Guido Dell'Omo

data di nascita: 1/01/1995
vive a: Roma
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Scacco al Cristianesimo

di Guido Dell'Omo - 29 luglio 2016 - Vai all'articolo

Il procuratore del dipartimento francese per l’anti-terrorismo Francois Molins ha confermato, immediatamente dopo l’efferato attentato nel nord della Francia alla Chiesa di Saint Etienne, che uno dei due sospetti attentatori fosse più che noto alle autorità competenti. Adel Kermiche, il diciannovenne che questo martedì ha tagliato la gola a Padre Jacques Hamel, indossava infatti una cavigliera elettronica perfino il giorno dell’attentato.
L’Intelligence francese aveva cominciato a monitorare il soggetto nel 2015, quando per ben due volte aveva tentato di raggiungere la Siria per entrare a far parte delle fila dell’IS. Poi l’incarcerazione a seguito dei tentativi sopracitati e il rilascio il 22 marzo 2016. Da quel giorno Adel Kermiche, teoricamente, sarebbe potuto uscire di casa solo dalle 8:30 alle 12:30, perché sotto arresti domiciliari. Eppure due giorni fa nessuno lo ha fermato quando, entrato nella Chiesa di Padre Jacques Hamel, lo ha accoltellato in pieno petto durante l’eucaristia, sgozzandolo subito dopo di fronte a una schiera di fedeli paralizzati dal terrore.

La Francia non aveva ancora metabolizzato la strage di Nizza e ora si è trovata costretta a reagire anche a quest’ultimo attacco, che ha colpito per la prima volta un simbolo religioso della cristianità europea lasciando il paese più stordito di prima. E’ il caso di citare la tragedia di Nizza accanto a quanto avvenuto il martedì di questa settimana nel nord della Francia perché entrambi gli attentati sono legati da un filo comune inquietante: l’incompetenza delle forze di sicurezza francesi. L’attentatore che a Nizza ha investito con un camion più di 200 persone, uccidendone 84 e ferendone 100, è riuscito a superare il cordone di sicurezza – che sarebbe dovuto essere più che preparato in un paese che negli ultimi mesi è stato colpito incessantemente dal terrorismo – presentandosi come l’addetto al trasporto dei gelati.
Il diciannovenne che questo martedì ha reciso la gola a Padre Jacques Hamel era tenuto sotto controllo tanto da avere indosso una cavigliera che permetteva alle forze dell’ordine di monitorare i suoi movimenti.

Le fonti francesi hanno dichiarato dall’inizio della scia di attentati che i probabili ‘lupi solitari’ in Francia sono 10.000, e per questo Hollande aveva promesso al suo popolo un aumento significativo delle forze speciali di sicurezza operanti sul territorio.
Ma più che di una schiera di uomini in divisa e mitra la Francia avrebbe forse bisogno di personale più preparato. C’è dell’incredibile negli attentati di Nizza e di Saint Etienne perché, a differenza di altri, sarebbe potuto essere evitato. Quando si parla di 84 persone schiacciate da un camion sul lungomare francese, o di un prete sgozzato come un animale davanti ai suoi fedeli, no, non si può parlare di semplici ‘errori’ delle forze di sicurezza francesi.
L’incapacità dimostrata dalla polizia e dall’intelligence d’Oltralpe è sintomo manifesto di un cordone di sicurezza che non ha lucidamente compreso la situazione in cui riversa il proprio paese. Allora, una volta compreso che non si tratta di una guerra di religione, una volta assodato che le parole di Papa Francesco non servono a nulla, una volta capito che dire “non cambiamo il nostro stile di vita, non abbiamo paura” non funziona, i leader europei dovranno prendere in mano le redini dei rispettivi paesi così da guidare, con fermezza e lucidità, una schiera di europei pronti a difendere l’Europa. Altrimenti continueremo a sentire con sempre più passività e distacco, notizie di persone innocenti uccise a causa di un odio che non hanno provocato loro ma, piuttosto, innescato dai rispettivi leader occidentali.

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