di Filippo Lusiani

Ultimamente capita spesso di aprire Facebook ed essere sommerso da innumerevoli contenuti di vario genere: link, articoli di giornale, post condivisi, stati e commenti riguardanti avvenimenti o tematiche di attualità. In un certo senso è come se si avesse di fronte, in potenza, ampie possibilità di conoscenza nonché l’opportunità di esprimere un’opinione personale che si va ad aggiungere a quella di molte altre persone. Poniamo che prenda forma nella mente di un qualsiasi soggetto un’idea o una riflessione ritenuta valida e degna di essere proposta ad altri; ad un iniziale sconforto si sostituirebbe presto la consapevolezza di poterlo effettivamente fare, e pure in modo semplicissimo! Sarebbe sufficiente avvicinarsi al computer o estrarre il cellulare. Basterebbe poi veramente poco per rendersi conto che si ha nelle mani uno strumento che permette la discussione , il confronto, la rapidità di condivisione e accesso: in poche parole l’informazione. Ma facciamo qualche passo indietro.

Fondamentalmente la vita umana è un percorso di adeguamento, un processo di conoscenza della realtà, di ricerca di verità, di tentativi di migliorare il proprio agire fondandolo su ciò che si ritiene giusto; può sembrare una definizione astratta ma ogni momento della nostra esistenza ha valore in tal senso. Detto questo è facile intuire come la conoscenza e l’informazione abbiano un ruolo chiave nello sviluppo storico dell’uomo stesso. Oltre all’appagamento derivante dalla capacità di usufruire di ciò su cui si è “esperti”, nessuno negherebbe che una vita volta al confronto e la discussione sia la condizione di base per la pacifica convivenza civile e per la costituzione di comunità e relazioni stabili.
Dato che non esistono persone in grado di superare per conoscenza l’insieme delle altre, e poiché sarebbe ridicolo voler trovare la verità e vivere giustamente da soli, è chiaro che solo l’unione e la partecipazione di tutti a un intento comune possa far raggiungere gli obiettivi prestabiliti. Chiunque può contribuire al miglioramento di tutti tramite le proprie capacità e conoscenze, e solo l’integrazione di diverse attitudini può comporre una autentica totalità. Aristotele dopotutto sapeva bene quel che scriveva quando paragonava la comunità politica ad una melodia: una buona armonia si ottiene dalla fusione di più suoni e non dalla reiterazione di un singolo rumore. A questo punto si può comprendere perché gli attuali strumenti tecnologici di informazione siano una risorsa impareggiabile, ma allo stesso tempo anche un’arma a doppio taglio. La facilità di condivisione comporta grosse possibilità di diffusione di notizie ed opinioni, ma tra queste hanno posto anche le sempre più frequenti notizie false create da presunte riviste on-line che lucrano sull’ignoranza di chi si lascia ammaliare. Altra conseguenza sta nel fatto che l’abitudine ad essere bombardati da informazioni ed opinioni ci porta sempre meno a verificarne l’origine e l’attendibilità, nonché la possibilità che siano state manipolate; casi emblematici sono l’utilizzo di episodi isolati che vengono generalizzati, soprattutto se si tratta di immigrazione o di propaganda politica! Per non parlare poi di ciò che non viene fatto circolare. Ricevere tantissime informazioni non significa che telegiornali o altre fonti non tacciano a proposito di altro: si pensi alla poca risonanza che hanno attentati terroristici o episodi di questo tipo quando avvengono in Medio Oriente o più lontano dall’Europa, mentre accadimenti minori riguardanti il Vecchio Continente vengono analizzati e letteralmente processati, spesso anche eccessivamente.
Ci troviamo in una situazione nella quale un piccolo sassolino può scatenare un’onda devastante e al contempo grandi avvenimenti possono essere manipolati o addirittura oscurati.

Viene perciò spontaneo, a chiunque usufruisca dei più svariati mezzi di comunicazione, porsi delle domande. Di cosa mi posso veramente fidare? Ho veramente accesso alla totalità di informazioni che mi permetterebbero di farmi una idea completa rispetto a un evento? Perché chiunque sembra essere esperto di politica, economia ecc. tanto da non permettere ad altri di criticare le sue affermazioni? Come posso distinguere ciò che è inutile da ciò che può veramente rivelarsi valido? Purtroppo il rischio è che la sovrabbondanza di informazioni possa tramutarsi in diffusione di disinformazione; essa infatti non è mancanza di contenuti ( in fondo ci facciamo sempre e comunque un’idea rispetto a ciò con cui abbiamo a che fare ) ma possesso di contenuti erronei, viziati da pregiudizi, manipolazioni o superficialità. L’unica soluzione possibile è dunque mantenere un atteggiamento critico e aperto nei confronti di quello che viene proposto, e soprattutto educarsi a diffondere, recepire e discutere con il solo scopo di migliorare la società in cui si vive, e non per fare del becero populismo o speculare sull’ignoranza altrui. Impresa non da poco.