Si è conclusa ieri l’annuale rassegna dedicata al fumetto, all’animazione e al gioco, più grande d’Europa, seconda al mondo solamente al Comiket di Tokyo. Stiamo parlando del Lucca Comics & Games, che, in occasione del suo cinquantesimo anniversario, ha tenuto aperte le proprie porte per ben cinque giorni, registrando un’affluenza record (con tanto di sold out domenica). La manifestazione è nata nel 1966, quando la città di Lucca ha ospitato la seconda edizione del Salone Internazionale dei Comics. Dopo numerosi cambiamenti, dal 1995 è stato adottato il nome odierno e l’evento ha progressivamente preso la forma attuale. Chi pensa al Comics come una semplice fiera, sbaglia. Si tratta di un’esperienza, in grado di attirare persone di tutte le età, da ogni parte di Italia e non solo. Per l’occasione, la città si trasforma: i vastissimi padiglioni vengono allestiti nelle piazze, teatri e musei ospitano i numerosi eventi, le strade vengono invase da migliaia di persone (più di 250.000 paganti quest’anno). A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva ci pensano i cosplay, alcuni dei quali accurati al punto da far sembrare reali i personaggi imitati. Immaginate di passeggiare accanto a Dylan Dog, di parlare con Gandalf, di farvi fotografare con Iron Man: ecco, è questo che vi stiamo raccontando.

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Piazza San Michele, tradizionale punto di ritrovo delle genti di Lucca, affollato di curiosi e visitatori

Girovagando per le vie di Lucca, percorrendo le sue bellissime mura e riposando un po’ nelle piazze, ci si ritrova dunque a contatto con realtà differenti, non solamente appartenenti ai mondi dei fumetti, dell’animazione e del gioco, ma anche a quelli della narrativa, del cinema e della musica. L’eterogeneità consente a persone con interessi diversi di prendere parte alla manifestazione e di confrontarsi con universi culturali sino a quel momento poco esplorati. Le proposte offerte dal Comics & Games sono letteralmente infinite: mostre, conferenze, concerti, parate, proiezioni e anteprime, tutte rigorosamente organizzate e presentate. Impressionanti i padiglioni Carducci, situato fuori dalle mura e interamente dedicato ai giochi (da tavolo e virtuali), e Napoleone, dove decine di editori hanno esposto le proprie proposte nel bel mezzo della città.

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Una delle tavole presenti alla mostra “Il cinema a pennello”

Ad alzare ulteriormente il livello, ci pensano gli ospiti, di portata internazionale, che ne prendono parte. Probabilmente, quest’anno il personaggio più atteso era Frank Miller, il fumettista creatore, tra gli altri, di Devil: Rinascita, Sin City e 300. Durante la conferenza, tenuta sabato al teatro del Giglio, il maestro ha parlato della sua carriera, rispondendo a diverse domande, focalizzate sull’importanza del suo lavoro, che ha contribuito a rendere il mondo fumettistico un qualcosa anche per adulti. È Batman il personaggio che incarna maggiormente questo mutamento. Negli anni Ottanta, il giustiziere di Gotham era sì l’icona della DC Comics, ma la sua testata non veniva comprata. Quando l’incarico di risollevare la situazione passò a Miller, egli sapeva di avere carta bianca in proposito. I capolavori Il ritorno del Cavaliere Oscuro (1986) e Batman: Anno Uno (1987) sono i risultati di questa volontà di cambiamento e, allo stesso tempo, di ritorno alle origini, le cui tematiche impegnate fanno affermare a Miller che «Batman è un terrorista, solo che è dalla nostra parte». Ironizza poi sui rapporti commerciali: «L’errore più grande degli editori è stato quello di accreditarci come autori», sostenendo come la situazione stia migliorando per tutti, lettori compresi. Molti altri ospiti di spicco hanno preso parte alla manifestazione: da Stefano Benni a Terry Brooks, passando per Gabriele Salvatores e Kaoru Mori, Folkstone e Brian Azzarello, Leo Ortolani a Zerocalcare (disegnatore ufficiale della locandina).

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La conferenza di Frank Miller (al centro), con la copertina ufficiale dell’evento realizzata da Zerocalcare

Insomma, il Comics & Games ha una valenza culturale e folkloristica. Sorprende sapere che ci sono persone a Lucca contrarie alla manifestazione, date anche le ingenti entrate economiche che essa determina (per trovare un posto dove alloggiare in città bisogna prenotare con mesi di anticipo). Le lamentele per mancanza di ordine pubblico non sembrano aver senso agli occhi del visitatore, che si ritrova in una situazione sì movimentata, anche caotica, ma mai pericolosa. Per questo, i fiumi incessanti di gente che affollano le strade dovrebbero essere motivo di vanto e non di critica. Allo stesso modo, gli scetticismi, di vario genere, vengono facilmente smentiti dalla reale portata dell’evento. Quello di Lucca dovrebbe essere considerato a tutti gli effetti un patrimonio per l’Italia tutta, da conservare e rinnovare con il passare del tempo. Se un giorno dovesse essere fermato, da chi non è disposto a vedere persone in festa sotto la propria casa per qualche giorno, sarebbe una sconfitta per tutto il Paese. Per una volta, invece di sparare a zero contro ogni cosa che viene fatta, si potrebbe provare ad apprezzare il grande lavoro degli organizzatori e ringraziare loro e la città di Lucca per aver offerto giorni di intrattenimento a migliaia di persone.