gli alunni” – ha detto la ministra citata da ‘Le Figaro’. I nuovi programmi delle elementari, ha sottolineato, “sono un’occasione importante per migliorare i libri di scuola e prevenire stereotipi e discriminazioni che alimentano l’ineguaglianza tra gli alunni”. La ministra ha citato uno studio del centro Hubertine Auclert secondo cui molte favole sono spesso “imbottite di rappresentazioni sessiste”. Il dossier sulle “rappresentazioni sessiste” nel primo anno di scuola elementare analizza 22 manuali illustrati destinati ai giovanissimi. Nello studio si sostiene che in quasi tutte le fiabe i personaggi femminili sono vittime di stereotipi e bambine e donne vengono spesso rappresentate in cucina o mentre svolgono faccende domestiche”.

Questo il testo, riportato per intero, apparso sul sito dell’agenzia Adnkronos. http://www.adnkronos.com/fatti/esteri/2015/10/12/francia-stop-cappuccetto-rosso-cenerentola-sono-sessiste_w26PTEJE7cxfCKPneLjIxJ.html?refresh_ce

Avendo già firmato la petizione rivolta al ministro Giannini affinché intervenisse contro la censura sui libri per bambini pensata dal neo-sindaco di Venezia, desidero ora approfittare dell’occasione per autodenunciarmi: Signora Ministro dell’Istruzione francese, Signor sindaco di Venezia, chi scrive ha letto e continua a leggere poesie di amore omosessuale (Saba, Penna, Lorca, Pasolini) e, pensate, anche La Divina Commedia, dove si parla della “reverenza” (come la chiama, virgolettato compreso, Alberto Cristofori, che la Commedia l’ha curata per varie edizioni scolastiche) che Dante mostra verso il suo maestro sodomita Brunetto Latini.
Occorre quindi chiedersi: perché non epurare anche Omero e quelle sbrodolate filo-pederastiche dell’Iliade e dell’Odissea? Perché non sospendere l’uso del computer dal momento che è “figlio” di Alan Turing (questi figli dei gay…), inventore del primo computer e che, com’è noto, morì suicida, stravolto dagli ormoni che fu costretto ad assumere per “curare la sua omosessualità”.
E poi la Bibbia: che dire della figura della donna-costola-seconda a tutti gli uomini (Corinzi
11,3: “Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l’uomo”; Colossesi 3,18: “Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore”; Ecclesiaste 7,26: “Trovo che amara più della morte è la donna, la quale è tutta lacci: una rete il suo cuore, catene le sue braccia. Chi è gradito a Dio la sfugge ma il peccatore ne resta preso”)?!

Attenzione anche a La Sirenetta di Hans Christian Andersen (poteva essere etero il suo autore?! Suvvia…),  che ha dedicato la sua opera più famosa all’amore proibito (senza voce, appunto) per un uomo.
Attenzione, ovviamente, ai cartoni animati della televisione: che dire della famiglia di Heidi, composta di un nonno e di una capretta? Quali nefandezze si nascondono dietro questo triangolo?! E cosa pensare delle tartarughe ninja: quali orrori e quali perversioni negli spogliatoi? Lady Oscar… vogliamo parlarne? Quella lesbica innamorata di Maria Antonietta…
E se, già che ci siamo, Signora Ministro e Signor sindaco, rimettessimo in vigore la schiavitù, dal momento che a eliminarla fu quel presunto ricchione di Abraham Lincoln, sedicesimo presidente degli USA?
Infine, che dire della produzione artistico-peccaminosa in sé di Michelangelo, Leonardo, di Gertrude Stein, delle conquiste di Alessandro Magno, dei pervertiti versi di Oscar Wilde e di quelli di Saffo, che dire di Balzac, Pessoa, Marinetti e Melville, Rimbaud e Verlaine…
Il mondo sta andando a pezzi ed è tutta colpa loro e, ancor più, di quelle disgraziate di Cenerentola e Cappuccetto Rosso.

Perché se è vero che creare fantasmi è pericoloso, andrebbe ricordato che, oltre a essere un esercizio inutile, lo è massimamente rintracciarne l’esistenza a ritroso nel tempo, in un passato già codificato e già inserito nell’enciclopedia tribale della nostra cultura.

Cultura, appunto.