O forse vera, la fellatio, ma, nel caso, solo quella. Da settimane la rete e soprattutto le pagine più umoristico-comiche dei social network rimbalzano un video passato per (TV?) spot della bibita analcolica Sprite e pensato per il mercato tedesco. Il video parla da sé: una ragazza, intenta a praticare una comunissima fellatio, esprime nei suoi pensieri il desiderio di dissetarsi con una Sprite quando, deus ex machina, viene ascoltata e inondata dall’effervescenza sinestetica delle bevanda che sostituisce (almeno nell’interpretazione metaforico-allegorica di questa analisi) l’amplesso ultimo dell’atto sessuale orale. Un orgasmo gassato, al sapore di Sprite, dove quest’ultima si sostituisce alla sensazione di appagamento post-coito.  Il video (gratuitamente volgare e non si intende certo qua difendere o legittimare l’uso della volgarità in sé!) andando a guardare più a fondo, ma nemmeno troppo, risulta essere vecchio di almeno 10 anni e, leggendo qui e là sull’inaffidabile web, sembra essere a tutti gli effetti il risultato di un bluff ben orchestrato. Qui la lettera che l’autore del video, il regista Max Isaacson, avrebbe scritto per rivendicarne la paternità artistica e per sottolineare (excusatio non petita?) l’estraneità più assoluta della The Coca-Cola Company. Il risultato, cercato o inaspettato che sia, è quello che si legge tra le righe anche qui: semplicemente, stiamo ancora parlando di questo fake e, di nuovo, dopo 10 anni, lo (ri)facciamo senza esserci informati più di tanto sull’attendibilità della produzione che critichiamo (ma va detto, ancora una volta, che non è certo critica superflua quella alla volgarità di registro: mai!). Un esempio decisamente lodevole di utilizzo del linguaggio erotico in ambito pubblicitario è, invece, lo storico e ormai “cult” spot di Perrier, Eroticamente, che fu giustamente considerato d’avanguardia e che oggi si ritrova sui principali manuali di comunicazione tra i casi di “storia della pubblicità”.

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In ogni caso, viene da dire, “beviamoci su”…