Si sa, è la routine ad ammazzare il sentimento. Non solo nell’amore, ma anche nella vita in generale. Solo chi ha il coraggio di affrancare la monotonia, può essere realmente in grado di vincere la noia della quotidianità. Non è un caso che in quella caricatura che fu la saga del ragionier Fantozzi, il malcapitato Villaggio si abbandonasse in una digressione amorosa con i centralini delle hot line, il telefono erotico. Esausto dalla vita coniugale. In quell’immagine, ormai divenuta repertorio cinematografico italiano, era contenuta l’istantanea di un’Italia atavica, a tratti caricaturale. Ed eccolo lì, indelebile tra i ricordi della mente: il ragioniere, che indossando le vesti del grottesco, si lasciava guidare dalle pulsioni più basse, incoscente di chi stesse a sentire dall’altro capo del telefono. Una rappresentazione squallida, forse. Eppure mai morbosa, perché – si sa – quelle cose si fanno in due. E fu paradossale che anche in quell’occasione, la trama volle congiungere Fantozzi all’orecchio della signora Pina. Perché la coppia dovesse esser appaiata anche in quella mattanza del sentimento. Eppure in quelle scenette si manteneva una dignità. Poca forse, ma pur sempre presente. Non si era soli. O meglio, non si era disgiunti. Ci si congiungeva al telefono, attraverso l’apparecchio. In un simulacro che sublimava il reale.

E pensare che son passati solo trent’anni, o forse poco più. Eppure tutto sembra esser mutato così velocemente, lasciando alle hot line il sapore degli avanzi. I parametri sono cambiati, conseguentemente al mutarsi dei modelli antropologici. Quando il testosterone non era condannato, il sesso era una costante nella mente umana. Da quando siamo piombati in quest’incubo indefinito in cui tutto è femmina, la costante è divenuta la pornografia. Volgare come non mai, ma in cui ci si consuma volta per volta nella solitudine più assoluta. Soltanto nel 2015 PornHub ha totalizzato 21,2 miliardi di visualizzazioni, circa 6700 visite al secondo. Nel 53% dei casi, gli utenti si sono collegati attraverso uno smartphone. La parola “sex” sembra essere il verbo della comunità virtuale. Alla luce di questi fatti, arriva da Torino la nuova app che traghetterà il mondo in un futuro cyberpunk, in cui di fatto ci accoppieremo con delle macchine. Si chiama Erotic Smartphone, sebbene con l’Eros abbia poco a che fare. Perché questa app è pornografia pura. Un programma in grado di sublimare il desiderio in un simulacro intangibile di emozioni artificiali, in cui è possibile fingere dei rapporti fisici con il proprio telefono, con tanto di rumori annessi e connessi.

Eppure sembra tutto così consequenziale. Un tempo il proprio partner amoroso era quella personalità in grado di accompagnarci per un tratto della nostra vita. Ed oggi, chi meglio di uno smartphone sarebbe in grado di ottemperare a questo compito? Del resto, è sempre con noi, perché non dovrebbe esserlo anche in quei momenti, e magari esserne addirittura il protagonista. Saremo soli, sempre più soli, tuttavia avremo lì con noi Siri. Un cervello artificiale in grado di consigliarci un buono psicologo. Perché di quello avremo bisogno. Moriremo pazzi!